Dovrebbe superare facilmente il record di ascolti della puntata precedente l’episodio della serie ‘Il Commissario Montalbano, andato in onda nella serata di lunedì 6 marzo.
Una puntata sul livello delle migliori della serie, contrariamente alla precedente, con una trama degna di questo nome, con accadimenti che si possono considerare non molto distanti da drammatiche realtà.
Attesa e seguitissima la presenza di Massimo Spata, nella veste di capo della narcotici, degna della sua fama l’interpretazione di Marcello Perracchio, nella veste del medico legale, che ha fatto dimenticare la inspiegabile gag della puntata precedente quando veniva rappresentato, inutilmente, mentre si ingozzava, in maniera grottesca, di cannoli siciliani e mentre si rendeva protagonista di una colazione mattutina ad una tavola esageratamente colma di ogni tipo di dolci.
Una puntata che concorre a mantenere elevatissimo l’interesse attorno al Commissario di Camilleri, alla sempre eccezionale interpretazione di Luca Zingaretti, ai luoghi che fanno da sfondo alle vicende delle varie puntate.
Protagonisti quelli classici della serie, la spiaggia di Puntasecca e la casa del Commissario, Scicli, Donnalucata, Sampieri, con una puntata ad Agrigento per una brevissima scena immersa fra i templi antichi.
Purtroppo si deve rilevare ancora una presenza del tutto marginale di Ragusa, anche se in questa puntata si è visto un minutaggio maggiore per le location del capoluogo.
Immancabile la piazza Duomo a Ragusa Ibla, scena finale sulla piazza del Distretto Militare, sullo sfondo del villino Arezzi, un flash all’imbocco di via Torrenuova, a Ragusa Ibla mentre l’auto della prostituta morente si avvia verso il luogo dove questa esalerà l’ultimo respiro, l’ingresso del condominio di piazza Ospedale Civile.
Flash anche sul porto di Marina, dove affaccia la casa del giudice Attard
Scena del delitto perpetrato ai danni della donna protagonista della puntata le Latomie di Cava Gonfalone, la grande incompiuta della Soprintendenza locale.
Si deve purtroppo rilevare come, ancora una volta, nonostante l’encomiabile e lungimirante iniziativa del Sindaco Piccitto e dell’Amministrazione con il contributo elargito alla produzione, questa continui a non dare opportuni riscontri ai punti del protocollo, marginalizzando la città di Ragusa che diventa protagonista solo quando i camion della troupe intasano le vie limitrofe a dove sono in atto le riprese.
