Qualità della vita: Ragusa scende in classifica di 7 posti, 100esima su 107

La lettura del Direttivo di Territorio di Territorio Ragusa che intravede precise responsabilità di chi amministra per le numerose criticità che emergono dalle ultime classifiche sull’ambiente e sulla qualità della vita, rispettivamente l’Ecosistema Urbano di Legambiente e Sole 24 ore e quella sulla Qualità della Vita di Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma.

Molti sottovalutano l’importanza di queste indagini che passano in esame le 107 province italiane, come fa Italia Oggi o i 104 capoluoghi come fa Il Sole 24 ore.
Ancora, dopo anni, la Sicilia non riesce a smarcarsi dalle posizioni di fondo classifica né i singoli amministratori locali riescono a correggere la tendenza di alcuni indicatori che, più facilmente di altri potrebbero far conquistare posti in classifica.
Segno evidente di una scarsa considerazione per queste indagini statistiche che alla fine rappresentano il livello di qualità che c’è in Italia in vari settori, ma soprattutto, per alcuni amministratori, manca la volontà di cambiare veramente le cose.
Questa classifica della Qualità della Vita di Italia Oggi assume un a certa valenza perché è l’ultima pre COVID e costituirà, per molto tempo, l’ultima raccolta di dati attendibile prima del caos pandemico.
Già in questa indagine che si riferisce al 2019, le nove tradizionali dimensioni di analisi, affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione e formazione, popolazione, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, sistema salute e tempo libero, con 16 sottodimensioni e 85 indicatori di base, sono stati integrate da tre indicatori attuali sulla mortalità e sull’incidenza dei casi di covid-19.
Per quello che ci riguarda, Ragusa è al posto n. 100, un calo di 7 posizioni rispetto all’anno precedente, quart’ultima delle province siciliane, prima di Enna, Siracusa e Agrigento.
Una posizione che ammette poche giustificazioni e addossa precise responsabilità agli amministratori che non sono riusciti ad imporre una benché minima inversione di tendenza.
Emergono precise carenze, anche del solo capoluogo, per alcuni indicatori che solo ad esso di riferiscono, evidenziate da posizioni non accettabili.

Ragusa per quanto riguarda Affari e lavoro naviga nelle parti basse della classifica, (86), per tasso di occupazione (83), protesti (93), numero di startup (97), disoccupazione (89), buone la posizione 19 per numero di imprese su 1.000 abitanti e la 21 per il numero di imprese cessate.

Per l’ambiente, posto n. 85, ottima posizione (5) per la presenza di biossido di azoto e PM10 (24), posizione n. 37 per raccolta rifiuti.
Poi ci sono alcuni indicatori che sono riservati al capoluogo, posto 98 per piste ciclabili, 38 per zone pedonali, 55 per la disponibilità di verde, mentre scendiamo al posto 96 per la densità di verde.
Arcinoto il deficit del trasporto pubblico che ci vede al terz’ultimo posto in Italia, (105), anche per la raccolta differenziata la classifica ci vede al posto 85.

Qualche perplessità sull’analisi per l’interpretazione dei dati per Reati e sicurezza, posto n. 86, siamo al 69 per omicidi volontari, al 100 per omicidi colposi, 59 per tentati omicidi, 95 per lesioni e percosse, 74 per violenze sessuali, addirittura al posto 104 per sequestri di persona, 64 per traffico droga, 86 per sfruttamento prostituzione. Per il resto posizioni medie per scippi (23), furti auto (79), furti in appartamento (50), estorsioni (49), rapine (36), truffe (23).

Per la sicurezza sociale siamo al posto n. 98, 46 per infortuni sul lavoro, 42 per morti per tumore, 98 per incidenti stradali, 43 per i suicidi, 85 per la disoccupazione giovanile nella fascia 15/24 anni.
Penultimo posto per reati sessuali contro minori (106), solo al posto 10 per numero di disabili, 33 per malati di COVID (questo dato aggiornato al giorno 8 novembre.

Per l’istruzione e formazione siamo al posto 99, 105 per partecipazione alla scuola dell’infanzia, 99 per numero di diplomati, scarsi in competenze alfabetiche (85) e numeriche (82) degli studenti.

Per numero di popolazione ci troviamo al posto n. 4 in classifica, 61 per densità demografica, 13 per emigrati, 22 per morti ogni mille residenti, 82 per presenza immigrati, posto n. 6 per nati ogni 100 abitanti.

Per la dimensione di analisi ‘salute’, siamo al posto 37, 50 per posti letto di specialità, 26 per apparecchiature diagnostiche, 61 per posti letto di ostetricia, 27 per strutture di cardiologia e terapia intensiva coronarica, 83 per strutture di neonatologia, 39 per oncologia, 46 per acceleratori lineari, posto n. 3 per Gamma Camere, 25 per risonanza magnetica ma al posto 93 per TAC .

Il tempo libero vede Ragusa al posto n, 82, 84 per strutture turistiche, 66 per strutture per il tempo libero.
Posizione 69 per agriturismo, 64 per alberghi, 89 per ristoranti, 101 per bar e caffetterie.
Posizione 47 per i cinema, 76 per palestre, 89 per associazioni culturali, 27 per librerie.

L’ultima dimensione di analisi, quella di reddito e ricchezza ci pone nella posizione 97, 103 per reddito medio, 101 per la retribuzione da lavoro dipendente, 100 per il livello pensioni, 102 per ricchezza patrimoniale.
Siamo al posto numero 3 in Italia per prezzo conveniente al mq di un appartamento in zona semicentrale, posizione n 74 per prezzi al consumo, 60 per sofferenze bancarie delle famiglie, 89 per le pensioni di basso importo.

Questa lettura che il Direttivo di Territorio Ragusa ha voluto stilare della classifica di Italia Oggi e dell’Università La Sapienza di Roma per la Qualità della Vita 2019, merita di essere analizzata in maniera competente ed esperta al fine di trovare soluzioni e iniziative per migliorare la posizione nella classifica.
Amministratori, partiti politici e organizzazioni di settore devono fare la loro parte per uscire dall’isolamento che appare più grave per deficit strutturali ormai consolidati, alla luce dell’analisi globale che non vede più la classica distinzione di posizioni fra nord e sud ma conferma il posizionamento delle province siciliane nel fondo della classifica.
Non tutti gli ambiti d’analisi possono essere oggetto di interventi diretti per risalire in classifica, ma vedere la nostra provincia al posto 97 per nuove start up, al posto 85 per la raccolta differenziata dei rifiuti, il capoluogo al posto 98 per piste ciclabili, 105 per il trasporto pubblico, deve far pensare che mancano adeguate misure da parte di molti amministratori.
E da questi dati negativi gli amministratori interessati debbono partire per un lavoro obbligato a risalire la china, del tutto evidente che, anche in altre classifiche, i dati riferiti, per esempio, al capoluogo esprimono chiaramente dove sono le criticità e chi non vuole o non sa risolverle.

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