Occorre volare alto, ma chi lo dovrebbe fare e con chi?

Si attendeva la prima seduta di consiglio comunale dopo le comunicazioni del Sindaco sulla sua non ricandidatura e l’indicazione del vicesindaco Massimo Iannucci come candidato naturale alla carica di sindaco della città per il Movimento 5 Stelle.
Si attendeva perché qualcuno avrebbe tradito eventuale dissenso, ma non ci si attendevano manifestazioni plateali di non condivisione delle scelte che farebbero parte della linea politica decisa a monte.
Invece, tra le pieghe del solito canovaccio per raddoppiare la seduta, avallato anche dal truppone, sono venute tante posizioni in netto contrasto con quelle espresse dal sindaco, che poi verrebbe da chiedere perché questo dissenso non è emerso durante la riunione al comune con il gruppo consiliare e nemmeno nel pomeriggio di sabato, nel corso della riunione del meetup.
Qualcuno, pare, in verità, ha dichiarato di non trovarsi d’accordo, ma non ha ritenuto opportuno manifestare apertamente il dissenso, ritenendolo minoritario in quella sede.
E’ accaduto, nell’aula consiliare, che fra battute, distinguo, smorfie, e posizioni di netto dissenso, viene fuori che la candidatura del vice Iannucci, sempre con le precisazioni che nulla c’è da eccepire sulla persona, che potrebbe essere il candidato ideale, che gode di un consistente consenso anche fuori dal Movimento etc etc, non è da molti gradita per le modalità con le quali è stata, praticamente, imposta.
Prima della seduta, per coincidenza, la deputata regionale Campo, in una intervista rilasciata ad un giornale online avrebbe dichiarato che “nel Movimento non ci possono essere eredità da trasferire e non ci sono strategie politiche calate dall’alto”.
In pratica, e in perfetto italiano, la deputata ha detto che di quello che ha comunicato il Sindaco poco o nulla può essere preso in considerazione.
Se non ci fosse uno come Cancelleri come leader del Movimento in Sicilia, a quest’ora sapremmo già chi dice fandonie, chi parla inutilmente, che si veste di una autorità e di una autorevolezza che non gli è propria.
Ma queste sono questioni riconducibili alle frizioni fra il primo cittadino e la Campo, note a tutti e che nessuno ha pensato mai che fossero sopite o messe da parte, nemmeno dopo la visita in comune della Campo, dopo l’elezione, quando si voleva far capire, fra baci, abbracci e parole di convenienza che tutto il passato fosse stato dimenticato: anzi, avevamo già detto, quella visita non era altro che la dichiarazione di guerra.
Ma quello che impressiona è l’inutilità del truppone, quale che sia l’esito di questa vicenda della candidatura a sindaco.
Dopo la riunione in sala Giunta, una volta definitivamente rinviata la seduta pare che l’incontro fra i consiglieri si sia spostato in altra sede, perché non è stato evidenziato subito il dissenso e perché si ricorre sempre a queste riunioni segrete, che poi segrete non sono mai, non è comprensibile.
i 5 Stelle, soprattutto con questioni di dissenso e di rivalità hanno sempre dato spettacolo indegno in città, qualcuno auspica che si riesca a volare alto ma, considerate le forze in campo, lo si potrebbe fare, forse, solo con l’aereo-autobusextraurbano che circolava ai tempi quando Crocetta voleva trasformare l’AST in linea aerea siciliana.
Una fortuna che i 5 Stelle non sono arrivati al governo della Sicilia, visto come vanno le cose e come non ci sia l’autorevolezza di tenere a freno esternazioni di qualsivoglia natura, che viaggiano come un aquilone, sospinte dal vento del momento.
Resta solo da dire che, se ci dobbiamo sorbire almeno 5 mesi di questo tipo di campagna elettorale, c’è da mettersi le mani nei capelli, ci rendiamo conto che anche il Movimento 5 Stelle non è diverso da tutti gli altri partiti e al suo interno c’è lo stesso volgare teatrino per la poltrona.
Allora tanto vale tenerci Franco Antoci, Giorgio Massari, Peppe Calabrese o il candidato di Forza Italia, gli unici che teatro non ne fanno e non ne hanno mai fatto.

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