Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di precisazioni del prof. Paolo Antoci in relazione al nostro articolo sui commenti dello stesso a margine del resoconto della Processione del Corpus Domini, inserita nel contesto delle celebrazioni liturgiche per i festeggiamenti della Natività di San Giovanni Battista:
Spettabile Redazione di RagusaLibera,
In merito a un vostro articolo: “Corpus Domini in Cattedrale e iniziative per la Natività di San Giovanni Battista”, pubblicato online il 19 giugno c.a., mi sono permesso di esprimere una mia brevissima e personale – e sottolineo personale – riflessione commentata su Facebook il giorno seguente.
È ancora a titolo personale che rispondo ulteriormente per delle giuste chiarificazioni onde evitare così ulteriori e sterili risonanze di rilevanza comunitaria.
Come già pensavo di aver chiarito con un secondo commento sul social, ritorno a dire che la processione del Corpus Domini della Cattedrale è già un evento a sé stante, organizzato dal Vicariato foraneo e non dal Comitato festeggiamenti patronali.
È sì una coincidenza quest’anno, ma che di norma non ha nulla a che vedere con i consueti festeggiamenti della Natività del Battista. Punto e basta!
Nessuna critica negativa quindi al “Campanile della Cattedrale”, nessun risentimento, nessuna pretesa, ma solo una semplice sottolineatura per l’inesatta espressione comunicativa.
Nessuna polemica poi da parte dello scrivente su patronati e delle continue storie campanilisticofolkloristiche ragusane. Semmai, al contrario, i vostri interventi mi sono sembrati e li ho ritenuti inappropriati all’articolo e al mio commento. Per tale motivo mi sono permesso di esprimere e chiudere con un mio disappunto, seppur apparso a voi offensivo; di questo me ne riguardo e, se tale è stato recepito, esprimo le mie scuse.
Mi ha sorpreso invece, e mi ha rammaricato del tutto, il successivo articolo da voi pubblicato con firma Cesare Pluchino: “I sangiorgiari non ammettono la concomitanza del Corpus Domini con la Natività di San Giovanni Battista”.
Già il titolo-effetto mette in cattiva luce le tante persone che ignorano il tutto e ai quali non interessa il fatto. Anche l’incipit del testo giornalistico è alquanto distorto: “Ennesima provocazione dei sangiorgiari che rivendicano il titolo di patrono della città per il santo del quartiere di Ibla”.
Voglio così precisare, per correttezza e rispetto di tutti – sangiovannari e sangiorgiari – che nessun comunicato stampa, pubblico e ufficiale, da parte sangiorgiara ha mai affermato simili dichiarazioni.
A mio parere, credo che la vexata quaestio sui patronati dei due santi martiri da voi sollevata si è mostrata completamente fuori luogo; quasi “ingiusta” l’aver poi addossato agli ignari sangiorgiari l’ennesima provocazione con la quale essi rivendicherebbero il titolo di patrono della città per il santo del quartiere di Ibla.
Vi ringrazio che, dopo avermi giudicato “ineducato”, abbiate poi tempestivamente cambiato opinione presentandomi alla collettività come “sangiorgiaro eccellente”; ritengo però che uno scritto giornalistico improntato su un commento personale, pare sia stato un po’ eccessivo e forse quasi tendenzioso a suscitare probabili risentimenti e divisioni tra i fedeli.
Mi piace concludere con un insegnamento della Chiesa sull’uso dei mezzi di comunicazione sociale, la quale afferma: “L’informazione attraverso i mass-media è al servizio del bene comune. La società ha diritto ad un’informazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà: « Il retto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera e, salve la giustizia e la carità, integra; inoltre, nel modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità dell’uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro divulgazione » (cf. CCC 2494).
Credo che i ragusani siano interessati a conoscere ben altre notizie e altre questioni ben più gravi e più importanti; soffermarsi sulla risonanza di commenti personali e delle relative discussioni che via via ne nascono nel famoso social Facebook, lascia il tempo che trova, però – ahimè – così facendo, si è dato importanza più al problema e non alla soluzione. Cordialmente
prof. Paolo Antoci
Accolte le precisazioni del prof. Antoci, non ci possiamo esimere dal chiarire:
Riguardo all’evento del Corpus Domini, come scritto nel comunicato della Cattedrale, e come da noi riportato fedelmente, si può leggere che “è stato inserito nel contesto del calendario delle iniziative programmate per la solennità della Natività di San Giovanni Battista”, cosa che nel commento è stata giudicata “appropriazione indebita ed esagerata”.
Non si faceva nessun cenno al Comitato dei Festeggiamenti Patronali
Le rimostranze, nell’ambito dei commenti, per una reazione considerata spropositata e inappropriata, perché la Cattedrale non può essere accusata di ‘appropriazione indebita’, ancorché immateriale, venivano tacciate di atteggiamento provocatorio e assimilabile a ‘dispetti infantili’, per i quali si rispondeva, facendo rilevare mancanza di educazione per l’approccio confidenziale e irriverente.
Il riferimento ai sangiorgiari non era, naturalmente, riferibile a TUTTI i sangiorgiari, come ampiamente desumibile all’interno dell’articolo, per quanto considerando che nessuno dei commentatori, oltre al prof. Antoci, ha precisato di esprimersi a titolo puramente personale.
A ulteriore chiarimento della questione, i commenti sono stati postati sulla pagina facebook del giornale online e non su un profilo personale, assumendo, quindi, la valenza di commenti all’articolo
Quanto ai riferimenti alla ‘verità’ nella comunicazione, è quella che abbiamo sempre auspicato in merito alla secolare querelle sull’oggetto del contendere.
