di Vilnius Nastavnic
Grazie all’emendamento sulle royalties, passano in seconda linea i problemi interni del Movimento
La sensazione netta si è avuta nel pomeriggio di martedì, quando l’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila si riempiva di consiglieri per la seduta del civico consesso.
L’attesa era tutta per le reazioni dei consiglieri alle strategie dell’on.le DiPasquale, come per incanto sono svaniti i problemi della relazione per la commissione trasparenza, le difficoltà per acclarare la defenestrazione della Campo, le difficoltà per identificare il gestore del Teatro Quasimodo.
Parimenti sono passati in second’ordine le verifiche sui curriculum dei soggetti identificati per sostituire l’assessore Campo, si allungheranno i tempi della verifica interna richiesta dai consiglieri dissidenti, fissati ad un mese dall’accordo di cui sarebbe garante l’on.le Cancelleri, non si discute nemmeno della festa alla San Vincenzo Ferreri.
Una manna dal cielo l’emendamento dell’on.le Dipasquale che trasforma un cielo plumbeo, con molte nuvole all’orizzonte, in una radiosa mattinata di primavera. Prati fioriti e rondini in cielo che fanno intravedere un paradiso dove gli esperti del sindaco svolazzano sereni, dediti alle attività di giornata.
Parafrasando la storiella della mela, si potrebbe dire che un emendamento al giorno toglie il medico di torno.
Chissà quando torneremo ad interessarci delle cose terrene, delle inquietudini dei consiglieri ribelli che volevano la testa di questo e di quell’assessore, pretendendo esperti e gestori di teatro.
Tutti in riga a studiare la finanziaria regionale per offrire ai maghi della comunicazione materiale pronto da inviare tramite web: non se ne parla di sostituire assessori, nella solennità del momento, mentre onorevoli e senatori si interessano alle sorti delle royalties ragusane, ci potrebbe anche scappare, nella confusione, il reintegro della Campo, se servisse a sfruttare antichi rapporti di lavoro che potrebbero ammorbidire l’onorevole, magari riducendo la percentuale da destinare ai comuni del comprensorio dal 30% al 27,50 %.
Siamo come il governo nazionale schiavo dello spread, qui da noi ci giochiamo il futuro sul punto percentuale di royalties, si ordineranno messe per limitare gli introiti a 14.999.999, come nelle vetrine dei centri commerciali, così ai modicani resta sempre quella che lasciò Pennavaria.
Se poi le ultime vicende che riguardano il Presidente della Regione faranno saltare il banco, i consiglieri ribelli potranno riporre le spade e cominciare a pensare alla prossima campagna elettorale, con le promesse degli onorevoli di un rimpasto totale da rimandare a dopo le elezioni.
Peccato, eravamo quasi arrivati all’obiettivo… pensava qualcuno, sbagliando!
Come minimo altri sei mesi per riparlarne, sempre che per le elezioni tutti si siano comportati bene!
