di Cesare Pluchino
Ufficialmente convocata per valutare determinazioni dirigenziali, viene, fino all’ultimo, ascritta al caso Campo,
Sesta convocazione della Commissione Trasparenza, per i fatti inerenti il servizio di lettura dei contatori: va, innanzitutto, espresso il plauso alla Presidente della Commissione, la consigliera Elisa Marino, per aver consentito di assistere alla seduta, ritardando l’inizio della stessa per la concomitante improvvisa conferenza stampa dell’amministrazione sull’emendamento regionale per le royalties.
Un chiaro segnale di continuità per quella disponibilità mostrata nelle sedute precedenti nelle quali, nonostante obiettive condizioni di non agevole conduzione dei lavori, non ha esitato a facilitare l’accesso e la permanenza nella sala commissioni con l’obiettivo di rendere quanto mai ‘trasparenti ’ i lavori, come, del resto, previsto dal regolamento.
E su questa linea va valutato il lavoro finale, svolto dalla Presidente, del tutto legittimo ma non espressamente richiesto dal regolamento, motivo per il quale avevamo espresso qualche perplessità, lavoro che ha visto la stesura di una relazione finale di sintesi sui lavori della commissione per i temi posti all’ordine del giorno.
Una relazione che ha per “oggetto l’attività posta in essere al fine di valutare le determinazioni dirigenziali, indicate nell’odg, ai fini della legittimità delle stesse”.
Un lavoro che ha esplicitato, sinteticamente, i risultati delle audizioni e dell’esame degli atti inerenti il servizio di lettura dei contatori idrici, comprese le modalità di assunzione dei dipendenti impiegati per il lavoro.
Una serie completa di audizioni, che hanno coinvolto dirigenti e funzionari comunali, i titolari delle cooperative titolari del servizio, i dipendenti e alcuni sindacalisti, nonché l’assessore competente.
Si voleva far luce sui bandi di affidamento del servizio di lettura dei contatori e sui criteri di assunzione dei dipendenti.
Tutto nasceva da un articolo di stampa nel quale venivano paventate irregolarità finalizzate a favorire un letturista, che già aveva svolto il lavoro negli anni precedenti e che risultava essere marito dell’assessore alla cultura Stefania Campo.
Superfluo ricordare che a seguito dell’articolo di stampa la stessa Campo presentò le sue dimissioni per eliminare ogni possibile strumentalizzazione, favorire la piena luce sulla vicenda e avere la possibilità di potersi difendere, in questo sostenuta dal primo cittadino che apprezzò il suo gesto che esprimeva grande responsabilità.
Ma, coerentemente con l’ordine del giorno delle convocazioni, il cosiddetto ‘caso Campo’ non ha interferito né è venuto fuori in commissione trasparenza, se non per le forzature di qualche consigliere che, alla luce degli esiti, sono stati del tutto fuori tema.
La relazione ha messo sotto esame i criteri adottati per la selezione del personale, secondo i bandi di gara, occupandosi delle clausole sociali e della discrezionalità delle cooperative per le assunzioni, diverse nei diversi bandi di gara, risultati attenere alla discrezionalità dei dirigenti, ai quali vanno ascritte eventuali responsabilità per presunte irregolarità nella stesura del bando.
La relazione, ancora, ha messo in luce, naturalmente estrapolando le considerazioni dai verbali delle sedute, una mancata vigilanza del Comune sul passaggio del servizio da una cooperativa ad un’altra e, segnatamente, sulla verifica del rispetto del contratto in ordine all’assunzione dei dipendenti, segnalando anche come il nuovo dirigente, insediato dal 2 novembre 2015, abbia adottato, in tema, opportuni controlli.
Discriminazione, secondo la relazione, ci sarebbe stata per i lavoratori, l cui dichiarazioni, però, confliggono con quelle del titolare della cooperativa che li avrebbe dovuto rilevare.
Sono stati, inoltre, rilevati atteggiamenti “irrituali” di vari soggetti del Comune, dirigenti e funzionari, che avrebbero incontrato ‘informalmente’ il Presidente di una cooperativa per sollecitare l’inizio del servizio.
Nella relazione, infine, viene confermata la presenza dell’assessore Campo, nella qualità di congiunta di uno dei letturisti, nel corso di un occasionale incontro degli stessi con il presidente della cooperativa per una trattativa sulla consistenza dei compensi.
Coerentemente con l’odg delle sedute, nulla di collegabile al ‘caso Campo’ nella relazione stilata dalla Presidente Marino attenendosi ai verbali, senza considerazioni personali né valutazioni politiche.
Valutazioni di ordine politico sono state invece esternate dalla consigliera Sonia Migliore che, condividendo le tesi della relazione su discrasie di natura tecnica e discrezionalità evidenti degli uffici, ha evidenziato, con lucida analisi, la totale estraneità, ai fatti in oggetto, dell’assessore Campo che sarebbe stata tirata in ballo nella trasparenza, anche indirettamente, per trovare una via di uscita alla machiavellica defenestrazione che, di fatto, ha bloccato, da mesi, l’attività amministrativa della città.
La Migliore ha affermato che l’amministrazione ha “cercato di giochicchiare con il caso Campo per mantenere gli equilibri in Giunta e nei rapporti fra amministratori e consiglieri”, tanto da non preoccuparsi, minimamente, dei lavoratori eventualmente discriminati.
Inevitabile per Sonia Migliore esprimere, anche da consigliere dell’opposizione, le aspettative per un immediato reintegro di Stefania Campo in giunta, provvedimento che sarebbe da lei avallato senza riserve.
Maurizio Tumino, nel rivolgere il plauso alla Presidente della commissione per l’ottimo lavoro svolto e per l’egregia sintesi della relazione finale, ha evidenziato come, dalla vicenda, esce sconfitta la città per l’evidente inadeguatezza degli amministratori a gestirla per accadimenti, palesemente, sfuggiti di mano.
Come consuetudine, Tumino ha sciorinato anche in questa seduta, fondamentalmente marginale, il suo dire da esperto politico, sottolineando come il rientro della Campo sarebbe una iattura, considerato quanto ha ‘dilapidato’ come assessore in carica, in piena e professionale aderenza al ruolo, alla ‘parte’ di consigliere dell’opposizione, ma palesando come il ritorno di Stefania Campo sia considerato, anche dalle stesse opposizioni, alla luce dello svolgersi degli eventi, un fatto doveroso, inevitabile e anche il solo in grado di restituire dignità a tutti protagonisti della vicenda.
Atteggiamento che va ascritto al codice genetico del personaggio che, per onestà intellettuale, ha pochi concorrenti sullo scenario politico locale.
In evidente difficoltà la componente di maggioranza della commissione, con i consiglieri Disca, Porsenna, Antoci, Dipasquale e Brugaletta del Movimento 5 Stelle e Mirella Castro di Partecipiamo.
Dovevano essere pronti con una relazione di maggioranza, che, forse, hanno tenuto nei cassetti, avrebbero dovuto gridare allo scandalo per l’inopportuno coinvolgimento dell’assessore Campo in fatti che poco la riguardavano e per particolari non attinenti al suo mandato, avrebbero dovuto esultare, già da tempo, unitamente al sindaco e agli altri assessori, per la totale mancanza di rilievi sull’operato di un esponente della giunta e del Movimento 5 Stelle, frutto di un processo mediatico, professionalmente ineccepibile come servizio giornalistico ma delineatosi, ampiamente, nei suoi contorni, come ‘macchinazione di stato’ per finalità che, ormai, tutti hanno compreso.
Nulla di tutto questo, lasciando trapelare le evidenti difficoltà, espresse anche da più di un consigliere pentastellato, per uscire fuori da una melma nella quale sono rimasti invischiati solo i promotori della ingenua e scellerata strategia di potere.
Inevitabile non rilevare come gli sforzi del consigliere Porsenna, mirati a evidenziare la voglia di far luce su aspetti poco chiari di vicende di un Comune dove “si è visto di tutto”, si sono arenati nello sterile attacco ad una opposizione “in crisi” che non può decretare, come vorrebbe fare la Migliore, le scelte dell’amministrazione, con il diniego a condividere la relazione senza produrre adeguata relazione di maggioranza per un commissione trasparenza che non sarebbe stata convocata per decretare il rientro della Campo.
Se il consigliere Dipasquale ha evidenziato i numerosi riferimenti, anche della Presidente Marino, al ‘caso Campo’, come rilevabile dai verbali della commissione e del consiglio comunale, senza, però, prenderne la difesa per l’assurdo coinvolgimento nella vicenda, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Nella Disca, ha ammesso chiaramente che ”il ‘caso Campo’ è nato e ha determinato la commissione”, ponendo l’accento sulla mancanza di riferimenti allo stesso e al fatto che è venuto fuori, chiaramente, che la Campo non c’entra nulla con i fatti contestati.
Un esito dell’ultima seduta che rispecchia la situazione generale di enorme incertezza, nello stesso momento in cui le posizioni sono oltremodo chiare.
La relazione della Presidenza è stata approvata solo dai consiglieri di opposizione, assumendo i connotati di relazione di minoranza, i rappresentanti della maggioranza consiliare e della commissione si sono riservati di presentare la loro relazione che, a questo punto, dovrà tenere conto delle diverse posizioni all’interno del gruppo consiliare, nel contesto di una esigenza inevitabile di salvare la dignità politica dell’amministrazione che potrebbe essere smentita da considerazioni troppo realistiche sulla vicenda, non solo per il ‘caso Campo’, ma anche per le eventuali responsabilità a carico dell’assessore competente per il servizio di lettura dei contatori idrici.
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