Perché lo venite a chiedere a noi?

di Vilnius Nastavnic
Surreale ma bello il comunicato dei 5 Stelle del secondo metup di Ragusa: dal titolo, senza punto interrogativo, sembra ci vogliano dire cosa è rimasto del Movimento 5 Stelle a Ragusa, alla fine chiedono che qualcuno dica loro cosa sta succedendo nel M5S ragusano.

Senza voler essere “maestri” di politica, le cui competenze attengono, di certo, a chi è detentore del consenso elettorale, fatto di voti e non di parole, si ritiene quasi doveroso rispondere ad un appello tanto chiaro.
Anche se appare strano che, a chiedere cosa sta succedendo, sia chi è, e chi è stato da molto tempo, all’interno del M5S. Stranissimo se consideriamo che si tratta di un movimento caratterizzato da riunioni, comunicazioni sui social network e rapporti politici improntati alla massima segretezza, ancorché movimento che predica trasparenza e fa dello streaming il pane quotidiano. Ma, fino a questo momento, solo per i fatti degli altri.
Succede che fra il dire e il fare c’è di mezzo un abisso, per cui tutti i buoni propositi delle campagne elettorali si sono sfaldati come neve al sole, e non per colpa di qualcuno in particolare. La diversità, il cambiamento, l’apriscatole, la trasparenza sono rimaste solo utopie e non per colpa dei leader ma della stessa base che non ha incalzato per concretizzare i programmi.
E’ finita, soprattutto a Ragusa, ma pare che il virus sia spalmato ovunque vi siano metup che si moltiplicano sulla base degli appetiti. Che ci siano correnti nei vecchi partiti è quasi fisiologico, che ci siano in una giovane formazione che predica il cambiamento rispetto alle vecchie logiche è aberrante.
Una prima analisi sul M5S ragusano scaturisce naturalmente, appunto, da quanto avvenuto dopo l’esautorazione di un assessore che, ancorché non militante, una volta fuori ha attirato una piccola parte degli iscritti al metup locale che hanno provocato una scissione e hanno aperto un’altra struttura periferica locale del Movimento, in puro stile da prima e seconda repubblica.
Per addobbare la quale, invece di bandiere e lenzuola con scritte contestatrici, hanno preferito gli stracci fatti dei post su facebook dove si sarebbero decretati espulsioni per trenta euro e mancati pagamenti di volantinaggi per duecento.
Ed è stato in quel momento che anche a Ragusa la pentola a chiusura ermetica del movimento è saltata e la gente ha preferito valutare le persone e non il movimento. Non è servito agli attivisti dissidenti nemmeno vestire i panni dei difensori di Randello per scalfire il fortino di rispettabilità e pulizia politica del sindaco e dei suoi assessori che sono giudicati, ancora oggi, sulla base di azioni politiche e non per le beghe interne del movimento.
Oggi i dissidenti mostrano rammarico e sgomento per le dichiarazioni del nuovo alleato nell’amministrazione, anche se tutto appare frutto di un abbaglio madornale: il Movimento Partecipiamo, inutile chiamarlo organizzazione politica per stabilirne le distanze che non esistono, trattandosi delle medesime strutture politiche, attraverso il suo leader non ha parlato di alleanza politica.
Lo si rileva da una registrazione completa della conferenza stampa, lo aveva esplicitamente messo in evidenza che non si trattava di un’alleanza politica anche l’assessore Salvatore Martorana all’atto del suo insediamento, nella conferenza stampa allora dedicata.
Verrebbero meno, quindi, i motivi dello sgomento e del rammarico. Potrebbe essere senza motivo anche il comunicato, se non fosse che lo stesso è palesemente strumentale per le beghe interne del Movimento.
Si vuole contestare l’alleanza con altre forze politiche, si censura la decisione, autonoma, del Sindaco, di allearsi e di concedere un assessorato: ma quando fu accettato il sostegno di Partecipiamo al ballottaggio, l’associazione non era una forza politica? Chi ora contesta e censura non sapeva, come sapevano invece tutti, quali erano gli accordi, risaputi come il nome di colui che era destinato ad entrare in Giunta dopo un periodo che sarebbe servito a far decantare la situazione?
E se tutto questo è oggettivamente rilevabile, è rilevabile pure come, prima dell’esautorazione dell’assessore, nessuna voce si era levata contro l’amministrazione, andavano bene incarichi per opere pie e mercatini degli agricoltori, nessuno si preoccupava perché non si decurtavano le indennità, perché non si adottava lo streaming per i lavori di commissione, perché non si procedeva alla tanto minacciata revisione del regolamento comunale, perché non si faceva chiarezza, con nomi e cognomi, sulle questioni attinenti il canile rifugio sanitario, Ibla Buskers, spettacoli e manifestazioni, l’igiene ambientale, i fondi della Legge su Ibla e tanto altro ancora.
Chi si scandalizza per la mancata osservanza ai principi fondanti del M5S e del mancato rispetto di non meglio specificati patti, dando per scontato la sua appartenenza al M5S, perché non si è scandalizzato prima, quando non ha visto concretizzare elementi fondamentali, spesso senza costi per l’ente, del programma elettorale che non era solo del candidato sindaco ma del Movimento 5 Stelle?
Perché nessuno ha mai parlato non vedendo concretizzare:
-l’introduzione nello statuto comunale del referendum propositivo senza quorum;

-l’attuazione del bilancio partecipato;

-il registro on-line in cui accogliere tutte le istanze inviate alla pubblica amministrazione e le risposte;

-gli incontri di quartiere;

-il video notiziario da parte della Giunta, scaricabile dal sito comunale, con cadenza mensile per informare i cittadini delle attività comunali e delle discussioni sulle problematiche che riguardano la cittadinanza;

-i corsi comunali gratuiti d’informatizzazione e uso di Internet;

-l’obbligo di separazione dei rifiuti nei mercati rionali, nelle feste di quartiere, in tutti gli eventi all’aperto;

-i controlli sulle aree abbandonate nel territorio comunale e obbligare i proprietari a garantirne la pulizia;

-la disciplina dell’attività di volantinaggio;

-l’apertura notturna delle aree verdi comunali specie in periodi estivi e festivi;

-l’emanazione di un regolamento comunale e istituzione dello sportello per i diritti degli animali;

-la sostituzione delle vecchie automobili comunali con macchine elettriche per il comune;

-il piano della pubblicità per evitare affissione incontrollata e selvaggia;

-la riattivazione dell’ascensore di Via Roma;

-l’inizio e il completamento dei lavori per il Teatro ex cinema Marino e pensare ad una nuova destinazione d’uso, per esempio scuola di teatro e musica incentivando gli spettacoli gratuiti;

-la riorganizzazione del trasporto pubblico;

-la pubblicazione del bilancio consuntivo e di previsione in modo chiaro e comprensibile da chiunque;

-la realizzazione di un teatro comunale;

-il potenziamento della biblioteca comunale rendendola un centro polivalente e multimediale, aprendola anche nelle ore serali e proponendola come luogo per specifici eventi culturali.

Sta di fatto che la credibilità e l’affidabilità del sindaco e della sua squadra prescindono ormai dal M5S locale e, anzi, sono maggiormente apprezzati e considerati gli elementi di cui si conoscono legami con i vertici regionali e nazionali del Movimento, tanto che nemmeno le opposizioni contestano la mancata osservanza del programma elettorale.
Questo è quello che sta succedendo nel M5S ragusano.
Ora siamo noi a chiedere: che cosa è successo nel M5S ragusano?

 

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