Non servono parole, i numeri testimoniano il cambiamento

di Cesare Pluchino
Dalla classifica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, delle somme investite in appalti pubblici, nel corso del 2015, emerge la realtà nuova di Ragusa

Una rassegna degli investimenti in opere pubbliche dei vari comuni siciliani che vede la nostra città al quarto posto, staccata di poche centinaia di migliaia di euro dal podio che vede Palermo, Messina e Catania in testa.
Un fatto eccezionale che ridimensiona una certa opposizione e vanifica i tentativi di quanti aspirano al governo della città, cercando di dare vita ad ammucchiate di qualsiasi tipo per cercare di evitare l’estinzione come specie politica che ha fatto il suo tempo.

Riteniamo che il migliore commento alla notizia sia quello dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ragusa, Salvatore Corallo che, con la sintesi e la concretezza che lo contraddistingue, ha postato la seguente nota sulla sua pagina facebook istituzionale, con parole di rara efficacia:

Impegno, efficienza e concretezza, lo avevamo detto in campagna elettorale ed ora, dopo due anni di amministrazione, la città di Ragusa raccoglie i frutti di tanto lavoro.

La città si colloca al quarto posto in Sicilia per somme investite in appalti pubblici – ossia il cuore di un rinnovamento e di una innovazione a vantaggio della collettività; una posizione incredibile se pensiamo alla storica nostra marginalità territoriale e al numero di abitanti rispetto alle prime tre città in classifica.

Siamo riusciti a collocarci utilmente in tutti i bandi nazionali e regionali rendendo disponibili risorse finalizzate a migliorare il tessuto urbano trascurato da anni e sfruttato dalla speculazione edilizia.

Strade, scuole, reti idriche e fognarie, efficientamento energetico e riqualificazione urbana… su questo si è puntato per dimostrare che governare vuol dire curare, abbellire, modernizzare, mettere in sicurezza le infrastrutture di una città.

Due anni di gestione attenta ed oculata ci ha consentito di raggiungere questo risultato, nonostante i pesantissimi tagli di Stato e Regione e la totale assenza di un piano di salvataggio per il Sud.

È un diritto essere governati bene, e noi come cittadini al servizio della comunità abbiamo il dovere di dimostrare che esistono forme corrette, positive e proficue di governo.

Dopo due anni di amministrazione Piccitto arrivano i frutti di un lavoro costante e profondo: un nuovo corso ragusano che metterà in movimento la nostra economia, e che offrirà a tutti noi la certezza di un cambiamento possibile.

 

Non resta che attendere la soluzione dei problemi che assillano, all’interno, il Movimento 5 Stelle di Ragusa e, in questo, l’assessore Corallo, per non vanificare il suo lavoro e quello di qualche altro collega di giunta, deve far valere la sua autorevolezza e il suo prestigio personale, derivante da credibilità e affidabilità, qualità che lo contraddistinguono, per aiutare il primo cittadino a risolvere, positivamente per la città, le criticità dell’amministrazione, per intraprendere la seconda parte del mandato serenamente e proficuamente per dare alla città quello che merita.
L’esito delle ultime commissioni consiliari ha fatto emergere tensioni inimmaginabili, ai punti all’ordine del giorno non è stato dato parere favorevole per l’astensione dei componenti pentastellati, a conferma di un gruppo consiliare che, contrariamente a quello che qualcuno pensa, e che pensava, forse, anche il Sindaco, agisce lucidamente, intenzionato a far constatare alla città il cambiamento.
A questo stato di tensione si aggiunge il caos politico che le opposizioni vogliono fomentare come estremo tentativo di una opposizione alla ricerca di un filo non ritrovato nei primi trenta mesi.
Possiamo anticipare, inoltre, che sono in atto tentativi, che, per il momento non abbiamo voluto raccogliere, di mettere in piazza, o meglio sui giornali, presunti panni sporchi relativi ad atti amministrativi poco chiari o con evidenti discrasie.
Si rende quanto mai urgente un’azione decisa del primo cittadino per riportare ordine all’interno della maggioranza, della giunta, del suo gruppo consiliare, per evitare che, sulla falsariga di quanto avviene negli altri partiti, il tutto non si trasformi in commedia, dalla quale non ci sentiamo di escludere la nostra partecipazione professionale.

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