Abbiamo avuto modo di ribadire l’inconsistenza delle sedute di Consiglio Comunale, poco produttive e buone solo per mettere in evidenza l’inconsistenza di tutta la compagine consiliare.
Componenti di opposizione che non meritano questo appellativo, incapaci di fare vera opposizione e, forse, non intenzionati a farla ove avessero gli attributi per onorare il mandato degli elettori.
La maggioranza è forse la peggiore, da molti anni a questa parte, impreparata salvo qualche eccezione, troppo ossequiosa alle direttive di colui che dà il nome al gruppo, senza lampi, senza iniziative autonome, con molti elementi che, arrivati per caso in aula, meditano già una scalata politica da navigati ed esperti amministratori della cosa pubblica, inadeguati al ruolo per la totale assenza di cognizioni sull’istituzione e sulla politica in genere, non solo quella dei partiti.
In questo contesto si inserisce la seduta di martedì 26 maggio, che poteva essere una seduta scuola, senza punti importanti ed essenziali ma buoni per fare buona politica: le opposizioni presentano atti di indirizzo e Ordini del Giorno che, al di là degli aspetti strumentali, restano sempre delle proposte.
L’occasione, per i vari esponenti delle opposizioni, di smontare mire e ambizioni di quelli che restano avversari politici, il commerciante, il consulente, l’imprenditore, il professionista, avrebbero avuto modo di opporre valide motivazioni a sostegno del voto, quale che esso fosse stato.
Invece, come sempre puro stato vegetativo, silenzio, solo qualche reazione polemica alle provocazioni affidata gli specialisti, ieri, nemmeno la pazienza di restare in aula, non solo per rispetto dell’aula, della Presidenza, dei colleghi e delle minoranze, ma anche per evitare il terzo appello che comporta costi raddoppiati per una seduta, peraltro, poco utile.
Nulla di rilevante, quindi, sul fronte dei contenuti della seduta, densi di contenuti, ma spesso di parte e quindi poco credibili, gli interventi dei consiglieri di minoranza.
Lo spettacolo, nel vero senso della parola, quando parla il Sindaco, quando parla Giovanni Iacono, per la saggia competenza sulla materia trattata, trascinanti, oltre che spettacolari, gli interventi di Ciccio Barone.
A dominare la seduta, però, l’intervento dell’assessore Licitra, purtroppo caratterizzato maggiormente dalla voglia di autodifesa contro critiche e rilievi, e influenzato, negativamente dalla obiettiva condizione di emergenza che, inevitabilmente, segna, in questo momento, il suo comparto.
Brevemente, accenniamo ai punti dell’Ordine del Giorno: il primo atto di indirizzo, del consigliere Chiavola, era inerente ad una possibile manifestazione di interesse per un appalto di pulizia dei cigli stradali sulle vie extraurbane di campagna, da affidare agli agricoltori, ritirato perché si tratta di iniziativa che l’amministrazione sta già portando avanti.
Al secondo punto un atto di indirizzo del grillino Gurrieri per opere di pulizia e manutenzione nella zona turistico rurale fra la contrada Palazzola e la provinciale per Santa Croce Camerina, anch’esso bocciato perché già esitata l’azione di pulizia e bonifica dei siti, mentre è inserita nella programmazione la manutenzione e pavimentazione con asfalto della strada.
Sui due atti di indirizzo ha parlato, per l’amministrazione, l’assessore Giovanni Iacono, silenzio dei consiglieri come se la cosa non li riguardasse.
Il terzo e il quarto punto, rispettivamente dei consiglieri Mirabella e Firrincieli, riguardavano contributi per gli affitti e tributari, che sarebbero dovuti per l’emergenza economica, e questioni legate alla tassa sul suolo pubblico e sui dehors.
Entrambi argomenti che sarebbe intelligente proporre semplicemente, senza atti ufficiali, nella consapevolezza che la maggioranza è orientata a non approvare ufficialmente atti delle opposizioni.
In ogni caso, materie attinenti all’attuale emergenza nella quale già l’amministrazione non si sbilancia nelle decisioni, folle pensare che adotti misure proposte dalle opposizioni.
Si spera che i consiglieri di minoranza comprendano queste semplici considerazioni, nel caso contrario si capisce perché insistono, con testardaggine, contro quello che è un vero e proprio muro di gomma, come peraltro era nella precedente consiliatura.
E veniamo agli interventi di risposta dell’assessore Licitra che replicava, particolarmente, a queste due proposte ultime ma, soprattutto, a due rilievi del consigliere Antoci, le uniche comunicazioni degne di nota della giornata.
Per il bando degli autobar la dott.sa Licitra avrebbe potuto soddisfare l’interrogante, con una risposta esaustiva ma, nello stesso tempo da lasciare stupiti.
Ha parlato di una iniziativa che si rifà al vecchio piano commerciale risalente al 1997, l’anno scorso revisionato ma non ancora arrivato in aula per lungaggini burocratiche dovute al mancato recepimento della Bolkstein e alla Regione.
Un piano da rivedere tanto che nel PEG è previsto il nuovo piano commerciale, un piano già derogato nel 2014 e nel 2015, un piano evidentemente non soddisfacente che la stessa Licitra giudica poco consono alle attuali esigenze del mercato, non escludendo che le posizioni del 1997 possano oggi confliggere con nuovi esercizi pubblici aperti nella stessa zona.
Una chiara ammissione che si tratta di un piano da buttare nel cestino, dopo oltre vent’anni dalla sua progettazione, che lo stesso assessore non condivide in molte parti ma per il quale si premura di pubblicare il bando che considera una opportunità di lavoro per la ripartenza.
Ma le opportunità devono essere per la ripartenza, non per chi deve cominciare, senza dire che un posizionamento poco funzionale di un autobar vicino ad esercizi commerciali dello stesso settore non è opportunità per la ripartenza ma per la chiusura.
Sul rilievo ufficializzato dal Collegio dei Revisori dei Conti sulla totale assenza di attività dello sportello Europa per intercettare fondi comunitari, l’assessore Licitra ha prodotto una accorata difesa del lavoro suo e degli uffici per quello che è stato fatto nel 2019, pur senza entrare contabilmente nel consuntivo per il quale i revisori hanno relazionato.
Alcune motivazioni valide, alcune del tutto inaccetabili.
Inaccettabile che ci sia una sola unità allo sportello Europa, vuoi per la carenza di personale, vuoi per i pensionamenti, inaccettabile che l’ufficio si debba occupare di fare il lavoro anche per il Comune di Modica,
in pratica il lavoro per Agenda Urbana assorbe tutta la potenzialità dell’Ufficio, abbiamo per le mani un progetto, una iniziativa del 2016, significa che da allora, e segnatamente dall’insediamento della Giunta Cassì, non si sono potuti perseguire altri progetti, usciremo con un’auto apparentemente nuova ma iniziata a costruire 5 anni fa e progettata molto prima.
Semplicemente assurdo, tenuto conto che la Licitra ha messo le mani avanti e la situazione sarà perdurante per altro 10 mesi, almeno.
Per il resto, l’assessore ha vantato iniziative che intercettano fondi comunitari, ma si tratta di iniziative qualitativamente non eccezionali e per cifre irrisorie, tenuto conto delle potenzialità dei fondi europei.
Se ci dobbiamo risollevare per 500.000 destinati ai tetti delle case della corte del Castello, oppure con iniziative per il caporalato o per la formazione dei migranti, è chiaro che non abbiamo una visione comune su quello che si intende per fondi europei.
Si vantano il GAL e il Piano Strategico del Turismo ma per il Castello arrivano solo 300.000 euro, ci sono fondi irrisori per agricoltura e turismo, 100.000 euro per 5 comuni, 15.000 per cultura e turismo, 400.000 per 5 territori per un piano strategico di sviluppo, si vantano ancora il Distretto del Cibo e la ZES della zona artigianale, cose sulle quali incombe, da tempo il più assoluto silenzio.
La Licitra lancia la battutina sull’intento malizioso di chi ha lanciato la notizia del giudizio dei revisori, pensiamo che debba ringraziare chi si limita ad essere malizioso e, soprattutto, deve ringraziare che non c’è opposizione minimamente valida.
