di Cesare Pluchino
Approvato lo Statuto, sia pure con una procedura irregolare che resta valida senza ricorsi al TAR, si va verso le modifiche al regolamento
Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Stevanato, che si è occupato della stesura delle modifiche allo Statuto Comunale e al Regolamento dei lavori del Consiglio e delle Commissioni, ha inviato una nota all’attenzione del Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono e ai Capigruppo consiliari, che, appresso, pubblichiamo integralmente:
“come Lei certamente saprà, oggi martedì 19 maggio, entra in vigore la modifica allo Statuto comunale approvata a maggioranza dal civico consesso.
Trascorsi i tempi regolamentari, ossia 30 giorni di pubblicazione all’albo pretorio e 31 giorni sulla Gazzetta della Regione Sicilia, adesso si dovrà dar seguito all’attuazione dello stesso, ed in modo contestuale, è bene ricordarlo, Le chiedo di procedere alla discussione sulle modifiche da apportare al Regolamento consiliare.
Le chiedo dunque, nella seduta dei capigruppo convocata per mercoledì 20 maggio, di procedere alle decisioni e agli atti consequenziali per dar seguito a quanto stabilito nelle modifiche dello Statuto e di calendarizzare i lavori d’aula con all’odg le Modifiche al Regolamento.
Se così non fosse, l’intero consiglio comunale si troverebbe in una posizione assolutamente anomala, da una parte l’entrata in vigore dello Statuto modificato dall’aula da dover attuare, e dall’altra la necessità di avviare le modifiche che dovranno essere apportare al Regolamento consiliare.
Affinché si possa procedere di pari passo con il deliberato d’aula sullo Statuto, urge dunque che anche il Regolamento venga modificato, prendendo in esame le proposte di iniziativa consiliare che già da tempo attendono di essere esaminate dall’aula.
Le chiedo dunque, a nome del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, di dar seguito all’inserimento di detto odg nei prossimi lavori d’aula e sollecito i capigruppo consiliari a voler prendere in esame tale necessità.
Il tutto per sanare tale anomalia in tempi brevi, dando sin d’ora seguito all’entrata in vigore del nuovo Statuto.
In modo contestuale, consapevole delle diverse posizioni già emerse in sede di conferenza dei capigruppo, ci rendiamo sin d’ora disponibili al confronto e alla possibilità di emendare le modifiche al Regolamento, nell’ottica di rendere i lavori d’aula contraddistinti dall’efficacia e dall’efficienza, come è stato richiesto sin dall’insediamento dal gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle.
Certi di un Suo personale interessamento alla vicenda e della disponibilità al dialogo di ciascun capogruppo consiliare, rimaniamo in attesa di azioni che vadano nella direzione di quanto da noi auspicato.”
La missiva è l’occasione per fare il punto su questa lodevolissima iniziativa del Movimento 5 Stelle che intende modificare quelle parti di Statuto e Regolamento che mal si prestano all’efficienza della vita amministrativa dell’Ente, con malcelata attenzione a quelle parti che mantengono legittimi ma anacronistici e mal utilizzati privilegi e tutele per i componenti il civico consesso.
Dicevamo di una iniziativa lodevole, da molti auspicata, ma, finora, gestita in maniera superficiale e poco competente da componenti del Movimento 5 Stelle che, per lentezza, poca decisione e incompetenze specifiche, già sul nascere, hanno messo a rischio il lavoro svolto.
Perché sulle modifiche allo Statuto, già pubblicate sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, pende la possibilità di un fondato ricorso al TAR che, in caso venisse accolto, con sospensiva, allungherebbe i tempi, in maniera considerevole, dell’entrata in vigore dei nuovi strumenti normativi.
Accantonato, ma non eliminato, questo carico pendente sulla persistenza delle modifiche, la cui sostanza, in ogni caso, non è stata messa in discussione, la lettera di Stevanato sembra voler imboccare l’autostrada per arrivare alle modifiche del regolamento, attraverso l’esame diretto in Consiglio, considerato che la via della conferenza dei capigruppo con funzioni di commissione per il regolamento si presta solo alle manovre ostruzionistiche delle opposizioni che, mal digeriscono buona parte delle modifiche.
Se ne è avuta conferma nell’ultima seduta dell’apposito organismo costituito per il tentativo di predisporre una proposta unitaria da presentare in aula.
Le opposizioni hanno cercato di far condividere l’assunto che le proposte approvate in commissione, dove raggiungono la maggioranza, potessero costituire teso inemendabile da approvare in aula, un tentativo estremo di ottenere un impegno, dal Movimento 5 Stelle, di non toccare quanto, eventualmente, deciso in commissione, una mossa disperata per tentare di superare l’ineluttabile sentenza dell’aula che si basa sui famosi numeri bulgari.
Si è tolto il velo di ipocrisia all’inutilità dei lavori della commissione, il cui lavoro è stato artatamente portato avanti solo per allungare i tempi, nella consapevolezza che, se il Movimento 5 Stelle, legittimamente e secondo le regole, vuole modificare Statuto e Regolamento, lo può fare e lo deve fare in ossequio al programma elettorale.
E’ già passato troppo tempo e poco ne resta per dimostrare quel minimo di essenza a cinque stelle che ancora mantiene in vita un gruppo ormai sfrondato dei veri caratteri del Movimento di Grillo.
E questa l’ultima occasione per mostrare gli eventuali attributi.
Uno dei primi adempimenti per le avvenute modifiche allo Statuto sarà quello della costituzione dei nuovi gruppi consiliari, dopo l’eliminazione dei monogruppi: potrebbe essere l’occasione per le opposizioni di operare seriamente e non secondo strategie di comodo, senza nascondersi dietro sigle senza significato politico e, soprattutto, senza futuro, buone solo per tirare avanti sfruttando, per alcuni, i privilegi, legittimi, consentiti dalla legge, per i consiglieri lavoratori dipendenti.
Già la nomina dei capigruppo costituirà la cartina al tornasole della voglia di cambiamento di uomini e partiti. Ma dalle prime indiscrezioni, sembra che la cartina virerà male.
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