Un fenomeno, quello dell’abbandono indiscriminato di rifiuti lungo le strade extraurbane che non accenna diminuire, con effetti nocivi per l’ambiente, con rischi di carattere igienico sanitario e notevoli danni all’ambiente in termini estetici.
Oggi, sabato 8 luglio, una operazione combinata di personale dell’ANAS e della ditta Busso, che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo è stata condotta per l’eliminazione dei rifiuti e la pulizia dei vari siti, alla presenza dell’assessore all’ambiente del Comune di Ragusa, Mario D’Asta, che ne ha dato notizia attraverso una mail personale, senza passare dall’Ufficio Stampa del Comune.
Un intervento al quale è d’obbligo rivolgere il plauso per l’eliminazione di sconcezze dovute all’inciviltà di fondo di cittadini del territorio, nei confronti dei quali occorrerebbe condurre operazioni mirate per denunciare i responsabili di un reato ambientale a tutti gli effetti.
Per D’Asta si tratta di un primo segnale per contrastare un fenomeno che giudica fortemente attenuato, sensazione che, invero, nessuno registra.
Una bonifica, quanto mai opportuna, ma servirebbe maggiore chiarezza sui particolari dell’intervento perché, come più volte acclarato dalle dichiarazioni del sindaco Cassì, la competenza della pulizia delle strade extraurbane, in questo caso strada statale, è dell’ente proprietario, vale a dire l’ANAS, come il Libero Consorzio si occupa della bonifica delle strade di competenza provinciale.
Interventi e costi sono a carico dell’Ente proprietario che deve solo consegnare i rifiuti al Comune di competenza per territorio dell’area bonificata, tenuto allo smaltimento.
Quale sia stato il ruolo dell’assessore del Comune di Ragusa, se a livello istituzionale o personale, non è dato sapere, salvo che non sia stato un intervento per somma urgenza per motivi di ordine igienico sanitario, del Comune di Ragusa.
Ma, in questo caso, ci dovrebbe essere stata una diffida all’ANAS, con intimazione di procedere alla rimozione dei rifiuti che sarebbe stata eseguita dal Comune in danno dell’ANAS.
In pratica, in parole povere, occorrerebbe capire chi paga l’intervento della ditta Busso, perché di servizi aggiuntivi al capitolato per la raccolta dei rifiuti il Comune di Ragusa ne paga anche troppi, nulla da eccepire sulla bontà e la sollecitudine della ditta Busso nel venire incontro alle esigenze del Comune, ma sarebbe una beffa se ci dovessimo caricare costi che dovrebbero essere di competenza dell’ANAS.
Bene fa l’assessore ad auspicare la massima collaborazione dei cittadini per contrastare il riformarsi delle stesse microdiscariche, serve buon senso, occhi vigili e segnalazioni, oltre ai controlli possibili sui rifiuti al fine di poterne carpire l’origine, ma servirebbe capire come è nata l’iniziativa di questo intervento.
Perché, non più tardi del mese di maggio scorso, da Modica, l’on.le Abbate, ex sindaco della cittadina e attuale deputato regionale della nuova DC di Totò Cuffaro, sempre solerte per gli interessi del territorio, e della sua città in particolare, avrebbe inoltrato una interrogazione scritta urgente al Presidente della Regione, all’assessore delle infrastrutture e della mobilità, all’assessore al territorio e l’ambiente e al Dirigente generale dell’ARPA Sicilia sullo stato di conservazione del tratto della SS194 tra Ragusa e Modica, con la quale specificava che: “La strada in questione (il tratto della vecchia strada per Modica) versa in condizioni di degrado strutturale allarmante per la fatiscenza del manto stradale, delle barriere protettive e per la presenza di numerose frane”.
Inoltre – si leggeva nell’interrogazione – “è facilmente rilevabile come lungo il percorso, da anni, si formano cumuli di rifiuti di ogni genere, materiali ingombranti che costituiscono una vera e propria discarica a cielo aperto che invadono le piazzole di sosta ed in alcuni casi anche la sede stradale, costituendo, nel contempo, sia una minaccia ambientale per l’attiguità del fiume Irminio sia un pericolo costante per gli automobilisti e autotrasportatori che giornalmente la percorrono”.
Abbate faceva espresso riferimento al danno di immagine in un territorio affollato da una marea di turisti in visita nel Val di Noto e aggiungeva, senza capirne il motivo e l’esigenza, che le discariche si trovavano nella parte di strada ricadente nel territorio del capoluogo, cioè di Ragusa.
Non vorremmo che, considerata l’evidente indifferenza delle autorità alle quali era stata rivolta l’interrogazione, dal momento che non ha raggiunto nessun obiettivo di bonifica dei siti, ci potesse essere stata qualche sollecitazione ad intervenire presso il Comune di Ragusa, considerati anche i buoni rapporti che intercorrono fra Abbate e il sindaco di Ragusa e l’assessore D’Asta in particolare.
Nulla da eccepire circa la possibile collaborazione fra i due comuni limitrofi, ma non si comprende come mai l’assessore del Comune di Ragusa non si occupa con priorità delle microdiscarche che abbondano nel centro abitato del capoluogo, prima fra tutte quella di via Berlinguer, più volte segnalata sui social e ai giornali.
Ci sono tante altre criticità in città, soprattutto in centro storico, a San Rocco a Ibla, alla Rotonda di via Roma, situazioni incresciose che vedono l’immobilismo degli assessori competenti.
Non vorremmo che Abbate comandi e D’Asta ubbidisca, tralasciando le criticità della città per intervenire dove non avrebbe competenza primaria.
Nell’occasione, ricordando che D’Asta è anche assessore al verde pubblico, ci sono da registrare una serie di interventi, quanto mai opportuni e importanti, per scerbatura di aiuole spartitraffico e aree a verde in generale: anche questa azione encomiabile del nuovo assessore, ma riteniamo che questo genere di interventi, di scerbatura e pulizia delle aree a verde, sia di competenza della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città.
Piuttosto, ci permettiamo di avanzare la pretesa che l’assessore al verde pubblico provveda, piuttosto, alla piantumazione di essenza arboree e di vegetazione per giardino, al fine di rendere eleganti le zone che, dopo la scerbatura si presentano brulle e antiestetiche.
Comprendiamo che le opposizioni sono forse ancora intontite dalla sberla elettorale e sembrano imbambolate di fronte a questi particolari che pure conoscono e di cui discutono, ma, anche da parte loro servirebbe un’azione di pungolo perché in molti settori l’attività dei nuovi assessori sembra ancora al palo.
