Occorre afferrare il toro per le corna

di Vilnius Nastavnic
Procedere con argomentazioni strumentali non serve a risolvere le problematiche. La critica senza proposte costruttive rende sterile ogni opposizione. Toccherà a chi governa presentare il conto e sottoporlo agli elettori

Sta dilagando, nella nostra città, una forma di contestazione sottile per ogni atto dell’amministrazione.
Mettendo da parte i rilievi e le eccezioni di irregolarità e di illegittimità, spesso corredati da minacce di esposti e denunce il più delle volte non inoltrati e con bassissimo indice di riscontri positivi da parte degli organi superiori, in ogni caso non determinanti o tali da esigere sanzioni per l’amministrazione, c’è  la tendenza a far apparire come inevitabile una concertazione, una condivisione obbligata delle misure in diversi comparti. Diversi consiglieri di opposizione parlano pretendendo per le minoranze diritti tutti da dimostrare.
Se è vero che, come anche sottolineato da qualche consigliere di opposizione, la maggioranza consiliare tutta può vantare solo un modesto 9,62% di consensi alle elezioni è anche indiscutibile la superiorità numerica in Consiglio, derivante da una strategia chiara, studiata a favolino e annunciata, di rendere agevole il governo della città.
A questo aggiungiamo che il Sindaco eletto ha raccolto il 69,35% dei consensi, percentuale per la quale è legittimo chiedersi perché si parla spesso dell’esigenza di tenere in conto e tutelare le posizioni delle minoranze ma non si bada a quelle della maggioranza che ha voluto il governo del sindaco eletto.
Casomai vanno censurate le rimostranze di quanti lamentano provvedimenti a colpi di maggioranza, al parlamento regionale o a quello nazionale.
Le scelte operate potranno non essere condivise da qualcuno ma, per ora, vige la democrazia che ha fornito risultati peraltro mai contestati.
Ci sarà un giorno in cui il governo della città dovrà presentare il conto, sul quale la città, gli elettori, saranno chiamati ad esprimersi.
Premessa questa che si ritiene fondamentale per un proficuo approccio alle diverse problematiche che emergono giornalmente.
Una di queste è la irrisolta questione dell’apertura degli uffici turistici, che si può affiancare a quelle della chiusura dei bagni pubblici o delle sedi museali.
La colpa grave è quella dell’amministrazione che non mette le carte sul tavolo: mantenere aperte strutture come gli uffici turistici, anche oltre i normali orari di lavoro, come i bagni pubblici, che dovrebbero essere aperti anche di notte, come tutte le sedi museali, comporta una disponibilità di personale che obbliga a  dei costi non irrilevanti.
All’amministrazione, al responsabile del settore, il compito di decidere, quale strategia adottare, dalla riduzione del numero di ore alla totale chiusura, oppure l’apertura ad ogni costo.
Ma soprattutto il dovere di informare sulle scelte e sulle decisioni: paradossale che, in consiglio comunale, alle sollecitazioni di un consigliere, un componente dell’amministrazione affermi di non sapere nulla della chiusura dell’ufficio turistico di Marina di Ragusa.
Non sta a noi giudicare le scelte, se l’accortezza e la diligenza del buon padre di famiglia consiglia di non sperperare soldi in spese di personale anche a rischio di notevoli danni di immagine e, a lunga scadenza, di effetti negativi sul turismo.
Di fronte a scelte chiare e annunciate, sarebbe vanificata ogni forma di opposizione sull’argomento.
Per il fatto in questione, riguardante la chiusura dell’ufficio turistico di Marina di Ragusa, ci si muove, come sempre, a tentoni, con dichiarazioni altisonanti ma senza dati effettivi sulle reali esigenze di potenziali utenti.
Marina di Ragusa è già una destinazione per il turista e non tutte le destinazioni hanno l’ufficio turistico, altrimenti ne dovremmo mettere uno a Kamarina, uno a Donnafugata, uno alla Riserva dell’Irminio e cosi via dicendo. Quante sono le reali richieste di fruibilità dell’ufficio turistico ?
Perché non richiedere direttamente ai turisti, attraverso uno specifico progetto dedicato, il giudizio sulla permanenza a Ragusa e sul gradimento dell’accoglienza, anche per monitorare i flussi e acquisire una base dati sulla quale elaborare strategie e adottare modifiche e migliorie ai servizi ?
Piuttosto è l’occasione per consigliare al Sindaco l’istituzione di un delegato, nelle possibili forme previste dalla legge e dalle normative, per Marina di Ragusa, che possa svolgere un compito di collegamento fra la comunità della frazione balneare, gli operatori turistici e l’amministrazione. 

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