Pomeriggio illuminato dal sole, a Marina di Ragusa, per Cassì e l’assessore Giuffrida

Una Marina di Ragusa già brulicante di villeggianti e vacanzieri ha accolto i vertici dell’amministrazione e della maggioranza del sindaco Peppe Cassì, per due brevi cerimonie riguardanti la frazione balneare.
In piazza Torre, con la spiaggia ancora piene di bagnanti alle 19, sono state issate la Bandiera Blu e quella Verde, assegnata dai Pediatri italiani, per la qualità delle spiagge in riferimento alle esigenze dei piccoli bagnanti.
Con il sindaco e l’assessore Giuffrida, il residente del Consiglio, Ilardo, il capogruppo di maggioranza, Tumino, l’infaticabile Nunzio Basile, il consigliere Antonio Tringali, alcuni componenti delle squadre di salvataggio a mare della protezione civile.
Un momento a stretto contatto con i cittadini, fra salvagente e ombrelloni, per fare sventolare sulla costa il vessillo di un riconoscimento importante per la frazione balneare.
Una frazione balneare che vive sugli allori del lavoro delle passate amministrazioni che ne hanno fatto un centro di eccellenza della costa mediterranea siciliana.
L’attuale amministrazione, solo ora, quasi al termine del primo mandato, concretizza alcune realizzazioni, grazie anche al momento particolarmente favorevole per intercettare finanziamenti, e alla progettualità fertile dell’ufficio tecnico.
Una seconda pista ciclabile realizzata, la riqualificazione del lungomare Andrea Doria, da piazza Duca degli Abruzzi a piazza Malta, già avviata, il progetto di allargamento della vecchia pista ciclabile, già finanziato, i lavori che volgono al termine per l’impianto sportivo di via delle Sirene, costituiranno il curriculum dell’amministrazione relativamente a Marina di Ragusa, anche se non tutte le opere citate potranno essere consegnate prima della fine del mandato.
Sono opere importanti per una Marina di Ragusa che, in fondo, ha già tutto, serve solo migliorare i servizi, il trasporto pubblico, inesistente, la mobilità da rivedere, i parcheggi, eternamente contesi da residenti, vacanzieri e turisti. Occorre maggiore attenzione per l’ordine pubblico, ma non dipende solo dall’amministrazione, serve lavorare per la vivibilità del centro marinaro, ma bisogna ammettere che è una partita persa in partenza perché Marina di Ragusa, da tranquillo centro di villeggiatura, naturalmente più animato nella stagione estiva, si è ormai trasformato, in maniera irreversibile, nel regno della movida, degli esercizi di ristorazione e di somministrazione, un carosello infernale di dehors e tavolini che invadono ogni angolo, di biciclette e monopattini che ti sfiorano all’improvviso, di vecchie abitazioni trasformate, non si sa se in linea con le normative in opinabili locali pubblici..
In queste condizioni, la valenza di una amministrazione non va verificata sulle opere realizzate o da realizzare, quanto nelle capacità di offrire e gestire l’ordinario, a cominciare dalla pulizia del centro abitato, dalle manutenzioni, dai controlli, e nelle capacità di saper gestire le diverse istanze di residenti, vacanzieri e turisti, commercianti e operatori del settore ricettivo.
Non è una partita facile, e lo si potrà verificare dalle condizioni che presenterà, al termine della stagione, una struttura riqualificata, anche questa, ieri pomeriggio, mercoledì 13 luglio, consegnata alla pubblica fruizione.
Sono stati riaperti i bagni pubblici di via Caboto, una struttura importante per il decoro e la vivibilità della frazione, chiusa da tempo anche per i danni provocati da atti vandalici e incuria.
L’assessorato ai lavori pubblici ha provveduto ad una riqualificazione attenta, locali luminosi, elegantemente arredati, con spazi, oltre a quelli consueti, per diversamente abili e neonati.
Una riqualificazione fortemente sollecita dal Comitato Andrea Doria, già dallo scorso mese di dicembre, che costituirà la cartina al tornasole per Marina di Ragusa: dopo gli importanti lavori per la riapertura serve ora che l’amministrazione riesca ad assicurare una gestione efficace e funzionale della struttura, con personale adeguato, numericamente e professionalmente, per i servizi di controllo, pulizia e manutenzione, senza i quali la struttura andrà, di nuovo, in malora.
Servirà anche il comportamento civile degli utenti che dovranno stare attenti e contribuire al mantenimento degli standard minimi di pulizia e decoro, al netto di eventuali atti vandalici, purtroppo diffusi in questo tipo di strutture.
Viviamo in’epoca infernale, vedere le porte di ferro in una struttura che dovrebbe essere aperta ininterrottamente nelle 24 ore, è il segnale dei tempi, all’amministrazione il compito di fare sì che ogni tipo di disagio venga contenuto, controllato e monitorato.

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