Ragusa – Catania, scusate per il disturbo

di Vilnius Nastavnic
Inconcepibile repentino silenzio dopo l’allarme per l’esclusione per l’esclusione dal DEF. Sostanzialmente rimane tutto fermo come prima e le assicurazioni verbali non costituiscono alcuna garanzia per il futuro dell’opera

Le caselle di posta elettronica erano rimaste intasate: nel giro di poche ore, non si riuscivano a contare i comunicati che richiamavano alla protesta forte per l’ennesima azione di emarginazione nei confronti del nostro territorio.
“Una vera vergogna nazionale”, per il senatore Mauro, l’esclusione della Ragusa-Catania dal Piano delle Infrastrutture Strategiche contenuto nel Def.
Recriminazioni per le inutili passerelle di ministri e sottosegretari del governo Renzi venivano espresse dal segretario del secondo circolo PD di Ragusa, avvocato Mimmo Barone, di fronte al totale disinteresse nei confronti di opere strategiche per lo sviluppo socio economico della nostra provincia.
Una decisione scellerata, ignobile ed intollerabile, per i Forconi, Unione Mediterranea e Laboratorio politico 2.0 che preannunciavano tutta una serie di azioni di protesta nei giorni a seguire, coinvolgendo forze politiche e cittadinanza, perché in ballo c’è il futuro di questa terra e dei suoi figli.
Un’offesa per il popolo ibleo, secondo i giovani di Youpolis che si rivolgevano alla deputazione locale e a chi sposa le idee e il programma del Governo Renzi, perché si fossero adoperati per far tornare indietro il Governo centrale.
Sindacati e organizzazioni datoriali tutti a protestare contro l’esclusione. Raduno di parlamentari e notabili organizzato dal Presidente della Camera di Commercio per pianificare la ‘rivolta’.
Anche l’onorevole Nello Dipasquale si precipitava ad incontrare, a Catania, il sottosegretario Davide Faraone, uomo forte del regime, per ottenere l’impegno preciso affinché il raddoppio della Ragusa – Catania fosse tornato all’interno del piano delle infrastrutture strategiche, impegno, finora, puntualmente disatteso. In ogni caso, pronto alla protesta dura se non si tornerà indietro, confortato anche per aver allertato il presidente della Regione Crocetta che avrebbe fatto sentire la sua voce a Roma.
Dopo il diluvio di proteste, era lo stesso on.le Dipasquale a riportare la calma, rassicurato dal sottosegretario Faraone che il progetto di raddoppio della Ragusa – Catania non è stato cancellato e il suo iter potrà proseguire regolarmente attraverso il project financing. E’ stato lo stesso ministro Del Rio a precisare, a una delegazione del Pd siciliano, che il Def resta un mero strumento ricognitivo delle opere nazionali di interesse europeo e che non è un atto che finanzia le opere ma serve alla programmazione generale.
Impossibile per Dipasquale, novello democratico di appartenenza renziana, disattendere le assicurazioni dei vertici romani della sua corrente.
Non così fiducioso il senatore Mauro che chiedeva un incontro con il ministro per avere dimostrazione de visu della buona fede e ottenere il reinserimento della Ragusa-Catania nel Pis. Una posizione non criticabile dell’esponente di Forza Italia, alla luce della medesima posizione della vicepresidente della Regione Siciliana, Mariella Lo Bello, espressione del PD, che, senza mezzi termini poco considerava le assicurazioni del ministro ed esigeva un incontro romano per chiarire le posizioni.
In pratica, se la cancellazione dal documento di programmazione economico finanziaria poco può significare, resta il fatto che dopo le trasferte romane e le foto di rito, di politici e parapolitici, dopo le assicurazioni di parlamentari e notabili vari, manca ancora all’iter progettuale la cosiddetta ‘’bollinatura’’ che costituisce l’imprimatur definitivo del governo nazionale.
In definitiva nulla di certo e di scontato per la realizzazione dell’opera.
Ma sulla problematica è calato, dopo la girandola di comunicati e di passerelle, ancora una volta, il silenzio.
Delle proteste annunciate, resta solo il progetto come per la Ragusa – Catania. 

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