Per bar e ristoranti in grave crisi per le nuove restrizioni, a rischio posti di lavoro e le stesse imprese

“Le misure contenute nel nuovo Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri rappresentano un colpo mortale per un settore ristorazione e somministrazione già in gravissima crisi, che vede il rischio chiusura di decine di imprese nell’area iblea e la perdita del lavoro per centinaia di lavoratori potendo potenzialmente bruciare fatturato nell’ordine di centinaia di migliaia di euro”.
A dirlo è il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, che sottolinea come “tra le 18 e la mezzanotte si incassano decine di migliaia di euro nei bar e nei ristoranti. I bar – prosegue Manenti – sono quelli che ci rimettono di più, ma i ristoranti anche, perché già sono stati costretti a ridimensionare la capienza e contavano sul doppio turno, distribuendo i clienti pure alle dieci e mezza. Invece ora li devono mandare via.
Questo, numeri alla mano, il risultato se si proseguirà sulla strada delle chiusure anticipate, invece di incrementare i controlli per punire chi non rispetta le regole”.
E Manenti prosegue: “Non dimentichiamo che bar, ristoranti, stabilimenti balneari, imprese di banqueting e catering, imprese dell’intrattenimento sono state le realtà più colpite dalla crisi economica determinata dal Covid. Ma sono state anche quelle meno supportate.
Senza aiuti significativi e concreti, sono destinate a chiudere per sempre, rinunciando a uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica nazionale e a un tassello fondamentale della filiera agroalimentare italiana. Tra i nostri imprenditori della provincia di Ragusa c’è ancora chi deve pagare i debiti accumulati durante il lockdown di marzo e chi deve ammortizzare gli investimenti fatti per mettere il proprio locale in regola secondo il protocollo siglato a maggio.
È impensabile che si possa far fronte a una nuova riduzione dell’attività, mentre nessuno sta muovendo un dito per ridurre le spese cui i gestori dei pubblici esercizi sono tuttora costretti. Dagli affitti, al fisco. Se prima non si interviene in maniera decisa su queste due voci, non è possibile accettare nuove limitazioni al lavoro di queste tipologie d’imprese”.

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