Opposizioni alla frutta, si attaccano a 22.000 euro di ferie non godute, in 7 anni, dai collaboratori del Sindaco

Una interrogazione per ricevere chiarimenti sulla liquidazione di 22.000 euro a due membri dello staff del sindaco per ferie non godute dal 2018 al 2025.
È stata presentata dai consiglieri Bennardo e Caruso che hanno trascinato anche il consigliere mauro, solitamente dedicato a presunti emolumenti illegittimi di ben altra portata. Peraltro, questa vicenda pare non presenti illegittimità, le responsabilità sono tutte da cercare nel dirigente, essendo i due dello staff dipendenti del Comune e non del Sindaco
Il dirigente ha l’obbligo di legge di verificare il normale utilizzo delle ferie dei dipendenti, in questo caso c’è un mostro amministrativo perché il periodo interessato va dal 2018 al 2025, peraltro per incarichi al massimo annuale che sono stati rinnovati.
Al centro dell’atto ispettivo, riguardante la gestione amministrativa e contabile dei residui feriali di alcuni membri dell’ufficio di staff, vi è la recente monetizzazione di ferie non godute a favore di due collaboratori assunti ai sensi dell’art. 90 Tuel (uffici alle dirette dipendenze del sindaco).
Collaboratori facilmente identificabili ma che i consiglieri si guardano bene dal nominare.

I consiglieri prefigurano un danno erariale per l’ente perché, nonostante il divieto generale di monetizzazione sancito dalla legge (D.L. 95/2012) e dai contratti collettivi, l’Amministrazione ha autorizzato la liquidazione di somme consistenti per giorni accumulati tra il 2018 e il 2025.
Mancanza di pianificazione: l’interrogazione solleva dubbi sulla mancata vigilanza e pianificazione annuale delle ferie, obbligo già richiamato dal segretario generale con una nota del giugno 2024 per evitare esborsi non dovuti. E hanno ragione. Il dirigente dovrebbe essere chiamato al risarcimento per le casse comunali.

Quanto al contestato uso di “generiche esigenze di servizio” per motivare il mancato riposo, si potrebbe discutere a lungo.
I due collaboratori rappresentano, ciascuno per i propri settori di competenza, l’unico faro di efficienza del Palazzo e si sa che i componenti dello staff sono a disposizione in ogni giorno dell’anno, festivo, estivo, ad ogni orario ed entrambi sono esempio di efficienza e modello di collaborazione, indiscutibile, da sette anni.
Qualcuno, come chi scrive, può anche non condividere le linee di lavoro, i contenuti, di qualcuno degli interessati, ma sono quelli dettati dal sindaco per il quale sono alle dirette dipendenze non si può esimere dal dire che il lavoro viene svolto, ancorché non condiviso, a livelli di eccellenza.

Bene scrivono i consiglieri: “Considerando che l’ente è già stato soccombente in tribunale per casi analoghi, è doveroso sapere se siano state verificate le responsabilità dirigenziali e quali misure si intendano adottare per evitare che questa diventi una prassi strutturale che grava sulle risorse della collettività”.

Ma, siamo certi, tutti rimarranno al loro posto.

Per la cronaca, sempre a Palazzo dell’Aquila, per ferie non godute da collaboratore del Sindaco,  le casse comunali hanno sborsato cifre mostruose, circa 200.00 euro, e nessuno, pur essendo a conoscenza, ha mai eccepito qualcosa, nè nessuno ha pagato.

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