Modica, un fallimento il tavolo tecnico per il centro storico, PD e CNA insistono per ulteriori tentativi senza capire che con questa amministrazione non si va lontano

Il Comitato Centro Storico lascia il tavolo tecnico, del quale si era fatto promotore, è acclarato il fallimento non solo del tavolo ma dell’amministrazione Monisteri.
Ciononostante, invece di pensare a proporre una mozione di sfiducia, c’è chi cerca ulteriori tentativi.

Il vicesegretario PD di Modica, Carmelo Blanco «Dieci sedute, tante parole e nessuna decisione: un fallimento annunciato. Non disperdiamo il patrimonio di proposte del Comitato: il PD apre a un percorso fondato su dati, competenze e metodo».

MODICA (29 agosto 2026) — La scelta del Comitato Centro Storico di lasciare il Tavolo Tecnico Consultivo Permanente e disertare la seduta di lunedì 31 agosto non è un fulmine a ciel sereno: è l’esito annunciato di un’impostazione priva di regole, metodo e poteri decisionali che il Partito Democratico aveva contestato fin dal primo giorno.

«Avevamo avvertito l’Amministrazione: aprire organismi senza definirne competenze, tempi e strumenti attuativi avrebbe trasformato il confronto in un esercizio sterile», afferma Carmelo Blanco, vicesegretario del Circolo PD di Modica.
«Oggi non celebriamo una vittoria dell’opposizione, ma constatiamo una sconfitta della politica cittadina e, anzitutto, di chi governa. Dopo dieci sedute, nodi cruciali come la ricognizione degli immobili comunali, la disciplina della sosta e l’iter del Piano Urbanistico Generale (PUG) sono rimasti senza risposte.
Il Comitato non volta le spalle al centro storico, ma abbandona un organismo ormai svuotato che rischia di ridursi a un mero simulacro del confronto. Quando un tavolo perde il soggetto che più ne aveva sollecitato la nascita, chi amministra ha il dovere di fare autocritica».

Per il Partito Democratico, il limite di fondo resta la totale assenza di una visione strategica: il cuore antico della città continua a essere affrontato a compartimenti stagni — attraverso micro-interventi slegati su ZTL o parcheggi —, ignorando la connessione profonda tra crisi demografica, desertificazione commerciale, mobilità, residenzialità e qualità della vita.

«La nostra critica è sempre stata preventiva e costruttiva», prosegue Blanco. «Lo abbiamo dimostrato il 19 giugno scorso con l’iniziativa “PENSARE UNA NUOVA MODICA — Dal Centro Storico alla Città”, chiamando docenti universitari e competenze scientifiche ad analizzare i numeri reali sull’andamento demografico e l’uso del patrimonio immobiliare, estendendo l’invito alla stessa sindaca. Il futuro di Modica riguarda ogni famiglia e ogni impresa, ben oltre gli schieramenti di parte».

Di fronte ai mesi preziosi perduti dall’Amministrazione, il Partito Democratico lancia una proposta alternativa e operativa:
«Il lavoro svolto dal Comitato Centro Storico è un patrimonio civico che non deve andare disperso. Il PD di Modica se ne fa carico e promuoverà un autentico percorso di co-progettazione della città, aperto a residenti, associazioni, categorie economiche, professionisti e istituzioni. Un percorso vincolato a tre pilastri non negoziabili: i dati per conoscere i problemi, le competenze per interpretarli e il metodo per trasformare le proposte in atti amministrativi con responsabilità e tempi certi. Non l’ennesimo tavolo di facciata, ma uno strumento per decidere e dare finalmente a Modica una nuova visione condivisa».

«Modica merita di più. Merita un progetto, non una sequenza di emergenze. Merita decisioni, non convocazioni a vuoto. Merita un centro storico abitato, vissuto e accessibile, non un tema da rinviare di riunione in riunione. Merita una politica che si assuma la responsabilità di scegliere: e il tempo per farlo è adesso».

Anche la CNA, nonostante gli esiti sconfortanti, propone soluzioni alternative e chiede una Consulta permanente:

La Cna territoriale di Ragusa, con il presidente Giampaolo Roccuzzo e il segretario territoriale Carmelo Caccamo, interviene con decisione sul percorso avviato dal Comune di Modica per affrontare le criticità del centro storico, ricordando che la Cna locale ha aderito sin dall’inizio al tavolo tecnico, partecipando con spirito costruttivo e con la presenza del referente Gianni Ruffino.
L’obiettivo è sempre stato chiaro: contribuire alla definizione di soluzioni concrete, tempestive e capaci di incidere realmente su problemi che oggi sono sotto gli occhi di tutti, dalla desertificazione economica e sociale alle questioni legate alla sicurezza, dalla qualità dei flussi di utenti alla mancanza di una strategia di lungo periodo. Temi che richiedono un approccio coordinato, trasversale e continuo, non interventi episodici.
In questo contesto, la Cna ha avanzato una proposta ritenuta essenziale: trasformare il tavolo tecnico in una Consulta permanente, così da rendere stabile e istituzionale un lavoro che, altrimenti, rischia di rimanere frammentato e privo di continuità.
Roccuzzo e Caccamo sottolineano che, nonostante la richiesta sia stata formulata da tempo, non ha ancora trovato seguito.
Tra le proposte operative già presentate dalla Cna figurano la tutela della concorrenza leale nell’ambito dei temporary store, con misure pensate per proteggere le imprese già insediate; la richiesta di intervenire con urgenza sui defibrillatori non funzionanti presenti in città, che costituiscono un rischio per la sicurezza pubblica; e una sensibilizzazione strutturata sul tema degli affitti dei locali del centro storico, con l’idea di promuovere modelli contrattuali più sostenibili, basati su una quota fissa e una variabile legata alla performance dell’attività, pur nella consapevolezza dei limiti normativi esistenti.
Accanto a queste proposte, la Cna ribadisce la necessità di misure economiche e infrastrutturali immediate: l’utilizzo di risorse significative per sgravi sui tributi locali, così da sostenere le attività esistenti e rendere attrattivo l’insediamento di nuove imprese; la piena operatività del parcheggio di viale Medaglie d’Oro, infrastruttura indispensabile per migliorare accessibilità e fruizione del centro storico; e l’introduzione di incentivi regionali mirati, già proposti in audizione all’assessore Alessandro Dagnino, per favorire l’insediamento di aziende nel cuore della città con criteri chiari e tempi certi.
Roccuzzo e Caccamo sottolineano che le interlocuzioni con il Comune vanno avanti da oltre un anno e mezzo, ma con un andamento troppo discontinuo per poter produrre risultati tangibili.
È arrivato il momento, affermano, di raccogliere i primi frutti attraverso decisioni operative, misure attuative e un calendario di azioni verificabili.
Modica ha bisogno di un cambio di passo, di una governance stabile e di interventi concreti.
La Cna territoriale di Ragusa conferma la propria disponibilità a collaborare con spirito costruttivo, ma ribadisce che il tempo delle analisi è finito.
Ora servono scelte, atti e risultati. Modica merita una strategia chiara e una visione capace di restituire vitalità al suo centro storico, e la Cna è pronta a fare la propria parte.

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