Opposizione attenta, ma senza risultati i cittadini restano indifferenti

di Cesare Pluchino
Un’azione contrasto all’amministrazione, da parte della minoranza, può perdere di efficacia se non ci sono risultati concreti, con il rischio di risultare solo opposizione strumentale

In un momento particolare di crisi sociale, si acuisce il distacco della gente dalla politica, complice la totale assenza dei partiti che, quando ancora esistono, sono impegnati, maggiormente in beghe di potere che non a risolvere i problemi della gente.
Nel caso particolare del Comune di Ragusa, l’opinione pubblica è totalmente disorientata da 9 diverse opposizioni che parlano alla gente tramite comunicati e, spesso, non riescono a toccare le corde giuste per avere un seguito alla protesta di turno.
Da tutto quello che si è ascoltato in 22 mesi di amministrazione pentastellata, dovrebbero essere tutti a casa, come più volte auspicato dalle opposizioni, qualcuno anche impegnato a rispondere, nelle sedi opportune, di irregolarità e di normative non rispettate.
Proroghe, concorsi, appalti, nomine, gare, tutela dei livelli occupazionali, procedure amministrative, cani e corpi illuminanti, piscina e discarica, anticipazione di cassa e fondi della legge su Ibla sono stati i proiettili utilizzati dalle minoranze per colpire l’amministrazione, ma, finora, tutti a salve.
Ciò viene rilevato con un intento che non vuole minimizzare molte delle eccezioni sollevate, ma, nello stesso tempo non considera immune da critiche amministratori e dirigenti del Comune.
Si, anche i dirigenti del comune potrebbero avere delle responsabilità per molti atti e molte procedure, soprattutto in una amministrazione dove l’azione di Sindaco e Assessori è, spesso, limitata ad una azione di indirizzo.
Questo è anche il grosso limite dell’opposizione che, non attaccando mai i dirigenti, direttamente, fa trapelare le caratteristiche esclusivamente strumentali di una opposizione che, spesso, risulta anche di facciata per l’opinione pubblica. Si parla spesso di Corte dei Conti, di esposti alla magistratura, di denuncia all’Assessorato Regionale agli Enti Locali, ma non ci sono carte che acclarano le dichiarazioni d’intenti, senza dire che, in 22 mesi, non c’è un solo ricorso al TAR, unico organo competente a ristabilire la legalità eventualmente superata.
In ogni caso c’è un sistema che non favorisce la chiarezza e non riesce a dare risposte concrete ai rilievi delle opposizioni, veri o artificiosi che siano.
Il recente comunicato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, del quale ci occupiamo in altra parte del giornale, che riferisce i risultati di una indagine sulla corretta applicazione delle regole riguardanti l’individuazione dell’importo stimato dell’appalto, in relazione alle soglie comunitarie, subito ripreso per un comunicato dal consigliere Sonia Migliore, è sintomatico di una situazione che non arreca intellegibilità alle vicende della politica.
La Migliore, con arte, cerca di far passare il comunicato dell’ANAC come direttamente rivolto al Comune di Ragusa, specificatamente mettendo sotto accusa una determinata gara, quella dei 5 mesi per il servizio idrico del Comune, anche se specifica subito che il dato deriva da un’indagine sui 116 comuni capoluoghi.
Vengono messi in evidenza le violazioni dell’art. 29 del Codice degli Appalti, comma 10, riguardanti l’uso della “procedura negoziata” o cottimo fiduciario e l’artificiosa suddivisione in lotti per eludere l’importo complessivo che farebbe superare la soglia comunitaria, obbligando alla procedura aperta.
La Migliore, incautamente, afferma anche che della questione si è occupata la Commissione Trasparenza, provocando, naturalmente la legittima quaestio di cosa abbia prodotto di considerevole, in 22 mesi, un organo che, forse, non è riuscito a fare trasparenza su nulla, a cominciare dalla delicata questione dei fondi mancanti della Legge su Ibla.
Tornando al comunicato, la stessa Sonia Migliore lo definisce un ammonimento per il Comune e lo aggiunge ad altri 3 pareri negativi dell’Autorità Anticorruzione, a 3 rilievi del settore di Vigilanza dell’Assessorato Regionale agli Enti Locali e alla nota di contestazione della Guardia di Finanza, tutti “impudicamente disattesi.”
La Migliore afferma che, in questa Giunta, si predica bene ma si razzola male, anzi malissimo. Lo stesso potremmo dire dell’operato delle opposizioni. Non basta predicare bene, con il rischio di essere travolti nell’opposizione strumentale. Occorrono denunce chiare, indirizzate con precisione, così da rendere pubblici i termini dei rilievi per l’opinione pubblica che viene coinvolta e può attendere, anche sollecitando i responsi, i pareri delle autorità superiori e le relative sanzioni amministrative unite ai rilievi di ordine civile ed eventualmente penali, a carico dei responsabili.
Per restare in tema dell’ultimo comunicato dell’ANAC, sarebbe interessante capire quali possano essere le concrete conseguenze di queste  indagini e dei rilievi sollevati dall’ANAC.
I toni e la terminologia usati da Raffaele Cantone non fanno propendere per vicina una rivoluzione nell’ambito dei 90 capoluoghi di cui sono state esaminate le procedure in oggetto: un linguaggio aulico che parla di:
-sistematica disapplicazione da parte delle stazioni appaltanti del dettato normativo
-fenomeno “distorsivo”
-comuni interessati da anomali fenomeni di ripetizione contrattuale
-sistematica disapplicazione delle modalità di calcolo del valore presunto dell’appalto
-procedure non consentite
per cui si auspica
-massima attenzione per non incorrere nella violazione delle suddette disposizioni
e per cui  -L’Autorità si riserva, altresì, un approfondimento istruttorio con riferimento ai suddetti Comuni che hanno mostrato uno scostamento significativo della soglia consentita.
Queste ultime parole rendono plausibile l’ipotesi che scostamenti non significativi non sarebbero perseguibili o, comunque, non degni di attenzione, della serie ‘se rubi mille lire è un a cosa, un’altra se rubi un miliardo’. Non una parola sui provvedimenti atti a ristabilire il rispetto delle normative nei suddetti comuni.
A questo punto il cittadino è legittimato a chiedersi quale sarà la sorte di questi 90 capoluoghi e, segnatamente delle amministrazioni che hanno ‘disapplicato le norme’
Oppure è legittimato a pensare che queste strutture dello Stato abbiano solo poteri consultivi, per pareri non impegnativi per lo Stato, la Magistratura e le Amministrazioni, buone solo per sfornare esibizioni legali-amministrative che, a cascata, provocano anche quelle delle opposizioni politiche.

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