Periodo politicamente poco felice per Giovanni Occhipinti

Non aveva smaltito ancora la delusione per la sconfitta elettorale del candidato di Insieme, Maurizio Tumino che, senza un apparato di partito efficiente né di coalizione, non è riuscito ad emergere come personalmente meritava con il suo gruppo di ex consiglieri comunali.
Ancora a settembre, Giovanni Occhipinti vedeva bloccata la sua designazione ai vertici dell’IRSAP, a seguito dell’esposto dell’attento parlamentare ragusano Nello Dipasquale che eccepiva la mancanza dei requisiti per la carica.
Arriva ora la tegola dell’uscita del Comune di Modica dal Distretto Turistico di Ragusa, di cui Occhipinti è Presidente.
Secondo il pensiero dominante, questo è il colpo più pesante per Occhipinti che vede scadere il Distretto ad un consesso di piccoli enti territoriali: come si ricorderà, negli anni passati, fu il Comune di Ragusa, per primo a decidere di abbandonare il Distretto, lasciando intendere che l’attività dello stesso non era soddisfacente e produttiva per il territorio.
Quella che poteva essere una scelta non ponderata, ancorché del comune capoluogo, viene acclarata nella sua valenza dall’abbandono del Comune di Modica, ma, soprattutto, dalle motivazioni addotte dai responsabili di settore dello stesso.
Il consiglio comunale di Modica ha votato all’unanimità la rescissione dell’adesione da parte del comune di Modica all’associazione Distretto turistico degli Iblei.
All’origine della decisione ci saranno, di certo, motivazioni di ordine economico, nonostante l’esiguità della quota di partecipazione, ma si sanno le condizioni del Comune della Contea.
In ogni caso, come si legge anche su quotidiani regionali, si sono registrati scarsi risultati in termini di promozione del territorio, come è stato evidenziato da diversi consiglieri comunali modicani.
L’assessore competente avrebbe parlato, sempre sul quotidiano regionale, di limiti e deficienze nella promozione del territorio a livello nazionale e internazionale per cui il buon senso impone il recesso dal Distretto, aggiungendo: “Se in otto anni, nel 2010 da quando è nato il Distretto, non è stato concluso niente, è inutile insistere. Il nostro territorio va risollevato e in consiglio comunale si può trovare il modo, esistono le capacità di elaborare un nuovo progetto turistico».
Dichiarazioni che non consentono ulteriori commenti e danno il quadro di una attività del tutto ininfluente nelle politiche di marketing del territorio delle quali l’ente turistico doveva essere il principale attore.
Condizioni che renderebbero auspicabile una sorta di commissariamento del Distretto, nonché una attenta azione di controllo sull’attività condotta negli otto anni di attività.

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