Periodici le visite i sopralluoghi per le grandi opere del territorio che attendono da anni di essere completate, quando, addirittura, non sono nemmeno avviate, come la Ragusa – Catania.
La ‘provincia babba’ assiste, indifferente, a questo valzer di visite e non accenna alla minima protesta, nemmeno i consigli comunali, deputati per il ruolo, alzano i toni per questioni che rasentano il ridicolo.
Da poche ore sono terminate le visite due sottosegretari del governo nazionale.
Il sottosegretario, Davide Faraone, nella giornata di sabato 4 marzo, ha visitato ospedali, vecchi e nuovi, a Ragusa e a Modica, oltre ad un a puntata all’Istituto Zooprofilattico.
Indiscutibile l’autorevolezza di un sottosegretario ma poche possibilità di intervento reale per decisioni che, in definitiva, dipendono dal governo regionale e sono subordinate alle normative del Ministero in tema di Sanità. In effetti solo anticipazioni di misure che si prevedono adottate a breve, vedi il tema dei precari o delle assunzioni in funzione della nuova rete ospedaliera, ma nulla di certo.
Non si è avuta nemmeno la data certa per l’apertura e la piena funzionalità del nuovo ospedale di Ragusa, assicurazioni di impegno per le richieste provenienti per l’ospedale di Scicli, nessuna ingerenza nelle questioni aperte sul piano aziendale relativamente alla distribuzione dei reparti in provincia.
In definitiva, anche dopo la visita del sottosegretario, nessuna certezza sul futuro della sanità sul territorio, questioni irrisolte acuite dall’aria di elezioni regionali che condizionano la politica e i cui risultati potranno determinare, come prevedibile, ulteriori cambiamenti e stravolgimenti di strategie.
Il sottosegretario alle Infrastrutture del Governo Gentiloni, Simona Vicari, è tornata in provincia di Ragusa per rendersi conto dello stato di avanzamento dei lavori per l’autostrada Siracusa Gela.
Attualmente aperti i cantieri per i lotti 6,7,8 che dovrebbero allungare il tratto finora percorribile fino a Modica.
Attualmente le ditte interessate ai lavori vanno avanti fra mille difficoltà, per il mancato trasferimento dei fondi relativi agli stati di avanzamento dei lavori, una situazione a tratti scandalosa per somme che dovrebbero essere ampiamente a disposizione.
Nessuna certezza, solo il massimo impegno contro i rischi che una importante infrastruttura diventi, da importante risorsa economico-occupazionale, fattore di danno per le imprese.
Solo impegni in parola, e non potrebbe essere diversamente, anche per la realizzazione dei lotti successivi, i restanti 70 chilometri per arrivare da Modica a Gela, vale a dire gli otto lotti dal n. 9 al n. 16.
Una situazione chiaramente in aria, con un iter procedurale in una fase leggermente più avanzata per i lotti 9, 10 e 11 (da Modica a Scicli e Ragusa), che fa intravedere tempi lunghissimi che difficilmente potranno essere accorciati da visite e sopralluoghi vari.
Indiscutibile l’impegno dei singoli politici nel quadro di un disinteresse fondamentale del governo nazionale per il completamento di un ‘opera essenziale per un concreto sviluppo di questa parte della Sicilia, fondamentale per la crescita dell’aeroporto di Comiso e del Porto di Pozzallo, funzionale al servizio dell’agricoltura, delle imprese e del turismo locali.
Nessun cenno, in occasione della visita dell’esponente di governo, per l’altra importante infrastruttura che interessa la provincia e attende, da troppo tempo, di essere avviata: della Ragusa – Catania non si sa nulla, secondo gli ultimi titoli dei giornali a giugno prossimo dovrebbero aprire i cantieri ma non ci sono segnali in tal senso.
Considerato che ci saranno tempi lunghissimi, sarebbe opportuno valutare lo spostamento dei fondi della Ragusa Catania per l’autostrada, a patto di una veloce realizzazione che permetterebbe, comunque, un veloce collegamento con il capoluogo etneo, perché di questo passo ci vorranno anni per vedere completata l’autostrada, forse secoli per la Ragusa – Catania.
