Negli anni passati le televisioni concedevano più spazio al ciclismo su pista e non era raro assistere a gare di velocità assistendo al surplace, quella tecnica che utilizzavano i ciclisti, restando in equilibrio sulla bici, fermi, in attesa che l’avversario partisse prima per tirare la volata.
La politica, attualmente, è in surplace, anche per la relativa lontananza di prossime elezioni, sempre alla ricerca delle migliori alleanze.
Un fenomeno che, alla fine, stanca ulteriormente l’elettorato e fomenta quell’astensionismo che è destinato a crescere. Non si ha il coraggio di definire chiaramente le posizioni, si resta aperti a qualsivoglia alleanza, pur di conquistare poltrone e assicurarsi voti.
Per la politica nazionale il caso più eclatante di surplace è quello per la costituzione del campo largo di centrosinistra, il protagonista è il leader del Movimento 5 Stelle che blocca tutto perché sa che, entrando in coalizione, non sarà il leader e, tantomeno, il candidato alla Presidenza del Consiglio che sarà retaggio del Partito Democratico.
Altro surplace quello di Renzi e Calenda che navigano a percentuali di consenso bassissime, che pensano di poter essere determinanti in entrambe le coalizioni e sperano che qualcuno ci caschi, garantendo poltrone.
Scendendo più in basso, anche a livello regionale, c’è il surplace di diverse formazioni politiche, Fratelli d’Italia e Forza Italia, le sole forze importanti del centro destra, fanno tattica per il prossimo governo regionale, la Lega non esiste, in surplace la triade La Galla, Lombardo, Miccichè che dovrebbe costituire una formazione politica per aderire al centro destra, con la stranezza, che pochi comprendono, del Movimento Autonomista di Raffaele Lombardo ‘federato’ con Forza Italia dove, teoricamente, Gianfranco Miccichè dovrebbe avere difficoltà a rientrare, sempre che le porte siano aperte.
Alla porta, in equilibrio precario, c’è anche Cateno De Luca che, perse le speranze di fare il leader del centro sinistra, ha dichiarato che gli starebbe bene anche fare il ‘secondo’ della coalizione di centro destra: alla luce del fatto che già ci sono Fratelli d’Italia e Forza Italia, ambedue con distinte correnti, Musumeci e la corrente nazionale di Pogliese e Sallemi, da una parte, Forza Italia con la corrente del Presidente Schifani, quella di Tamajo e quella di Falcone, senza tralasciare come componenti importanti della coalizione la DC di Totò Cuffaro e Sammartino della Lega, non si comprende quale seconda posizione dovrebbe rivestire De Luca.
A cascata le refluenze sulla politica locale, per l’ambito provinciale sono in surplace i partiti per eventuali elezioni indirette del Presidente della Provincia, le coalizioni, in linea di massima dovrebbero essere delineate, il candidato si trova, resta la valutazione del peso dei consiglieri per singolo comune, l’unico dubbio per questo aspetto, per esempio, il peso dei consiglieri del sindaco Cassì che non hanno partito, ai quali potrebbe essere aggiunto quello degli altri di maggioranza, secondo una logica di maggioranza che dovrebbe vedere, comunque , tutti dalla stessa parte.
Più facili i conti per una elezione diretta per la Provincia, sarebbe una competizione classifica fra centro destra e centro sinistra, con i cespugli civici destinati a non avere peso.
Nel capoluogo domina il surplace per eccellenza del sindaco Cassì, raro esempio di ferma convinzione politica: amoreggia con Lombardo, corteggia e si fa corteggiare da Forza Italia, esclude la DC di Totà Cuffaro e Ignazio Abbate dalle sue frequentazioni, insite a bussare alla porta di fratelli d’Italia, dove, si dice, sono fermi per non farlo entrare. Senza tralasciare, naturalmente, l’inciucio con il Pd di Nello Dipasquale, questo, però, senza speranze di matrimonio.
Ma, del resto, sarebbe una comica vedere Cassì in Fratelli d’Italia, o in un altro partito a parte il fatto che, dopo tutto quello che ha detto dei partiti, per primo lui, per coerenza, dovrebbe astenersi dal pensare di farne parte.
Surplace anche dei tanti componenti della coalizione di maggioranza al Comune di Ragusa, aspiranti alla candidatura a sindaco, almeno tre sulla carta, un surplace con speranze solo per quei candidati che troveranno, eventualmente, sponda nei partiti importanti di centro destra, solitamente senza un candidato sicuro del partito
Apparentemente la politica è ferma, ma in effetti la competizione è in corso, è solo il momento del surplace.
