Quando non ci vuole un ministro per capire la situazione

Per il calcio dilettantistico tutto rinviato al 2021, il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora ha chiarito: “Non esistono le condizioni sanitarie per poter considerare la riapertura a dicembre, non esistono le condizioni per ripartire.”
Il Ministro ha garantito aiuti per tutti, l’idea del governo è quella di fermare il calcio dilettantistico, almeno fino a quando le criticità e la situazione sanitaria del Paese non garantiscono situazioni milgiori.
Si va incontro ad un periodo assai difficile, soprattutto per le società che hanno già sopportato costi non previsti, le condizioni attuali non fanno presagire tempi migliori in breve, anche perché, se ci sarà una ripresa, si dovranno fare i conti con la riatletizzazione dei giocatori e con un calendario che prevederà partite una dopo l’altra per recuperare i turni persi.

Di questa situazione, aveva fatto un quadro preciso, anticipando le conclusioni del ministro, il Presidente del Ragusa Calcio 1949, Giacomo Puma, che aveva tracciato una analisi lucida in una nota del 18 u.s. che riportiamo integralmente:

IL PRESIDENTE DELL’ASD RAGUSA CALCIO 1949 GIACOMO PUMA: “IMPROBABILE CHE SI POSSA RIPARTIRE PRIMA DEL NUOVO ANNO”

“Mi sembra improbabile che si possa ripartire prima del nuovo anno. Forse a febbraio.
Ma proprio per questo sarebbe opportuno che il comitato regionale della Figc pianifichi sin da ora una modalità sostenibile per andare avanti e completare la stagione, predisponendo anche delle agevolazioni per le società partecipanti, messe a dura prova da questa situazione di blocco che non consente alcuna programmazione”.

Lo dice il presidente dell’Asd Ragusa Calcio 1949, Giacomo Puma, prendendo atto che la pausa imposta dal Dpcm non sarà affatto breve.

“Anche perché – aggiunge – il numero dei contagi, proprio nella nostra realtà territoriale e nella nostra isola, continua a salire. E quindi non vedo in che modo si potrebbe ritornare in campo senza mettere a repentaglio l’incolumità dei nostri tesserati, circostanza che vogliamo assolutamente evitare.
Così come non avrebbe senso ritornare in campo senza pubblico. Il calcio, a questi livelli, è bello anche per questo motivo. Perché i tifosi di una determinata città si identificano con i colori della propria squadra e si danno da fare per sostenerla e incitarla. Fin qui abbiamo cercato di fare del nostro meglio per andare avanti, per predisporre progetti innovativi, per cercare di recuperare il tempo perduto. Ma adesso ci vuole un segnale dalla federazione che ci faccia comprendere quanto squadre come la nostra che militano nel girone B del campionato di Eccellenza siano importanti per la crescita futura del movimento in Sicilia.
Non si può fare a meno di riflettere sul fatto che sarebbe stato meglio non partire completamente.
Ma, allo stesso tempo, non ha senso piangere sul latte versato e, anzi, ci si deve mettere in moto sin da ora per preparare il terreno al futuro.
Per quanto ci riguarda, come società, siamo disponibili, e ritengo anche le altre, a fornire anche un supporto di idee e di prospettive su come e quando ripartire.
E’ necessario che si possa formare un tavolo, una sorta di cabina di regia, per predisporre un cammino, appena sarà possibile, che ci consenta di concludere questa tormentata stagione”.

Ragusa, 18 novembre 2020

Ultimi Articoli