Peppe Calabrese tenta di montare i pezzi del Partito Democratico

Già in occasione dell’assemblea degli iscritti del primo circolo di Ragusa, si era avvertito un vento di cambiamento, c’era stata una direzione provinciale per approvare l’ennesimo regolamento di un partito che, evidentemente i regolamenti li fa all’occorrenza.
Si parlava di un tentativo di sgombrare il campo dall’immagine di un partito lacerato con le migliori intenzioni di dare vita ad un rilancio unitario in vista delle prossime scadenze elettorali.
Come veniva evidenziato nel comunicato del primo circolo, lo scioglimento del secondo circolo, quello del senatore Gianni Battaglia, ha spianato la strada, eliminando le contrapposizioni che avevano fermato la vita del partito.
Evidentemente le posizioni del senatore Battaglia erano inattaccabili e solo con la sua uscita dal partito gli avversari interni possono gestirsi il partito come vogliono.
L’assemblea del primo circolo si era chiusa con il progetto di condivisione con il terzo circolo per un PD ibleo, che si ritiene baricentrico sullo scenario locale, con particolare riferimento alla prossima tornata amministrativa, nei confronti della quale il partito si pone come candidato alla guida della città, mentre, stranamente, nulla si dice sulle più vicine regionali dove il partito si dovrebbe impegnare per mantenere il rappresentante del capoluogo e tentare, anche, considerato lo scenario con pochi partiti, la conquista di un secondo seggio.

Nella serata di giovedì 13 luglio, intanto, nel contesto di questo clima di ritrovata unità, Peppe Calabrese, esponente di spicco del partito a livello cittadino, è stato eletto segretario dell’Unione comunale di Ragusa.
L’elezione è avvenuta per acclamazione da parte della platea di 160 delegati riunitisi nella sala dell’ex Ideal, alla presenza del segretario provinciale e dei segretari dei due circoli di Ragusa, Gianni Lauretta e Tony Francone.
L’assemblea ha anche provveduto a nominare i componenti della direzione, formata da 40 uomini e 40 donne, che sarà presieduta da Michele Sbezzi.
Presidente dell’assemblea, invece, è stato eletto Alessandro Tumino, mentre tesoriere sarà Sebastiano Lupo. Mariuccia Licitra, inoltre, sarà la responsabile del coordinamento donne. Vincenzo Firrincieli è stato nominato responsabile dell’organizzazione.
Al congresso hanno partecipato, tra gli altri, gli onorevoli Giorgio Chessari e Nello Dipasquale e il presidente provinciale del partito, Mario D’Asta.
Anche il segretario provinciale dei giovani Dem, Gabriele Licitra, ha messo a disposizione del partito l’organizzazione giovanile con l’obiettivo di fare crescere il Pd e di animare una coalizione vincente.
Peppe Calabrese, dicendosi onorato della fiducia a lui riservata, ha subito manifestato l’intenzione di un taglio netto con il passato, per eliminare contrapposizioni e rivalità interne.
Ha anche accennato alla possibilità che, come importante realtà di centro sinistra, il partito possa lavorare per alleanze a sinistra che tengano conto del ruolo del PD, come pure c’è l’intenzione di aprire lo sguardo verso l’associazionismo moderato che porti come patrimonio un sentire comune per un’idea forte di città.
Calabrese considera il PD primo partito della città, per i voti riportati nelle ultime elezioni, e vuole sfruttare questo primato per porre le basi dell’impegno per le prossime consultazioni.
Prevedibile che nelle prossime settimane vengano designati i candidati per le regionali, gli accordi per il sostegno ai papabili saranno propedeutici per quelli su base comunale, per l’indicazione del candidato sindaco.
Già, in molti, fanno il nome dello stesso Calabrese ed è prevedibile che una candidatura così autorevole, incanalata nel solco della ritrovata unità, costituirebbe, naturalmente, un elemento di limitazione per le candidature a sinistra, area nella quale molti intravedevano la possibilità di inserirsi nella lotta per la conquista di Palazzo dell’Aquila, approfittando delle divisioni nel PD.
L’attuale scenario fa intravedere il Movimento 5 Stelle e il PD a contendersi la poltrona di sindaco, i candidati delle formazioni minori, e un eventuale candidato del centro destra, potranno costituire il solito ago della bilancia nel caso nessuno dei due contendenti raggiungesse l’obiettivo al primo turno.
Influirà, naturalmente, sul risultato, anche l’esito delle elezioni regionali che potrebbero costituire il de profundis del PD in Sicilia, con inevitabili riflessi sulle situazioni locali.

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