Seduta insignificante del Consiglio Comunale

di redazione
Attività ispettiva degradata da sterili polemiche, costellate, addirittura, da minacce di far intervenire i Carabinieri o di esiti di indagini della Guardia di Finanza

Pare che si faccia a gara per rendere sempre più basso il livello del civico consesso: pochi atti importanti, nessun dibattito profondo sulla città, nessuna azione propositiva, aula consiliare più simile ad un bigliardino, campo di battaglia fra maggioranza e opposizioni per sterili battaglie di schieramento condite dalle solite accuse di irregolarità, di illegittimità, di scarsa attenzione al regolamento, di giunta incapace di amministrare.
L’ultima seduta, dedicata all’attività ispettiva, ha fornito ulteriori elementi di giudizio sul civico consesso e sulla opportunità di sprecare soldi pubblici – ricordiamo che per una seduta di consiglio comunale vanno via circa 1.500. euro – solo per offrire spazio alle opposizioni per argomentazioni che attengono più alla campagna elettorale che alla vita amministrativa della città.
Il consigliere Chaivola ha arricchito il volume dei termini usati in consiglio, parlando di una amministrazione borderline, che si muove attraverso situazione poco chiare.
La consigliera Migliore, adducendo palese violazione delle norme che assicurano il diritto all’azione di vigilanza del Consigliere comunale sull’attività dell’Amministrazione comunale, ha, addirittura, minacciato di far intervenire i Carabinieri, ritenendo la cosa come inevitabile passo successivo alle sue rimostranze.
Polemiche derivanti dalle diverse interpretazioni di un regolamento che, ancorché nuovo, mostra i limiti di una redazione improvvisata e affidata a persone senza competenze specifiche nella materia, infarcita da numerose imperfezioni e punti di non facile interpretazione che nemmeno le opposizioni hanno saputo guardare con attenzione.
Così si perde tempo a discutere, nonostante il nuovo regolamento, sui tempi e sulle modalità di risposta ad una interrogazione, disquisendo sull’interpretazione degli articoli più che sui fatti che interessano la città.
Fra gli argomenti del salotto consiliare tornano alla ribalta, di nuovo, i cani e il canile municipale, mentre dominano le schermaglie su uffici turistici e refezione scolastica, con scambio di epiteti fra consiglieri comunali, del tipo: “pagliaccio”, che inducono alcuni consiglieri ad abbandonare l’aula per l’inconsistenza del dibattito.
Un’aula che, durante le sedute ispettive, si distingue per l’abbondanza di posti vacanti, poltrone vuote che ascoltano interventi di dubbia consistenza, il più delle volte anticipati, strategicamente da comunicati stampa e amplificati, successivamente, con gli stessi mezzi, a conferma di un ormai assodata scarsa audience della diretta e dello streaming delle sedute che, pare, abbiano stancato anche l’opinione pubblica.

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