Per una Randello sempre più libera

di Cesare Pluchino
Associazioni, Movimenti, Partiti e comuni cittadini si sono incontrati per mantenere alta la guardia su tutta l’area di Randello

Non è solo la spiaggia che va tutelata da incursioni di chi vuole farne un’oasi da inserire nei propri depliant, ci sono le dune e l’area retrostante della pineta, ma c’è anche la magica scogliera dei Canalotti che deve essere salvaguardata dal passaggio incontrollato di mezzi.
Queste le indiscutibili priorità che un gruppo cospicuo di persone sensibili ai temi ambientali e paesaggistici ha voluto ribadire nel corso di un incontro alla Sala Avis di Ragusa.
C’era Legambiente con il dott. Duchi e il prof. Conti, Fare Verde di Vittoria, con Andrea dell’Agli, Michele Mililli del Partito Comunista dei Lavoratori, Paolo Frasca di A Sinistra Ragusa, già candidato alle amministrative per il Comune di Ragusa con la lista PARTECIPIAMO, Nadia Tumino del Comitato Randello Libera e il consigliere comunale di Ragusa, prof. Carmelo Ialacqua del Movimento Città, promotore dell’incontro.
Erano presenti anche diversi esponenti del metup RagusAttiva 5 Stelle.
Una serata piacevole, condotta, quasi familiarmente ma con professionale rigore, dal prof. Ialacqua che ha gestito egregiamente la serie dei contributi a cui hanno aderito alcuni dei numerosi ospiti.
Dopo un video rievocativo sulle vicende estive che hanno interessato l’area di Randello, si sono alternati al microfono diversi interventi che hanno privilegiato la necessaria tutela dei luoghi.
Obiettivo comune emerso è stato quello di una attenzione sempre maggiore verso ogni tentativo di aggirare leggi e normative per sfruttare i luoghi a fini particolaristici e utilitaristici.
Dicevamo di una serata estremamente piacevole perché si è avuto modo di ascoltare i vari interventi, in una atmosfera piacevole e rilassata, non ci sono stati interventi polemici, né contestazioni nei confronti di alcuno.
Si è discusso, in maniera pacata, delle necessità, delle emergenze dell’area, ma non ci sono stati atteggiamenti polemici, sia verso i responsabili degli enti che hanno rilasciato autorizzazioni e pareri favorevoli, nemmeno nei confronti delle figure giuridiche istanti.
Su sollecitazione di Carmelo Ialacqua, è stata Nadia Tumino ad esprimere il senso dello spirito libero di Randello e dei suoi sostenitori: le prospettive delle battaglie future, in attesa delle sentenze della giustizia ordinaria e di quella amministrativa, aspirano al coinvolgimento di esperti in materia di turismo naturalistico, in vista di una completa e organica fruizione pubblica del bene, tutte cose che saranno portate a conoscenza attraverso la pagina facebook che gli animatori del Comitato considerano il traino fondamentale che ha imposto la questione all’attenzione dell’opinione pubblica.
Antonino Duchi ha messo in risalto la valenza di quella che rimane l’unica zona incontaminata della costa ragusana, risparmiata dallo sconvolgente impatto ambientale che ha devastato quasi tutto il resto dei 90 km di confine con il Mediterraneo. Randello che rimane il simbolo, la metafora della costa iblea che richiede e merita un allargamento dei vincoli a zone più estese, per sgombrare il campo da possibili interpretazioni di enti che danno pareri in contrasto con le norme.
Paolo Frasca ha ribadito l’importanza del bene pubblico, considerato quasi un orpello, che entra di diritto nel grande contesto di MO MUOS, NO TRIV, acqua pubblica e altre battaglie che devono unire le popolazioni di questo grande meraviglioso territorio.
Michele Mililli ha rimarcato l’importanza della battaglia politica perché sono state le scelte politiche a minacciare i siti con uno stravolgimento della realtà esistente, ricordando che non è la prima volta che si tenta di privatizzare la spiaggia di Randello. Ci avevano già pensato gli americani ai tempi della base di Comiso.
Andrea dell’Agli, di Fare Verde, di Vittoria, ha mostrato la grande  attenzione del suo comprensorio per un bene che, pur appartenendo al Comune di Ragusa, è considerato, positivamente, come bene di tutti, da tutelare e preservare perché sotto attacco.
Carmelo Ialacqua  ha fatto sintesi, prima dei contributi degli ospiti, riaffermando la primaria necessità di legalità ed esaltando la lezione di cittadinanza attiva che ha caratterizzato la battaglia estiva di Randello.

 

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