Per quanto tempo Ragusa resterà senza ospedale? La situazione è più grave del previsto

Ci è stata propinata la balla che mancavano poche decine di ore all’apertura del nuovo ospedale di Ragusa: evidentemente i vertici, non solo il vertice dell’ASP, sono nel pallone e non controllano, ormai, la situazione.
Situazione che, attenendo alla sicurezza della collettività e ai rischi di carattere sanitario è di particolare rilevanza sociale, tale da esigere la massima attenzione da parte degli organismi preposti.
Dopo una riunione in prefettura, convocata dal rappresentante del Governo e alla quale hanno partecipato il Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, il Direttore Generale e il Direttore Sanitario dell’ASP, Aricò e Drago, e il Comandante dei Vigili del Fuoco, Aldo Comella, il primo cittadino ha emesso un comunicato, atteso e quindi apprezzato ma i cui contenuti non sono affatto rassicuranti.
Secondo quanto riporta la nota, le procedure amministrative necessarie per il trasferimento dei degenti dall’ospedale “Civile” al nuovo ospedale sono ancora in fase di definizione.
Per uscire dal linguaggio istituzionale, evidentemente, non si trattava solo del rilascio di una autorizzazione, perché, pare, potranno servire tempi lunghi per consentire l’apertura dei reparti ai degenti.
Si tratta di un fatto grave, come dice il Sindaco, perché è stato intrapreso un programma di trasferimento senza le necessarie autorizzazioni, si è smembrato un ospedale, di certo senza possibilità di tornare indietro, si sono spostati degenti, altri sono stati destinati ad altri ospedali del territorio, i ricoveri programmati sono stati rimandati, con una previsione di tempi che si aggirava sui 5 giorni, mentre, al  momento attuale, non si può nemmeno indicare quando la situazione sarà sbloccata.
A questo punto sarebbe importante capire se la responsabilità è solo del Direttore Generale, se ha fatto di testa sua, oppure ci sono altre responsabilità di quanti avrebbero assicurato che tutto sarebbe stato a posto alla data di chiusura della porta del Civile o, meglio, al momento del trasferimento del primo degente.
Senza mezzi termini, e in mancanza di necessari chiarimenti in merito, si può parlare di totale irresponsabilità nel contesto di inadeguatezza e incapacità nel ruolo.
Eravamo fra quelli che ascrivevamo, convintamente, al Direttore Generale il merito di aver attuato il colpo di mano per aprire il nuovo ospedale, senza il quale sarebbe rimasto, ancora per anni, come cattedrale nel deserto, ma non potevamo pensare che lo stesso, dopo un innegabile impegno costante per superare mille ostacoli, sia scivolato in leggerezze tali da inficiare tutto quanto di buono realizzato.
La politica, sulla quale, purtroppo, il manager si è adagiato e appiattito, ha fatto il resto, mettendo da parte, come sempre avviene, gli interessi della collettività per dare spazio alle più becere strategie di potere personale e di partito.
Al pari di chi non ha saputo valutare bene la situazione, sono colpevoli quanti hanno fatto passerella all’interno della nuova struttura, senza aver messo in atto i minimi controlli su quello che stava avvenendo.
Nella vicenda si sono poi inseriti avventurieri della politica e della comunicazione che hanno voluto propinare una realtà distorta all’opinione pubblica, non si sa per quali fini.
Come sottolinea il Sindaco di Ragusa, a completare il quadro ci ha pensato il Governo regionale, “che si conferma ancora una volta parte del problema e non della soluzione, con una deliberazione della Giunta di nomina dei commissari straordinari delle ASP siciliane che trasferisce Aricò a Palermo, sostituito da Lucio Ficarra.
Non sarebbe stato facile complicare un quadro disarmante come quello che stiamo osservando in questi giorni con la vicenda del trasferimento “sospeso” dell’Ospedale Civile, ma la Giunta regionale è riuscita a sorprenderci anche in questa occasione, modificando la proposta originaria avanzata dall’Assessore Gucciardi, a quanto si apprende dalla stampa, il quale aveva previsto la conferma dei manager attuali come commissari, e che, a questo punto, mancherebbe dell’autorevolezza necessaria alla difesa dei suoi provvedimenti in Giunta.

Parole pesanti da parte del primo cittadino che scivoleranno facilmente sulle facce di bronzo della politica, indifferenti, da tempo, alla qualità dell’assistenza sanitaria nella nostra città e nella nostra provincia.
Il sindaco si è impegnato, stante l’incapacità del manager di indicare una tempistica certa, di continuare a monitorare le diverse fasi del trasferimento, che dovrà avvenire secondo quanto previsto nel piano di riordino sanitario regionale, che include reparti allegramente ignorati dal Direttore Generale nel suo piano di riempimento del nuovo ospedale.
Manca l’UOC di Malattie Infettive, manca l’UOC di Neurologia per la quale il manager non ha tenuto ancora conto della sentenza del Tar Sicilia, che ha accolto il ricorso del Comune di Ragusa, mancano i reparti di Otorino e Oculistica, previsti nell’ospedale di 1° livello.
Una situazioni grottesca, che lascia il capoluogo senza ospedale, nella quasi totale indifferenza di tutte le forze politiche, addebitabile, per buona parte al Partito Democratico che, nei suoi vari livelli, Governo Regionale, assessorato regionale alla sanità, sesta commissione sanità dell’assemblea regionale siciliana e parlamentari regionali, non mostra tanto poca attenzione per la città quanto, piuttosto, una incapacità di fondo a rivestire i diversi ruoli, con danno diretto sulla collettività.
E di questo dovranno ricordarsi gli elettori, in tutto il territorio, già dalla prossima tornata elettorale, ricordando nomi e simboli di partito a tutela della propria incolumità.Al momento, grazie agli uomini del PD siamo l’unico capoluogo d’Italia senza ospedale: senza dubbio un primato.

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