Pioggia di comunicati sulla proposta di rete ospedaliera

Il sistema è sempre lo stesso: bozza di proposta per i sindacati, che vuole diventare definitiva, con seguito di approvazioni e di proteste
L’assessorato regionale alla Sanita tira fuori una bozza di proposta della rete ospedaliera e scatena il putiferio. Segnatamente per il territorio ibleo, la novità è rappresentata dalla promozione dell’ospedale di Vittoria a spoke, particolare che scatena le reazioni dei politici della parte orientale del territorio, evidentemente messo da parte e relegato al ruolo di cenerentola nella sanità provinciale.
I conti, o meglio gli appoggi, sono presto identificati, con la conferma che la sanità non è scienza ma politica.
Chi dovrebbe decidere su temi così importanti e assai incidenti sulle finanze pubbliche non è dato sapere: su tutto prevale la tutela del proprio bacino elettorale, nessuna considerazione tiene conto delle effettive necessità e dei costi per tenere in vita strutture spesso doppioni e non adeguatamente supportate.
Fra i primi ad intervenire l’on.le Giuseppe DiGiacomo, presidente della Commissione Sanità dell’ARS, che ha rigettato accuse di possibili accordi politici con l’assessore Gucciardi per favorire l’ospedale di Vittoria.
Di Giacomo rivendica la sua decennale battaglia a difesa dei piccoli ospedali, che ritiene patrimonio della comunità e forieri di un buon servizio sanitario, sottolineando gli investimenti dedicati all’ospedale di Modica e precisando che sarebbero stati attuati “a sostegno di lotte e richieste dei parlamentari regionali e nazionali e dei sindaci del territorio”. 

L’on.le Nello Dipasquale ribadisce che la provincia di Ragusa non sarebbe penalizzata in alcuna parte del suo territorio e, in particolare, che avrebbe ricevuto assicurazione dall’assessore che nessun reparto dell’ospedale di Modica sarà ridimensionato o eliminato.
Le valutazioni emerse sarebbero frutto di erronea valutazione di articoli di stampa, mentre il piano privilegia l’abolizione di carenze e favorisce le assunzioni di personale.
In ogni caso. valutazioni definitive vanno spostate alla presentazione definitiva della rete, e, in contraddizione a quanto dichiarato da DiGiacomo, Dipasquale sostiene che “la nuova rete ospedaliera non nasce dalle indicazioni dei singoli parlamentari regionali o dello stesso assessore, ma scaturisce da normative nazionali cui siamo chiamati ad adeguarci”.

Sulla questione rete ospedaliera interviene anche Maria Lucia Lorefice, Capogruppo M5S Commissione Affari Sociali della Camera, che evidenzia come l’azione di Gucciardi e di Aricò sembri destinata a smantellare la sanità siciliana, o meglio alcune parti di essa.
Duro il giudizio della parlamentare pentastellata che parla di una direzione strategica che non ha interesse per il territorio della provincia di Ragusa.
Sottolineando la marginalità riservata a Modica e Scicli, la Lorefice si pone alquanto in antitesi con il sindaco grillino del capoluogo, ma si dice certa, comunque, che i parlamentari regionali porteranno avanti le istanze del territorio in Commissione Sanità Regionale.
Ben diversa la posizione e l’atteggiamento del sindaco di Modica e dell’on.le Minardo che cercheranno di sfruttare la stessa sigla di partito di quest’ultimo con il Ministro della Salute Lorenzin.
A Modica si dicono certi che sarà il Ministero a difendere l’offerta ospedaliera di Modica e Scicli dalle angherie della Regione, dell’assessore Gucciardi e di chi ancora lo sostiene.
E’ quanto sarebbe emerso da un incontro con il Ministro, che ha assicurato attenzione verso l’atteggiamento ostativo e vessatorio nei confronti dei nosocomi di Modica e Scicli e della gente del comprensorio.
Ci si troverebbe di fronte ad uno strumento di riordino redatto su ‘spinta’ politica e non certamente meritocratica. Il ‘Maggiore’, ha numeri e dati oggettivi che, una volta che la regione avrà trasmesso ufficialmente il piano per l’esame finale al ministero, saranno il motivo per correggere questo obbrobrio amministrativo.
Non ci sono solo i quattro comuni iblei del comprensorio a sostenere questa battaglia ma c’è una comunità fatta dai comuni dell’area sud della provincia di Siracusa che animano questa battaglia che, dopo quanto orchestrato da Gucciardi, dal governo della Regione e da quanti ne hanno sostenuto e difeso le scelte, ha avuto dalle parole e dall’impegno del ministro Lorenzin, le risposte che serviranno a fare in modo che tutta l’offerta ospedaliera della provincia di Ragusa sia d’eccellenza e non sia penalizzato l’ospedale Maggiore di Modica, declassificandolo ad ospedale di base.
Un fiume in piena l’on.le Orazio Ragusa he preannuncia una mobilitazione del territorio, coinvolgendo i sindaci e i rappresentanti istituzionali, perché le previsioni sono mortificanti per gli ospedali di Modica e Scicli”
La nuova rete segue il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in “hub” (strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate), “spoke” (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come il pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia) e via dicendo. “
Prima – sottolinea l’on. Ragusa – la nostra provincia poteva contare su uno spoke a Ragusa, l’ospedale Civile. Adesso si scopre che l’assessore Gucciardi, evidentemente mal consigliato da qualcuno, ha deciso di fare diventare spoke anche gli ospedali riuniti di Vittoria e Comiso, lasciando il presidio di base a Modica e completamente nel dimenticatoio il Busacca di Scicli.
Chi ha congegnato questo progetto, infatti, ha forse dimenticato che gli ospedali di Modica e Scicli servono una fascia d’utenza di almeno 120mila persone, numeri che raddoppiano durante il periodo estivo. Non solo. Sono punti primari di riferimento, soprattutto il Maggiore, alla luce dei numerosi sbarchi che approdano al porto di Pozzallo. In più, l’intera città di Rosolini si appoggia su Modica.
L’on. Orazio Ragusa ha espresso tutto il dissenso del territorio all’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi, evidenziando come lo stesso direttore generale dell’Azienda Sanitaria abbia dovuto subire queste scelte e non sia stata sentita l’esigenza di un confronto serrato con i rappresentanti della nostra provincia
La proposta dell’onorevole Ragusa è quella di creare un hub a Ragusa, ipotesi che potrebbe essere resa valida dalla politica, anche se non ci sono i numeri.
“La Sanità iblea non può continuare a subire penalizzazioni. Occorre compiere delle scelte, anche politiche, che consentano un doveroso equilibrio nell’erogazione dei servizi rivolti agli utenti.
“Fermo restando che la direzione generale ha assicurato che non ci sarà riduzione dei servizi – continua l’on. Ragusa – è indubbio che questa formula, con il tempo, andrebbe a determinare delle chiare limitazioni operative a tutto svantaggio dei cittadini residenti in quell’area.
La soluzione quella di creare a Ragusa un hub in modo tale che possano esserci le condizioni per realizzare due spoke sia sul versante orientale della provincia che in quello occidentale.
Ma è chiaro che Ragusa non ha i numeri per un hub a meno che non intervenga la politica e a meno che non si doti il nuovo ospedale, che potrebbe avere le caratteristiche per la concretizzazione di un percorso del genere, di particolari servizi.
Stiamo pensando, ad esempio, alla consulenza operativa per cardiochirurgia, vista la presenza dell’emodinamica.
Inoltre, Ragusa potrebbe ospitare la succursale operativa del servizio 118 la cui sede principale si trova a Caltanissetta e il cui ospedale, per questo motivo, è stato elevato ad hub in Sicilia.
Non ultima, la senatrice Padua ha invitato l’assessore regionale Gucciardi a spiegare, direttamente nella nostra provincia, come stanno le cose rispetto a previsioni che non intendono penalizzare il territorio modicano e sciclitano ma che dovrebbero, piuttosto, migliorare l’erogazione dei servizi in ambito provinciale.
Una situazione che è ancora in divenire, tanto che il documento ufficiale deve ancora essere presentato all’Ars. Ma è indifferibile che l’assessore spieghi il merito e le ragioni delle scelte effettuate nonché i criteri posti alla base della riorganizzazione della rete regionale.

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