Nuova amministrazione, nuovo regolamento

Così come era avvenuto nel 2015, con l’amministrazione a guida 5 Stelle, anche l’amministrazione Cassì approfitta di necessari adeguamenti normativi per appostare modifiche convenienti e opportune al regolamento del Consiglio Comunale e dei lavori d’aula.
Premettiamo che non condividiamo, in assoluto, queste procedure, queste modifiche delle regole a partita in corso. Decisioni del tutto legittime che, però, dovrebbero essere svincolate da ogni situazione contingente e dovrebbero essere applicate nella consiliatura successiva.
Sono le discrasie di un sistema che non funziona, di una nazione che cambia anche la legge elettorale per mano di chi governa e si vuole aggiustare le regole secondo le tendenze del momento.
Fatta questa premessa, che riteniamo doverosa, lo spettacolo nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila è stato reso ancor più squallido dalla inconsistente presenza di opposizioni che non esistono più come tali e che fanno sembrare come inutili alcune delle modifiche importanti al regolamento.
I pochi elementi delle opposizioni rimasti in aula non mostrato nessuna energia per controbattere le modifiche, alcune, segnatamente, rivolte a contenere il ruolo delle opposizioni.
Oggi, si nota la presenza delle opposizioni solo per le voci di quanti intrattengono rapporti di trattativa malcelata per passare in maggioranza o, peggio, per assicurare un malcelato sostegno occulto, la fine definitiva di talune espressioni politiche dopo i repulisti degli anni 2013 e 2018.
L’amministrazione Piccitto voleva apportare le modifiche al regolamento per arginare, in aula e in commissione, lo strapotere numerico delle opposizioni, c’erano una decina di gruppi consiliari di opposizione che portavano fino a 17 i componenti delle commissioni, si voleva razionalizzare la spesa e si volevano contingentare gli spazi per le minoranze, anche per gli interventi in aula.
Le commistioni fra maggioranza e opposizioni del tempo fecero si che le modifiche risultarono ampiamente annacquate.
Questa volta, l’amministrazione Cassì, dietro il paravento di necessari adeguamenti normativi ha, di fatto, blindato la maggioranza, annullato quasi del tutto il ruolo delle opposizioni, se ancora ci è permesso di definirle tali, ma è stato come sparare sulla Croce Rossa, su una compagine delle minoranze incapace di difendere anche il ruolo minimo loro assegnato per mandato.
IL vecchio regolamento si componeva di 98 articoli, 25 sono stati modificati, 14 soppressi, restano in vigore 84 articoli nel nuovo regolamento del Consiglio Comunale e dei lavori d’aula.
Senza considerare gli articoli modificati o eliminati per adeguamenti normativi, ci soffermeremo su quelle modifiche che incidono, maggiormente, soprattutto dal punto di vista pratico, su attività del Consiglio e delle commissioni
Quest’ultime sono state quasi del tutto esautorate, private del ruolo del ruolo consultivo, ispettivo e di studio.
Eliminata la commissione trasparenza, le sei commissioni sono dedicate esclusivamente all’esame di atti che devono passare dal consiglio comunale. Nessuna possibilità di iniziativa autonoma della commissione, né del suo presidente, nessuna autonomia per trattare argomenti ritenuti rilevanti per la vita amministrativa e della collettività. Addirittura vietata anche la convocazione di sedute con rinuncia al gettone di presenza.
In effetti il Comune, la città, la collettività, non perdono molto, mai nessuna iniziativa importante è scaturita dalle commissioni, almeno in questa e nella precedente consiliatura, in pratica solo un gettonificio e una stamperia di permessi di lavoro, spesso per riunioni durate meno di mezzora, senza effetti probanti sulla vita amministrativa.
Ma in questo scenario deludente non c’è stato nemmeno chi ha saputo difendere la valenza, che pure esiste, delle commissioni come organismo propositivo e di studio sulle problematiche della città.
Solo la consigliera Iacono e il consigliere Iurato hanno avuto parole di critica rivolte sia alle normative che hanno imposto le modifiche, sia all’amministrazione che, supinamente, ha approfittato del momento nella delirante convinzione di aver aggiustato il mazzo.
Per i lavori d’aula, le modifiche rilevanti riguardano la reintroduzione del monogruppo, sancita dallo Statuto, per l’unico eletto di una lista, senza gettoni di presenza la conferenza dei capigruppo e le commissioni di indagine, la decadenza del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza assoluta, il criterio della effettiva presenza per l’assegnazione del gettone di presenza.
Quest’ultima può essere considerata la vera misura moralizzatrice dei lavori del Consiglio e delle Commissioni che elimina uno degli aspetti più deteriori della storia di Palazzo dell’Aquila, ma cancro di tutte le amministrazioni locali, almeno in passato.
Le norme permettevano di essere presenti in Consiglio o in Commissione, anche per pochi minuti, il tempo di richiedere il permesso lavorativo e andare via. Prassi assai poco dignitosa, praticata da elementi ben identificati che ne facevano, quasi una professione.
Con il nuovo regolamento, la presenza deve essere di almeno 1 ora e il consigliere deve partecipare ad una votazione. Nelle sedute ispettive presenza almeno di 1 ora, in commissione 1 ora o partecipazione al voto.
Altra misura moralizzatrice l’esclusione del gettone di presenza per la prosecuzione della seduta nelle 24 successive, permane l’esonero lavorativo.
Poi, formalità varie per le convocazioni, anche in relazione alla digitalizzazione.
La modifica più rilevante può essere considerata quella della modifica del quorum delle sedute, in parte adeguamento normativo per il numero dei componenti il consiglio, sceso, da questa consiliatura da 30 a 24.
Se resta il quorum della metà più uno, 13, il numero legale per le sedute, in primo e secondo appello, viene modificato quello per il terzo appello alle 24 ore successive.
La normativa avrebbe permesso di abbassarlo a 8, l’amministrazione ha deciso di fissare in 10 il numero di consiglieri necessari per rendere valida la seduta.
Una misura, anche secondo esponenti della maggioranza e dell’amministrazione, che, di fatto, blinda la maggioranza dai colpi di eventuali dissidenti, un numero che il Sindaco avrebbe forgiato sulla base dei fedelissimi certi che gli possono garantire un percorso senza intoppi e senza ostacoli.
Questa l’opinione che trapela e che renderebbe anche prive di consistenza le voci di eventuali verifiche su possibilità di confluenza nella maggioranza di elementi delle opposizioni che hanno destato sorpresa non tanto per il desiderio, comprensibile, di qualcuno, di passare sul carro del vincitore, quanto dell’ascolto ricevuto per simili salti della quaglia.
Di certo, il nuovo quorum ultimo rende senza consistenza le agitazioni di qualche consigliere o dei brandelli di qualche gruppo di maggioranza che avevano sognato velleità di potere.
Come unica nota positiva della seduta di consiglio comunale, la puntuale e qualificata illustrazione delle modifiche da parte dell’assessore Giovanni Iacono che si è avvalso per l’enorme lavoro di stesura del nuovo regolamento della insostituibile competente funzione sulla materia del dirigente e vicesegretario generale dott. Lumiera.
Ora ci tocca aspettare altri cinque anni per vedere come sarà variato ulteriormente il regolamento.

Ultimi Articoli