Il PD di Ragusa auspica che le fibrillazioni politiche, in particolare quelle che hanno portato il consigliere Mauro all’uscita dal partito, non distraggano dalla questione dei debiti di Iblea Acque.
Secondo noi, sono questioni che percorrono strade indipendenti: l’uscita di Mauro da Forza Italia non è crisi di una maggioranza che, comunque è sbrindellata da tempo, il consigliere non ha mai fatto parte della maggioranza, non è stato accettato come tale dal primo momento, sono peraltro beghe interne di partito che esulano dai ristretti ambiti locali.
I temi sollevati da Mauro, relativamente a Iblea Acque, erano e restano sul tavolo e sono arricchiti dalle ultime dichiarazioni del sindaco Cassì: così come aveva fatto a proposito dei concorsi, ammettendo alcune irregolarità nei bandi e , forse, anche nelle assunzioni, l’ultima condivisione a proposito del possibile tentativo di recuperare somme eventualmente indebitamente percepite dall’amministratore unico, delinea una precisa responsabilità dell’assemblea dei sindaci alla cui maggioranza Cassì ha addebitato scelte che non ha condiviso, votando sfavorevolmente, appunto per quanto contestato da Mauro
Come avrebbe dovuto fare Mauro, da tempo, l’obiettivo, anche del Partito Democratico dovrebbe essere quello di attaccare politicamente i sindaci e fare trasparenza sulle relative posizioni.
Addirittura, c’è stato qualcuno che aveva proposto di rinnovare l’incarico a Poidomani, ci sono molte cose su cui si dovrebbe fare chiarezza, ma la politica è indifferente.
Occorre capire la posizione dei sindaci di Forza Italia, che detengono la maggioranza di quote nella società, dovrebbe essere chiarita la posizione dei sindaci che fanno riferimento al PD e quella del sindaco di Vittoria in particolare.
In effetti, uno solo è il sindaco che può fare riferimento al PD, quello di Chiaramonte, Aiello non vuole far parte della società, quello di Pozzallo definirlo del PD è una amenità.
Ciò premesso, senza l’inutile coinvolgimento delle questioni di Forza Italia e del consigliere Mauro, il Partito Democratico dovrebbe, come mostra di voler fare, innanzitutto vigilare sul debito di Iblea Acque nei confronti dei Comuni e, segnatamente, del comune capoluogo.
Occorrerebbe, poi, un confronto aperto con il nuovo amministratore unico, finora anche troppo silente e poco esposto, per portare ordine nella società soprattutto per quanto riguarda una uniformità di trattamento degli utenti su tutto il territorio di competenza: contatori per tutti, bollette emesse sugli effettivi consumi,
rendicontazione precisa dello stato finanziario della società, anche alla luce della recente erogazione della Regione della quale sono sconosciuti, finora, gli utilizzi.
Il capogruppo PD Calabrese deve continuare la sua politica di verifica e di controllo e chiedere maggiore trasparenza sulle riunioni dell’assemblea dei sindaci, delle quali si è saputo sempre troppo poco.
I Comuni si devono rendere conto che, se occorre, è necessario mettere soldi sul tavolo, se ci sono Comuni che non sono in condizioni di farlo, deve essere la Regione a risolvere il rebus e capire come si può sostenere una società con soci senza capacità finanziarie.
Come afferma il segretario cittadino del partito, l’avv. Schininà, alla politica compete vigilare e pretendere trasparenza, agli organismi di controllo la verifica delle misure dell’Assemblea dei sindaci, ai partiti la politica che deve verificare se gli impegni presi dal sindaco a nome della città sono rispettati, in ordine alle misure nei confronti dell’ex amministratore unico, al rispetto del piano di rientro, perché il sindaco non può dichiarare una cosa in aula e non darle seguito praticamente.
Se il piano di rientro è stato approvato dal Consiglio comunale, eventuali variazioni delle scadenze o decisioni per ottenere coattivamente quanto dovuto da Iblea Acque devono rientrare sempre nelle competenze del civico consesso, non possono essere affidate alle scelte unilaterali del primo cittadino.
E su questo il PD non ha insistito abbastanza.
