Museo Archeologico: per la riapertura non è solo questione della scala di sicurezza

La smania del comunicato, che si sarebbe potuto evitare considerato lo scandaloso ritardo, porta l’assessore Giuffrida a mostrare il montaggio della scala di sicurezza del Museo Archeologico di via Natalelli.
Si può quindi aprire, diranno i lettori, ma non è così, perché stando alla dichiarazione dell’assessore, oggetto del comunicato, si tratta solo dell’avvio dei lavori di ammodernamento dei sistemi di sicurezza del Museo.
Si legge ancora: “Dopo una fase progettuale non semplice, tra intoppi burocratici e l’oggettiva difficoltà ad adeguare un immobile vetusto ai moderni standard di sicurezza, oggi si interviene sulla scala d’emergenza. Già rifatto l’impianto elettrico. L’obiettivo è quello di concludere tutti gli interventi entro la primavera”.
Dalla dichiarazione dell’assessore sorgono non poche perplessità, anche dalle sue risposte in consiglio comunale, si poteva pensare che la mancata apertura fosse dovuto solamente alla mancanza della nuova scala di sicurezza.
Invece non è così, a quanto sembra, ci vuole ancora più di un mese per completare i lavori, quindi tutte le storielle sulla scala, sulla mancanza di materiali, sono destinate a cadere.
Piuttosto, c’è da chiedersi perché nessuno ha fatto cenno a tutti i lavori necessari e perché tutti non sono stati avviati prima.
Una storia del tutto nebulosa, dove ci sono anche responsabilità dei responsabili del Museo che avrebbero dovuto segnalare in tempo le scadenze di legge e la necessità di procedere a indifferibili lavori.
Vedremo ora se, come dice l’assessore, entro il 21 marzo, data dell’ingresso della primavera, si potrà accedere al Museo, oppure ci saranno altre formalità espletare per dare seguito alla commedia.
Per inciso, guardando la nuova scala, immortalata nella foto a corredo del comunicato, impossibile non comprendere la fase progettuale non semplice per una scala di tale complessità.

Ultimi Articoli