Piccitto: il politicamente incapace e inadeguato che spaventa

di Marco Ramius
Si accende la campagna elettorale e invece di godere per tutto quello che di sbagliato farebbe il primo cittadino, le opposizioni si concentrano ancora in attacchi costanti ma, spesso, senza esito

Ne hanno detto di tutti i colori, all’indirizzo del primo cittadino, dell’amministrazione da lui guidata, del Movimento 5 Stelle, dei consiglieri comunali grillini. Forse è rimasto anche poco da dire, si sono esauriti gli argomenti, ma non si interrompono gli attacchi delle opposizioni, non solo quelle presenti in consiglio comunale.
Anche trombati eccellenti, personaggi ormai fuori dalla scena politica, intervengono per censurare l’operato del sindaco Piccitto, giudicato la summa della incapacità e della inadeguatezza politica.
Non resterebbe che attendere il rompete le righe, il tutti a casa, cercando, se possibile, di limitare i danni, spiegando al primo cittadino: “Egregio Signor Sindaco, dal momento che Lei non potrà essere rieletto per tutto quello che ha combinato in città, può avere l’attenzione di fare meno danni possibili, in vista delle prossime elezioni?”
Perché il Sindaco dovrebbe rispondere negativamente?
Non c’è un settore dove le opposizioni abbiano rilevato segnali positivi, i bilanci sono stati sempre contestati, la tassazione ai massimi livelli, la differenziata al palo, i centri storici abbandonati, l’urbanistica dimenticata, i lavori pubblici quando sono fatti sono realizzati senza condivisione, non c’è un progetto culturale, il turismo fiorisce solo perché c’è l’aeroporto, nulla si intravede per la crescita economica e lo sviluppo, servizi sociali, scuole e refezione scolastica sono sempre sotto esame.
Quando il Sindaco o gli assessori fanno qualcosa, tutto nasce sempre dalle passate amministrazioni, c’è da aspettare cosa diranno quando sarà inaugurata la pista di pattinaggio, frutto della lungimirante intuizione degli amministratori del passato, come la pedonalizzazione di via Roma, o i parcheggi pluripiano straboccanti di posti vuoti.
Chi potrebbe essere così sprovveduto da votare di nuovo per Piccitto o per i 5 Stelle, solo dei coglioni, come direbbe Berlusconi.
Basterebbe solo replicare una volta al mese un comunicato per ricordare le malefatte del Sindaco Piccitto e dell’amministrazione grillina, per rammentare ai nuovi elettori, a quelli che hanno preso la residenza da poco a Ragusa, ai diciottenni, ai nuovi nati, di stare attenti nell’apporre la croce sulla scheda elettorale.
A proposito di scheda elettorale, sarebbe opportuno, intanto, posizionarsi, decidere se andare da soli o in alleanza, stabilire chi dovrebbe o chi dovrebbero essere i candidati a sindaco, chi dovrebbero essere i candidati al Consiglio Comunale, predisporre i programmi, non perdere tempo a fare inutile opposizione ma illustrare alla città i progetti, i programmi, i desideri per la Ragusa del futuro.
Una città che deve essere rinnovata in tutti i settori, come in tutti i settori del Comune dovrebbero ruotare i dirigenti corresponsabili, per molti versi, delle scelte sbagliate dell’amministrazione.
Come dovrebbero saltare tutti i responsabili di opere illegittime, irregolari, senza dire che si aspettano i pareri delle Procure, della Corte dei Conti e della magistratura ordinaria per tutte le denunce e gli esposti presentati.
Dopo la presentazione dell’ultima relazione annuale del Sindaco Piccitto, sintomatica dello stato di malessere della politica cittadina, imballata fra il profilo minimale dei 5 Stelle e la disperazione da sconfitta di quasi tutte le opposizioni, è stata la conferenza stampa di una parte degli esponenti del Patto di Consultazione.
I consiglieri Massari, Migliore e Ialacqua hanno voluto replicare le critiche al primo cittadino, chiamando a raccolta i giornalisti, forse perché convinti che i lavori d’aula sono poco seguiti e, come spesso avviene, non sono del tutto soddisfatti di come la stampa presenterebbe la realtà cittadina.
Bastava replicare in aula alla relazione annuale del sindaco, la conferenza stampa è stata ritenuta, invece, palcoscenico adatto per sminuire ulteriormente l’azione di Piccitto.
È stata Sonia Migliore a parlare di una relazione fatta solo di dati, peraltro noti, autocelebrativa, senza politica, senza riferimenti al dimenticato programma elettorale del Movimento che il sindaco aveva fatto suo.
Un atto di ordinaria amministrazione, senza obiettivi programmatici, che anche nella presentazione ha dato il senso dell’assoluta mancanza di rispetto per il Consiglio Comunale, ormai ridotto all’angolo.
Per Ialacqua del Movimento Città era necessario sottolineare l’assoluta mancanza di dibattito, della politica, di riferimenti ai giovani, di attenzioni per il PAES e per la smart city.
Assoluto immobilismo per tutto quanto riguarda l’urbanistica, in barba ai programmi eclatanti del Movimento, nessuna traccia di politiche europee, di utilizzo di fondi comunitari, nessuna formazione dei dipendenti in materia.
Giorgio Massari ha dichiarato di parlare solo per rispetto delle istituzioni, per onorarle, giudicando la relazione una rassegna di stilemi già visti, che insistono sulla retorica della ripartenza, sul mantra dei trasferimenti regionali e statali, sul nuovo che stenta ad arrivare.
Un tradimento dei cittadini che hanno dato fiducia ai 5 Stelle, la fiera dell’esaltazione delle piccole cose passate per cose straordinarie.
Non c’è stata una nuova impronta per la città e si sono ripercorsi itinerari già tracciati nel passato, come per Marina di Ragusa o per i servizi sociali 
Segnatamente, critiche al reddito di cittadinanza, presentato poche ore prima dal Sindaco, per cui occorrerebbero 2/3 milioni di fondi e non gli spiccioli impegnati per una mera operazione di facciata con finalità propagandistiche.
Ancora Ialacqua è ritornato ai momenti delle elezioni e del ballottaggio, dopo i quali i 5Stelle avrebbero perso la bussola, discostandosi, scandalosamente, dai principi ispiratori della campagna elettorale e del Movimento. Per il rappresentante del Movimento Città esisterebbe solo una congerie di istanze politiche che si coagulano in maniere diverse, trovando una continuità spaventosa con il passato. Devono mantenere vecchi equilibri e avrebbero scelto la via del ‘gattopardo’, rivelando appiattimento su alcuni dirigenti, rifuggendo dalla dialettica consiliare.
Massari aggiunge che ritiene i pentastellati prigionieri delle retoriche fondative, del nuovo, del giovanilismo, della corruzione del passato, convinti di rappresentare il popolo, con un grosso deficit di cultura democratica.
Addirittura si sono spinti a dire che Piccitto sarebbe il Vanna Marchi della politica rappresentativa, ma non sanno dire chi è il truffatore che ci sarebbe alle spalle.
Anche Giovanni Iacono, come si può leggere a proposito della assoluta mancata condivisione sul reddito di cittadinanza, è particolarmente severo con l’ex alleato, reo, soprattutto, di non averlo saputo tutelare di fronte alla delirante scelta del gruppo consiliare di non considerare importante l’alleato.
I renziani del PD chiudono la corte dei contestatori del sindaco e dell’amministrazione a cinque stelle, mentre il gruppo di Maurizio Tumino ondeggia fra responsabilità e opposizione di maniera.
Opposizioni, comunque allo sbando, perché in caso di abbattimento del fortino pentastellato, in un momento di forte ascesa del Movimento e di possibile governo regionale a 5 Stelle, si ritroverebbero impreparati, lo sono ora e lo saranno fra 20 mesi, per un governo di coalizione che possa riprendere in mano le redini della città.
Ma si deve tenere in conto anche che se la città decretasse una conferma del Sindaco o, in subordine, del Movimento 5 Stelle, eventuali superstiti delle opposizioni difficilmente potrebbero ripresentarsi all’opinione pubblica, ancorché eletti, dopo anni di opposizione inutile.

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