Viene da Ispica l’ultimo esempio di cattiva gestione dell’opposizione consiliare ad una amministrazione comunale.
Dopo che il Piano Triennale delle Opere Pubbliche è stato portato per ben 6 volte negli ultimi due mesi del 2025 e 5 volte nei primi due mesi del 2026, non esitato per l’ostruzionismo delle opposizioni, in maggioranza numerica, il sindaco Leontini ha presentato una nota all’ Ufficio Ispettivo dell’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, chiedendo la nomina di un Commissario ad acta che provvedesse in via sostitutiva ad approvare il punto.
Si è evitato, così, di perdere oltre 7 milioni di finanziamenti regionali per opere pubbliche, per i quali lo stesso assessorato regionale aveva, più volte, sollecitato l’approvazione in Consiglio Comunale del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, indicandola come propedeutica ed indispensabile al fine del mantenimento dei finanziamenti, destinati ad essere revocati in assenza del Piano citato.
I motivi per i quali le opposizioni non hanno bocciato il piano e quelli per spiegare l’atteggiamento ostruzionistico non sono mai stati resi noti.
Dopo sollecitazioni, inascoltate, anche al Presidente del Consiglio comunale di Ispica, a seguito della richiesta del Sindaco, è stato nominato dalla Regione un Commissario ad acta che ha provveduto ad approvare il Piano Triennale 2025-2027, sgombrando, di fatto, le riserve eventuali sollevate dalle opposizioni per esitare l’atto.
Come si può evincere, un sindaco autorevole ed esperto può avere la meglio su opposizioni che avrebbero dovuto bocciare l’atto, spiegando le motivazioni alla città.
Purtroppo, Ispica non è la sola città dove le opposizioni sono pervase, primariamente, da sindrome della sconfitta e non riescono ad avere lucidità nella conduzione di politiche di minoranza tese a sollecitare l’amministrazione e a condizionarne, democraticamente, il governo della città.
Non ci sogniamo di insegnare a politici spesso navigati come si fa opposizione, in tal senso siamo stati anche bacchettati, in qualche occasione, ma troppo spesso le opposizioni sono morbide, morbidissime, qualche volta vanno incontro alle amministrazioni e utilizzano lo scudo, il paravento, del bene comune, degli interessi della città per consentire atti che, in un ordine normale delle cose, dovrebbero essere considerati estremi rimedi, come la sfiducia, a mali estremi, se tali sono.
Gli esempi di Modica, di Vittoria, di Scicli, fanno scuola per rendere edotti di come molte opposizioni dovrebbero essere opportunatamente valutate nelle prossime competizioni elettorali.
A Ragusa c’è una situazione non estrema, come negli altri centri maggiori della provincia, dove i sindaci non hanno più maggioranza, con numeri che escludono possibili ricuciture.
A sostenere il sindaco Cassì sono rimasti in 12 su 24, con un consigliere eletto nella lista del sindaco che, per stessa ammissione dei dirigenti di Fratelli d’Italia, è vicinissimo al partito e come tale dovrebbe essere all’opposizione, in un partito che, da poco, ha, addirittura, deferito ai probiviri il consigliere comunale, vecchio militante dai tempi di Alleanza Nazionale, reo di non aver seguito la linea indicata e di aver votato favorevolmente il bilancio, contribuendo anche a mantenere il numero legale in aula, con la solita storiella del bene della città.
Fare scendere a 11 i consiglieri a sostegno del sindaco sarebbe un segnale chiaro, esponendo il primo cittadino alla necessità di ricorrere all’inciucio, al soccorso di qualcuno delle opposizioni per sopravvivere.
Manca, soprattutto, un’azione forte e unitaria delle opposizioni che si mostrano slegate, senza la consapevolezza che una azione costantemente unitaria non manderebbe a casa l’amministrazione ma riuscirebbe a incrinarne l’immagine artefatta anche in funzione delle ormai prossime consultazioni comunali, dove già il cerchio magico del sindaco tenta di costituire un fronte attraverso cui restare comunque a palazzo.
Il problema è del fronte del centro sinistra, perché l’ingresso del sindaco e dei suoi sodali in Forza Italia potrebbe far propendere per una squadra degli attuali amministratori che troverebbe spazio nella coalizione di cdx, a meno che le frizioni attuali, fra i due maggiori partiti del cdx proprio sulle politiche di Cassì, ancora allergico e refrattario ai condizionamenti di partito, non portino ad uno scontro per la sindacatura nella coalizione.
Le opposizioni del centro sinistra, immancabilmente sotto l’unica guida che può meritare il ruolo, hanno l’occasione per far cessare l’era Cassì e ricondurre la disputa ad una normale contesa fra destra e sinistra, non inquinata dai falsi civismi che hanno portato all’attuale disastrosa condizione di una città in declino, con tanti problemi irrisolti e con assessori, in settori cardine dell’amministrazione, del tutto inadeguati al ruolo.
Ma per farlo occorre una opposizione mirata, che non sia solo intrisa di ricerca della visibilità per riconquistare la poltrona di consigliere: occorre tralasciare i piccoli problemi, buttarsi, meglio se unitariamente, sulle grandi questioni, incidere, anche con denunce circostanziate, sulle politiche meno chiare dell’amministrazione, come è stato per il PSPP del Castello di Donnafugata.
Ci sono ombre sulla stesura del capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti, sull’iter del progetto per il parcheggio di Ibla, sono cambiate le regole dell’appalto dei parcheggi a pagamento, i lavori nella vallata Santa Domenica sono eterni, gli amministratori sono troppo morbidi nei confronti dell’ASP sui temi inerenti la sanità ospedaliera, si cincischia su temi importanti come la sicurezza stradale o i servizi per i rifiuti: basti pensare al CCR di Marina su cui non si è voluto intervenire da anni per farlo confluire, alla fine, fra gli obblighi del nuovo appalto dei rifiuti, incuranti dei disagi procurati all’utenza.
Non serve chiedere ogni tanto quando riaprirà il CCR o quando si copriranno le buche sulle strade, non serve mostrare i rifiuti abbandonati in maniera indiscriminata se non ci sono atti di accusa mirati nei confronti degli amministratori che si rivelano inadeguati e pensano, addirittura, di candidarsi a sindaco.
Anche perché Cassì ha finito il suo ciclo, eventuali candidature alle regionali saranno altra storia, dove le opposizioni comunali non potranno interferire: occorre concentrarsi sugli assessori che vorrebbero perpetuare una delle epoche più buie della città, della serie “hanno trovato l’America”.
Peraltro, va attenzionato un fenomeno preoccupante, quelli che erano in maggioranza, passati all’opposizione, sono caduti in un contesto di fondamentale oblio, facevano più notizia quando osteggiavano il sindaco dai banchi della maggioranza, oggi sono ridotti al ruolo di comuni oppositori, persi fra interventi in aula e comunicati stampa che incidono poco.
