Prevedibile la reazione di Legambiente Ragusa per le resistenze dei costruttori che, tramite l’associazione di categoria, intendono opporsi all’applicazione del nuovo regolamento edilizio.
Le nuove norme, introdotte dal Consiglio Comunale, su proposta del consigliere di Partecipiamo Giovanni Iacono, sono finalizzate al contenimento della risorsa idrica e prevedono tutta una serie di norme e di accorgimenti tecnici per gli impianti idrici, nelle nuove case e in quelle da ristrutturare.
I costi da sostenere, secondo i costruttori, sono eccessivi per delle modifiche agli schemi d’impianto fin qui utilizzati, che non consentirebbero i risparmi previsti per l’utenza, considerato i costi di impianto che dovrebbero essere sostenuti anche per quei progetti non ancora ultimati, alla data di entrata in vigore delle norme,
Diversa la posizione di Legambiente che giudica quella dei costruttori unicamente improntata al contenimento eccessivo dei costi di costruzione in funzione di un massimo guadagno, senza tenere conto di improrogabili esigenze ambientali che fanno intravedere disastri incombenti.
Sarà interessante seguire gli esiti della contrapposizione fra le nuove visioni di politica ambientale, che sono state introdotte grazie anche, nel caso del Comune di Ragusa, alla presenza di una amministrazione e di componenti del civico consesso sensibili alle tematiche ambientali, e le vecchie posizioni della politica ossequiosa alle richieste delle lobby di potere economico.
Questo il testo integrale della nota diffusa dal Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa:
I COSTRUTTORI EDILI DELL’ANCE CONTRARI AL RISPARMIO IDRICO A RAGUSA
Abbagliati dal denaro non riescono a vedere i disastri ambientali incombenti
Quattro anni fa ANCE Ragusa sottoscrisse insieme a CNA e a Legambiente, alla presenza del vicepresidente nazionale di ANCE , un documento sulla sostenibilità ambientale delle città che ci sembrava , allora, l’inizio di un percorso condiviso verso un minor consumo di suolo, la riduzione dei consumi energetici e di quelli idrici nell’ottica di nuove opportunità per le imprese, benefici per l’ambiente e vantaggi per i cittadini.
Rimaniamo perciò sgomenti alla notizia che ANCE Ragusa ha chiesto alla Regione Sicilia l’annullamento in autotutela della variante al regolamento edilizio di Ragusa che detta poche e sacrosante regole di risparmio idrico.
Dove è finita la responsabilità sociale delle imprese? ANCE Ragusa non si è accorta che l’acqua potabile è poca e soggetta a notevoli rischi e che va utilizzata con accortezza bandendo ogni spreco?
Non si è accorta che in mezza Italia c’è l’emergenza idrica e in diverse regioni è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, che in diversi comuni una volta ricchi di acqua c’è il razionamento dell’acqua e che la situazione in futuro peggiorerà a seguito del cambiamento climatico?
Eppure ANCE nazionale non è insensibile a questi problemi.
Nel dossier sugli ecoquartieri. curato dall’Ufficio Rapporti Comunitari dell’Ance e presentato a Bruxelles il 20 marzo 2013, indica come obiettivo ambientale da perseguire una migliore gestione dell’acqua (riduzione dei consumi e recupero dell’acqua piovana) , gli stessi introdotti nel regolamento edilizio del comune di Ragusa. Così come le abitazioni a risparmio energetico valgono di più anche, quelle a risparmio idrico seguono lo stesso andamento di mercato ed è assolutamente da stolti ignorarlo.
Invitiamo ANCE Ragusa a recedere dalla sua iniziativa di bloccare il regolamento edilizio sul risparmio idrico e all’amministrazione comunale di Ragusa di dare mandato all’ufficio legale di opporsi. E’ il minimo che possa fare una amministrazione che vanta sensibilità ambientali.
