La politica è in coma farmacologico

Dappertutto c’è un coma farmacologico della politica, dalle esitazioni per gli interventi per il ciclone Harry alla scoperta che l’allora Presidente della Regione e oggi Ministro alla Protezione Civile sapeva, ci sono documenti da lui firmati, dalla situazione della cittadina di Niscemi.
E poi abbiamo Tajani che scende a Catania e non viene accolto dal Presidente della Regione, suo compagno di partito, Schifani che va subito sulla costa ionica per i danni del ciclone, successivamente, ma dopo qualche giorno, visita la zona di Siracusa, di venire sulla costa iblea nemmeno se ne parla.
Ieri, l’ultima, arriva la Presidente del Consiglio dei Ministri, a Niscemi, e non c’è il Presidente della Regione, né il Ministro della Protezione Civile ad accoglierla come sarebbe dovuto, impegnati o sulla via di essere scaricati?
Si dovrebbe fare carico la politica di queste domande che, siamo certi, riceverebbero, comunque, ampie ed esaustive risposte di giustificazione.

Anche sul nostro territorio, in provincia, si vive all’insegna di uno stato vegetativo, a Vittoria tutti contenti per l’approvazione del bilancio con gli umori ormonali giusti dei consiglieri della Democrazia Cristiana in estinzione che hanno consentito all’amministrazione di tirare a campare, pericolo scampato, non c’è il rischio di andare a casa.
A Monterosso Almo piccole storie di paese, si dice in giro che, approfittando delle feste natalizie si è approntato il dolce per quattro assunzioni con parentele eccellenti nell’ambito del Comune, il sindaco, naturalmente, assicura che è tutto regolare, le parentele, eventualmente, sono solo un caso.
A Pozzallo il sindaco che alle provinciali aveva manifestato un ritorno dalla parti del Partito Democratico, partito dal quale la città ha avuto molto, soprattutto per i temi dell’accoglienza tanto cari al primo cittadino, vuol far capire che a Pozzallo c’è solo lui, almeno nell’ambito del centro sinistra, dimenticando il flirt delle provinciali, stronca, con rara ingratitudine, il PD, sottolineando come in città non esista, non c’è sede né segretario, vede l’unico, con un sintomatico endorsement, che può smuovere le acque stagnanti del centro sinistra in Ismaele La Vardera e allora si capisce tutto: si guarda a prolungare la carriera politica ad libitum.
In altri comuni molto è condizionato dal caso Cuffaro, a Modica bocce ferme, la coalizione di centro destra è in stand by, la DC è ormai fuori, il modicano Abbate, in evidenti difficoltà, si smarca, intanto da Totò Cuffaro – “vicende sue personali” dice, che non riguardano il partito che intanto frana come il terreno di Niscemi, alla ricerca di una nuova collocazione.
C’è il totale silenzio sull’aeroporto, sull’autostrada, nemmeno i ritardi per il terzo lotto della Ragusa Catania, che renderanno l’opera, se va bene, incompleta, sembrano attirare l’attenzione dei politici, tutti hanno gli occhi rivolti alle prossime competizioni elettorali, in giro ci sono solo gli imbonitori degli ultimi tempi che si dimenano a cambiare sigle e programmi, con uno sguardo al centro destra e al centro sinistra come strategie di sopravvivenza.
Se i problemi della DC possano avere influenza in qualche comune, dalle nostre parti, non sembrano intaccare la calma piatta, quelli di Forza Italia, tutti, sono in attesa degli eventi che, eventualmente, potranno cambiare le sorti in Sicilia, ci sono segnali che le cose cambieranno, Tajani sempre più delegittimato dalla figlia di Berlusconi che riceve il suo vice Occhiuto nella sua residenza privata e intrattiene rapporti molto cordiali con Calenda che qualcuno vede già fra i volti nuovi della nuova Forza Italia.

Per quello che ci riguarda, a proposito del coma farmacologico della politica, Ragusa non è da meno, il sindaco Cassì sempre più interessato esclusivamente al suo futuro politico, fra propaganda, inaugurazioni, eventi e visite ai potenti del suo nuovo partito, da Catania a Palermo, non volendo tagliare rapporti con nessuno, non si sa mai.
La città langue e il suo declino, la sua decadenza vanno avanti come la frana di Niscemi, ormai da sette anni cala l’appeal, nelle prossime ore la città, dopo il Piano strategico del Turismo e le magie di Enjoi barocco del Gal, si doterà del Masterplan e delle Linee guida per la rigenerazione del centro storico redatto da Ancsa, l’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici.
Del tutto evidente che il futuro della città è assicurato, quasi quasi sarebbe ideale che l’assessore competente fosse il prossimo sindaco per suggellare la crescita e lo sviluppo della città attraverso la rinascita del centro storico!
Ma non basta, dopo i fasti del petrolio e del riconoscimento Unesco, formaggio e pane di casa saranno lo stilema affermato dell’amministrazione Cassì, la città del pane e formaggio con cui siamo cresciuti e nutriti bene, venerdì 29 gennaio ci sarà il conferimento del titolo di Citta del Formaggio, senza, naturalmente, almeno finora, menzione alcuna per il regista delle operazioni pane e formaggio che ha curato queste iniziative, che non condividiamo ma per le quali riconosciamo i tratti inequivocabili dell’impegno di uno dei pochi politici di cui la città può vantarsi.

Per il resto, la città letteralmente in coma farmacologico, il consiglio comunale in catalessi, opposizione che svanisce, che non esiste da tempo, ora anche il consigliere Mauro si è aggiunto alla truppa dei consiglieri di opposizione che, dopo la migrazione dai partiti di appartenenza, sono sull’orlo del precipizio, dell’oblio.
La Caruso ha lasciato. Partecipiamo e la maggioranza, Bennardo ha lasciato la lista del sindaco e la maggioranza, lo stesso ha fatto Buscemi uscendo dalla maggioranza, dopo l’abbandono di Sud chiama Nord, c’è anche Zagami che dopo il suo girovagare fra Azione, Ragusa Prossima e Dc potrebbe trovare una nuova collocazione che potrebbe significare un riavvicinamento all’amministrazione.
Tutti, in ogni caso, e Mauro deve evitare questo pericolo, sono caduti in uno stato fondamentalmente anonimo, che ha fatto perdere loro la bussola per fare vera opposizione, come vorrebbero i loro traslochi.
Peggio di così non potrebbe andare.

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