La propaganda politica ha raggiunto, ormai, vette impensabili. Chi è dalla parte del governo cita ogni misura per affermare la valenza del lavoro svolto, anche criticando i governi precedenti composti, più o meno, dalle stesse forze politiche, peraltro di appartenenza-
L’on.le Lorefice, del Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, esalta la misura dell’indennità accessoria per il personale dei Pronto Soccorso.
Misura sacrosanta, meritatissima, ma che non risolve i problemi delle emergenze negli ospedali: i 5 Stelle sono al governo dal 2018 ma nessun provvedimento è stato mai affrontato in tema di personale dei pronto soccorso, in tema di scuole di specializzazione, in tema di riordino della sanità di base e di quella territoriale.
Per il lavoro che fanno, alcuni professionisti della medicina hanno stipendi da fame, per i turni massacranti che affrontano sono malpagati.
L’on.le esulta per la misura che va a premiare l’impegno di chi ogni giorno si confronta con situazioni di emergenza, ma non pensa minimamente a risolvere i problemi, considerando nella gratifica anche i disagi per le minacce e le aggressioni rivolte proprio contro chi rappresenta la prima linea nel nostro Servizio sanitario nazionale. Ma per questi episodi non chiede la presenza delle forze di polizia nei pronto soccorso che dovrebbero essere presidiati dall’esercito visto quello che succede.
La propaganda raggiunge vette somme quando, poi, l’on.le Lorefice afferma che il provvedimento gioverà anche agli ospedali della provincia di Ragusa, dove i reparti di pronto soccorso sono sotto pressione e scontano una preoccupante carenza di personale.
in pratica, con qualche soldo in più, si elimineranno le code al pronto soccorso!
Un altro teatrino della comunicazione lo armano sempre i 5 Stelle, questa volta siciliani dell’ARS. Dimenticano, per un attimo, di essere all’opposizione del governo Musumeci dovendo trattare dei nuovi treni in Sicilia, per i quali si sarebbe dato da fare il sottosegretario Cancelleri.
Un piccolo passo per l’ammodernamento trasporto ferroviario in Sicilia che si deve, indiscutibilmente a Cancelleri, che si sta impegnando per recuperare il ritardo col resto del Paese, anche per le opere viarie.
Il capogruppo 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana dice che i siciliani hanno gli stessi diritti di tutti gli altri italiani.
Allora vorremmo chiedergli: “I ragusani hanno gli stessi diritti degli altri siciliani?”
Si parla di un progetto che dovrà portare in Sicilia i treni Frecciarossa, si accenna alla tratta Trapani via Milo, al raddoppio della Messina-Catania-Palermo e al potenziamento della Agrigento-Palermo.
Nel sud est della Sicilia tutto resta fermo al passato, cioè domina il nulla per un trasporto ferroviario che fa solo ridere.
Per lo stesso Frecciabianca, Cancelleri si è preoccupato di farlo passare da casa sua, tutto il resto della Sicilia è dimenticato.
Commovente, però, l’accenno del capogruppo De Caro quando parla di risultati imminenti per la Ragusa- Catania, sappiamo solo che prima del 2022 dovevano aprire i cantieri, secondo dichiarazioni proprio di Cancelleri, oggi è lecito dubitare che l’opera sarà realizzata.
Ci piacerebbe conoscere, in merito, il parere dei 5 Stelle di Ragusa, quali le loro valutazioni sull’argomento e quali le valutazioni sugli esponenti regionali del partito.
Anche per la presentazione del Frecciabianca, Cancelleri e Falcone hanno fatto a gara per esaltare i nuovi collegamenti, il 5 Stelle ha rimarcato come dalle 10 ore per andare da Catania a Roma con l’interecity si passa a 7 ore con il Frecciabianca, vantando la spesa di quasi nove miliardi di euro per il raddoppio della linea Messina-Catania-Palermo, mentre, da noi, si viaggia ancora con la littorina.
L’assessore ha passato in rassegna i nuovi treni che arriveranno in Sicilia, altri 2 treni Pop fra un mese, entro marzo arriveranno 10 treni bimodali per le nuove tratte, ad agosto altri 12 treni bimodali per arrivare totalmente a 47 nuovi treni.
Per le fasce meno servite, indicate da Falcone nelle linee su Caltanissetta, il Siracusano, il Ragusano, la Alcamo-Trapani, Caltagirone, si chiederà aiuto al governo nazionale, in pratica se gli interventi citati sono previsti per il 2026, per i nostri territori se ne parlerà quando Falcone sarà in pensione, quindi, al momento, solo propaganda.
Per non dire dei commenti realistici di quanti correggono i tempi dell’intercity, 9 ore e non oltre 10, come detto da Cancelleri, del Frecciabianca che sulla tratta Catania Palermo fa risparmiare solo 15 minuti, accennando alla mancata fermata all’aeroporto di Catania, al minimo risparmio di tempo sulla Catania-Messina, non dovuto al treno veloce ma alla eliminazione di alcune fermate, addirittura manca Taormina.
Per restare in tema di propaganda, c’è da sorridere, per non commuoversi, per la replica dell’assessore Falcone ai rilievi dell’on. le Dipasquale: Falcone parla di amici del PD, ci va con delicatezza per evitare controrepliche più dure, che non sarebbero onesti intellettualmente nel disprezzare quanto il governo regionale ha fatto per il territorio ragusano.
Parla della Siracusa Gela, riacciuffata per i capelli ma della quale il territorio gode solo di un tratto cieco di 5 chilometri, che non serve a nulla e a nessuno, torna a parlare della Ragusa Catania per la cui realizzazione i soldi li avrebbe messo la Regione (noi sapevamo che una consistente parte messa dalla regione era solo un anticipo su fondi da acquisire NdR), cita il finanziamento approvato, in attesa del progetto, per il porto di Pozzallo, ma non parla degli altri porti, conclude con la metroferrovia di Ragusa che, a giorni, andrà in gara, parlando di 40 milioni, dimenticando che 18 sono dello Stato, fondo per le periferie, e che la Regione si è impegnata per 23, soldi che non saranno gestiti dal territorio ma da RFI.
Quando vedremo la Siracusa Gela fino a Ragusa, la metroferrovia in funzione da Ibla a Donnafugata, e aperti i cantieri della Ragusa-Catania, forse, potremo riconoscere la parte dei meriti all’assessore Falcone.
Fino ad allora emarginati siamo ed emarginati resteremo.
