Prende forma l’Ecomuseo, perno del progetto culturale dell’amministrazione Cassì

Le avvisaglie di sempre più insistenti richieste di notizie sulle strategie e sulle attività legate alla cultura e ai beni culturali hanno indotto il Sindaco Cassì a diramare una serie di comunicati per informare sulle azioni che si stanno portando avanti.
Un primo comunicato riguarda il progetto dell’Ecomuseo, iniziativa che il Sindaco Peppe Cassì, primo sostenitore, vuole porre come uno dei punti fondanti del progetto culturale dell’amministrazione.
Un progetto che, sin dal primo momento, si è voluto condividere con la cittadinanza e con i portatori di interesse, per concordare metodologie di funzionamento, tappe e obiettivi, nel contesto di un confronto aperto per sviluppare sinergie e partecipazione, elementi fondamentali per lo sviluppo ecomuseale.
Una idea di offrire, prima di tutto agli stessi ragusani, coinvolgendoli, la possibilità di scoprire il loro straordinario patrimonio, perché ognuno di loro diventi ambasciatore del nostro territorio e della nostra identità
L’Ecomuseo Carat rientra proprio in questo obiettivo: è un’istituzione culturale “vasta”, che vive grazie alla partecipazione della sua comunità.
Dopo i primi mesi di lavoro istituzionale e di progettazione, a luglio e a settembre dello scorso anno ci sono stati i primi appuntamenti per coinvolgere associazioni, privati, aziende, istituzioni, cittadini interessati a partecipare. Poi, un incontro nell’aula consiliare, a dicembre.
Da lì, nessuna nuova, in queste ore la nota per un resoconto delle ultime attività portate avanti dal Comitato tecnico-scientifico dell’Ecomuseo.

Dopo l’ultima assemblea ecomuseale svoltasi presso l’aula consiliare il 18 dicembre scorso, il lavoro dell’Ecomuseo Carat è proseguito sia attraverso le attività portate avanti dalle quattro commissioni consultive – Architettura e arte, Ambiente, Tradizioni, Storia locale, sia da parte del Comitato tecnico-scientifico.
Della costituzione delle Commissioni si era parlato, ma non ci sono state comunicazioni ufficiali sui componenti e sulle competenze specifiche di ognuno dei 60 membri che ne fanno parte.

I 60 membri delle Commissioni hanno infatti sviluppato dei tavoli di lavoro sui seguenti mirati ambiti di ricerca e valorizzazione:

-CARCARE: attraverso rilievo grafico e fotografico, analisi geologica e dello stato di conservazione, il tavolo sta realizzando uno studio approfondito sulle Carcare di Vallata S. Domenica.
Conclusa questa fase, grazie al contributo di associazioni escursionistiche, il modello di ricerca sarà applicato a una scala più vasta realizzando il censimento di tutte le carcare del territorio.
Fin da ora i cittadini sono invitati a segnalare, attraverso l’invio di coordinate Google, la presenza di fabbricati riconosciuti come carcare contribuendo così al censimento ancora in atto.

-DIDATTICA: il gruppo è al lavoro per la realizzazione di un video informativo dell’Ecomuseo destinato alle scuole. Obiettivo dell’iniziativa è quello di divulgare il progetto ecomuseale tra studenti e insegnanti al fine così di elaborare insieme un programma didattico da condividere con le scuole di vario ordine e grado.

-ARCHIVIAZIONE E CATALOGAZIONE: raccolta di documentazione cartacea, testimonianze scritte, fotografiche e video dal valore storico è fondamentale alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dell’Ecomuseo Carat.
L’archivio sarà allocato provvisoriamente nella sede della direzione dell’Ecomuseo Carat in via San Vito, in attesa della costituzione della biblioteca ecomuseale, aperta al pubblico.
Arricchita con i contributi volontari di tutti i cittadini che avranno voglia di condividere materiali idonei, la raccolta sarà organizzata attraverso un sistema di catalogazione ufficiale.
Per tale motivo si è provveduto a fare richiesta per il SIGECWEB (sistema di catalogazione MIBACT per i beni materiali che consente di acquisire anche il titolo di Ente Catalogatore).

-SITO WEB: è in corso la raccolta della documentazione grafica, fotografica, testuale e multimediale dei beni materiali ed immateriali dell’Ecomuseo Carat, anche attraverso l’attivazione di partenariati con associazioni, da pubblicare sul nuovo sito web.

-SENTIERISTICA: realizzazione della mappa della sentieristica con la collaborazione di associazioni escursionistiche, dell’Ordine degli Agronomi e dell’Ordine dei geologi. L’obiettivo è la stesura di progetti per la manutenzione e la segnaletica dei percorsi a piedi, in bici, in fuoristrada.

-ENOGASTRONOMIA: raccolta e catalogazione delle ricette tradizionali e di famiglia, anche attraverso l’attivazione di un partenariato con la Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea.

La nota continua informando che il Comitato tecnico scientifico dell’Ecomuseo Carat è al lavoro su nuovi quattro obiettivi ed in particolare:
– Allargamento dello stesso con le figura di un antropologo o di un etnologo da individuare attraverso una manifestazione d’interesse in via di redazione;
– Attivazione di una sinergia stabile e proficua con le associazioni del territorio attraverso la sottoscrizione di partenariati;
– Realizzazione di un sistema di Orti urbani con frutteto comune da mettere a bando per dare a privati cittadini la possibilità di tornare a coltivare all’interno della Vallata S. Domenica recuperando la sua antica funzione, garantendo manutenzione al sito e offrendo alla collettività l’opportunità di beneficiare di una coltivazione diretta in pieno centro storico;
– Realizzazione di un’idonea segnaletica ecomuseale che testimoni storia e peculiarità della Vallata S. Domenica lungo i suoi percorsi.
Le tabelle saranno bilingue e fornite di QR-code per accrescere l’esperienza e il coinvolgimento.

In generale, come in altri settori, carente la comunicazione, tardiva, lacunosa, tanto che nella nota non si fa cenno di quello che lo stesso Sindaco ha definito come avvio della forma dell’Ecomuseo: il finanziamento da 5.000.000€ dedicato a potenziare e riqualificare tutto il territorio rurale con particolare riguardo al potenziamento e alla riqualificazione della viabilità di accesso alle masserie, ville rurali, torri e altri contesti di interesse architettonico della campagna ragusana.
Un progetto di grande valenza, redatto dall’ing Corallo con la collaborazione del geom. Guardiano, basilare per il progetto dell’Ecomuseo, stranamente non citato come colonna portante del progetto stesso, forse perché non realizzato dai protagonisti di questa avventura che è bene ribadirlo, non può essere certo affidata all’azione di una élite ristretta.
Per questi stessi motivi, servirebbe maggiore coinvolgimento dell’assessore allo sviluppo di comunità, dell’assessore al turismo e di quello allo sviluppo economico, per concordare azioni sinergiche atte a valorizzare i primi passi per l’Ecomuseo che, come ricorda il Sindaco, ha bisogno di tempo, almeno tre anni, per essere riconosciuto dalla Regione, periodo durante il quale non si può restare solo imbrigliati nell’azione di progettazione.

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