Primi accenni di comunicazione per la campagna elettorale, si parte malissimo

Se in politica, quella piccola locale, è importante la comunicazione, questa diventa essenziale in campagna elettorale.
A livello dei personaggi politici locali la comunicazione è considerata un luna park, dove si passa da una attrazione all’altra, da un comunicato all’altro, prevalentemente per farsi vedere, per farsi sentire, come quando sugli aerei della battaglia spaziale si salutano i genitori e gli amici dalle alte quote.
Logico che se sono tollerabili le esibizioni comunicative in tempo di pace, diventano poco sopportabili, latori di confusione, i comunicati in campagna elettorale. E sotto questo aspetto, a campagna non ancora iniziata, per la corsa a sindaco di Ragusa, si parte malissimo.
Non ci sono ancora idee chiare, sullo schieramento e sulla formazione da mandare i campo, in nessuna delle coalizioni: Cassì attende di capire quali saranno gli alleati e con quali armi vorranno combattere, Spadola attende ancora la coalizione di centro destra, Schininà avrebbe praticamente chiuso, ma come un aereo sulla pista lascia porta aperta e scaletta ancora accostata all’aeromobile, Firrincieli corre da solo ma c’è l’incognita delle sinistre, importante perché io posso voler votare per i 5 Stelle ma non mi va la presenza del senatore Battaglia, posso capire come si andrà avanti?
In queste condizioni è prematuro passare ai comunicati.
Per cui passi in avanti sono fuori luogo e passibili di analisi critiche.

Il candidato Firrincieli esordisce copiando il compitino dal compagno di banco, ripercorre la strategia del sindaco di Ragusa senza autorevolezza politica, che deve far sentire la propria voce.
Linea che va bene per il candidato Schininà, che esordisce ora sul palcoscenico della politica locale, ma lascia basiti perché Firrincieli è da 5 anni consigliere comunale e, quasi mai, ha tirato fuori questo handicap del sindaco Cassì, e meno che mai si è interessato di aeroporto di Comiso.
Un esordio comunicativo dei più infelici, che, come sarà per altri comunicati che verranno, da tutte le parti politiche, non tollereremo come comunicazione dannosa per una campagna elettorale seria.

Firrincieli si chiede perché Cassì non interviene sul mancato coinvolgimento del capoluogo ibleo per la questione aeroporto di Comiso.
Ma quando mai l’aeroporto di Comiso è stato nell’agenda dei sindaci della città, compreso il sindaco 5Stelle?
IL grillino cita la riunione di mercoledì 8 marzo a Palermo, nella quale il presidente della Regione, Renato Schifani, metterà attorno a un tavolo l’amministratore delegato della Sac di Catania Nico Torrisi, il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e il dirigente del dipartimento Salvo Lizzio. Ma perché non si preoccupa del mancato invito per la sua ritrovata sodale, on.le Campo, che avrebbe avuto più titolo a partecipare che non il sindaco di Ragusa?
Cassì tace sull’aeroporto comprendendo come tutto graviti attorno a Catania, alla SAC, alle Camere di Commercio che ne detengono buona parte azionaria, sapendo di non poter interferire su uno scalo dove Ragusa non si è preoccupata mai di avere nemmeno un modesto 1%.
E poi, l’aeroporto è stato sempre nelle mani dei comisani, dei comunisti quando amministravano la città e preferirono consegnare lo scalo a Catania piuttosto che a Milano, illusi di avere un orticello da coltivare, oggi nelle mani di un sindaco di centro destra, che pende dalle labbra di Giorgio Assenza, che nulla hanno sollevato di proteste, contro la totale indifferenza dell’ex Presidente Musumeci e che nulla eccepiranno alle strategie dell’attuale Presidente.
Per quanto non fatto per l’aeroporto di Comiso, il sindaco Schembari e l’on.le Assenza dovevano dire a Musumeci: “Torna a casa”, invece il presidente era sempre ossequiato quando arrivava sul territorio e di aeroporto nemmeno si prendeva l’argomento.
Come al solito si irride il sindaco per la sua scarsa autorevolezza e per il silenzio sull’argomento, ma manca di sottolineare, e ora è obbligato a farlo, ‘Cosa farebbe al posto del sindaco in carica?
Come riuscirebbe a trasformare Comiso in un hub mediterraneo del cargo e cosa suggerisce Firrincieli per nuove rotte, per incentivare il traffico nazionale e internazionale, per rendere concreta la continuità territoriale?
Fra poco ci vorranno non attacchi all’attuale sindaco ma proposte concrete e anticipazione delle politiche che si vorranno attuare in caso di elezione a sindaco della città.

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