Per Mario Chiavola, capogruppo PD in Consiglio Comunale, politica culturale assolutamente inefficiente

La strigliata del responsabile della redazione locale del quotidiano La Sicilia, sulle minoranze consiliari considerate fra le peggiori della provincia, un suo effetto immediato lo ha avuto, anche se la situazione non è migliorata di molto.
Un diluvio di interventi, dall’acqua che non c’è a quella che c’è in abbondanza tanto da allagare la città, dal benedetto potabilizzatore di Camemi al Museo Archeologico, dal Palazzo Tumino ai temi dell’urbanistica.

In questo articolo ci occupiamo dell’ennesimo intervento del capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola che replica, questa da volta da solo, all’assessore Arezzo sui temi del Museo Archeologico e, più in generale, di politica culturale al Comune di Ragusa, che giudica altamente inefficiente.
Di certo, un bellissimo argomento, purtroppo affrontato da Mario Chiavola senza la giusta determinazione e con qualche imprecisione che non manca mai.

Per il capogruppo democratico la politica dell’assessore Arezzo è desolatamente insufficiente, noi ci permettiamo di dire che, fatti si salvi i periodi del lokdown e delle ferie, se ci sono state, in 7 mesi, la politica che Chiavola va cercando non è esistita del tutto.
Nulla da eccepire sulle competenze dell’assessore, ma non ne abbiamo visto gli effetti, anche perché non ha voluto fare partecipe la città del suo progetto culturale e delle sue iniziative.
Di conseguenza, ancor meno si sa delle sorti delle varie esposizioni museali presenti in città.
Ma per il Museo del Costume, in gestazione da oltre 5 anni, e per il Museo Archeologico, chiuso quello attuale, in gestazione quello nuovo, l’assessore sembra mostrare interesse, ma non trova il consenso di Chiavola per l’approccio non condiviso.
Chiavola plaude alla scelta ultima, in netta contraddizione con quanto affermato, di recente, dai vertici locali della soprintendenza, di riaprire l’attuale Museo Archeologico, e considera una bocciatura per l’assessore Arezzo il voler mantenere aperta la sede di via Natalelli
Se la prende anche con l’assessore per la mancanza delle disposizioni di sicurezza, ma possiamo dire che l’ex soprintendente architetto Battaglia ci ha assicurato che i lavori per la messa in sicurezza competevano alla soprintendenza, possiamo aver capito male ma non pensiamo di sbagliarci.
La brutta figura alla città non l’ha fatta fare l’assessore Arezzo ma quanti, nel tempo, politici, amministratori, semplici consiglieri e responsabili della soprintendenza, non hanno affrontato, come si deve, la problematica del Museo di via Natalelli, che ora tutti scoprono, polveroso, nascosto, buio, non in linea con i moderni dettami della nuova museologia.
Da anni, si sa del nuovo Museo, ma nessuno si è preoccupato di chiedere delle sorti, e non solo, di quello vecchio.
Quanto al presunto impoverimento del centro storico, è una boutade, dal momento che al Museo la gente non va anche senza dover pagare il biglietto.
Non è questo che rende la politica dell’assessore approssimativa, superficiale e insufficiente: casomai, riteniamo che approssimativo, superficiale e insufficiente, con tutto il rispetto per l’amico Chiavola, sia il suo approccio alla questione del progetto culturale della città che nessuno, soprattutto delle opposizioni, ha affrontato in maniera funzionale e producente per la collettività.
Per esempio, Chavola affronta ora il cartellone della stagione estiva che è risultato un insieme di “rassegne di attività di altri, senza nessuna scelta, senza un protagonismo culturale di una città capoluogo di provincia oramai surclassata da realtà comunali vicine.”
in effetti, come rilevato da molti, eventi affastellati in maniera non organica, disordinata, senza un filo culturale di raccordo fra le varie manifestazioni, senza il supporto di una adeguata esposizione di quello che sarebbe stato il progetto culturale ideato.
In questo scenario desolante, per Chiavola restano prioritari la sicurezza antincendio e l’accessibilità al Museo di via Natalelli, senza scendere nei particolari di una struttura culturale della città, diventata, di colpo, per tutti, maggioranza e opposizioni, piena di mille difetti.
Oggi si scoprono cose comuni al Museo di via Natalelli e a tanti altri siti di interesse turistico: manca la segnaletica di riferimento, per esempio, ma nessuno ha mai sollevato il problema, né ricorda che si dovrebbe eliminare tutta la segnaletica abusiva delle attività commerciali.
Per chiudere, Chiavola suggerisce di assicurare le giuste condizioni di fruibilità del Museo Archeologico e l’acquisizione dei piani soprastanti, quelli della ex Standa, per intenderci, assieme all’aggiornamento degli apparati didattici.
Va a finire che invece di due Musei, ne avremo tre, ma Chiavola dimentica che tutto dipende dall’assessorato Regionale che dovrà provvedere agli allestimenti e, soprattutto, al personale, non sono molte le cose di competenza del Comune, per cui è meglio che inizi a rivolgere le sollecitazioni a Musumeci e a Samonà.
Aspetteremo, almeno, altri 10 anni.

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