“Con quel sorriso può dire ciò che vuole!”

Sfortunati i grillini di Ragusa, arriva il documento di istruttoria contabile della Corte dei Conti sul rendiconto 2014 e sul previsionale  2015 e quella che sarebbe stata una settimana di festeggiamenti verbali e di comunicazione integrata è svanita nel nulla, annientata dalla minchiata dell’anno di Luigi Dimaio, il fighetto, qua ci sta tutto, vicepresidente della Camera, che aspira a fare il Presidente del Consiglio, una sorta di Casini 3.0 senza il determinante substrato democristiano, quello che lo fotte.
Perché gli esponenti della Democrazia Cristiana ci prendevano elegantemente per il culo e di bugie ne hanno raccontato a centinaia, forse a migliaia.
Basti pensare a quello che ci hanno propinato per decenni per il porto o per la Ragusa – Catania, gente buona quella di Ragusa che accoglie ancora i politici che vengono da Palermo, dalla Regione, come per la festicciola di compleanno della Provincia, che, quando capiterà per l’Iiaugurazione della nonastellata sezione del nuovo movimento di Crocetta, accoglierà con tuti gli onori il Presidente della Regione, memore di quanto ha ricevuto dopo aver dato tanto in termini di voti.
Tante volte in televisione i leader grillini hanno sfoggiato le città amministrate da 5 Stelle, si è sempre parlato di Parma, di Livorno, poi sono venuti fuori Roma, Torino, Bagheria, Augusta, dappertutto sindaci indagati, con beghe di movimento alle calcagna, divisioni interne e scissioni nei meetup. Di Ragusa non si è parlato se non con un accenno, un sindaco intonso, una tenuta fondamentale del Movimento, i pochi fuoriusciti facenti capo agli assessori defenestrati non fanno testo, una sola la vera perdita per il Movimento, non ne stava parlando neanche DiMaio, ospite su La 7, quando gli viene in mente che Ragusa è all’avanguardia per i trasporti.
Ora va detto che anche la peggiore opposizione, e a Ragusa ne abbiamo una rassegna di eccellenza, avrebbe riso per l’assurdità della battuta, facilmente assimilabile, come ha sottolineato il nostro direttore editoriale in altra parte del giornale, agli effetti di una noiosa intossicazione alimentare.
Ma in settimana ci sono da attutire gli effetti della relazione della Corte dei Conti e non c’è migliore occasione, per colmare il deficit di argomentazioni, se non enfatizzare la sparata del vicepresidente della Camera.
Un’operazione facile per le opposizioni, abituate a disquisire sul nulla per ore, come quando fu delle pregiudiziali per le variazioni di bilancio, si inventeranno di tutto per sminuire l’immagine del Movimento e dei suoi esponenti, soprattutto dopo che un malaugurato sondaggio porta i grillini, in Sicilia, al 38 % e lascia il partito di governo al 10, figurarsi dove saranno gli altri.
E fedeli al voto della discussione sul nulla, addirittura, c’è anche la richiesta di un consiglio comunale aperto per discutere dei trasporti a Ragusa, come parlare di mare a Cortina o al Sestriere.
Ditegli che ha bucato e basta, è tanto assurda l’asserzione che non fa nemmeno divertire come battuta ironica.
Piuttosto piangiamo per i poveri pentastellati che non hanno nemmeno avuto il tempo di informare la stampa, solo l’assessore ci ha pensato, ma con un amico stretto, un fedelissimo secondo quanto riportano alcuni consiglieri.
Né l’apparato di comunicazione, anche quello dedicato al web, ha provveduto a dare fiato alle trombe per la notizia sullo strumento finanziario che sarebbe stata più penetrante dei soliti sopralluoghi.
Sono riusciti a farsi coprire dalle storielle su DiMaio, si è tralasciato di elargire le sacrosante precisazioni sul documento della magistratura contabile cha ha acclarato una gestione fondamentalmente sana del Comune di Ragusa, sotto l’aspetto finanziario.
Una valutazione positiva, una chiusura di istruttoria, inaspettata guardando agli anni passati, che depone a favore di una amministrazione che avrà operato delle scelte poco condivise, avrà appesantito il carico fiscale, ma trova riscontro alle strategie finanziarie nella approvazione da parte della tanto temuta e tanto appellata Corte dei Conti regionale.
Al momento non ci sono altri elementi per dare credito alle tante illazioni delle opposizioni, la Corte dei Conti dopo un esame dei documenti, ritiene di non dover procedere a ulteriori approfondimenti e conclude l’istruttoria senza la richiesta di azioni correttive.
L’aspetto più rilevante è quello delle royalties, tutto il resto sono considerazioni che sollecitano solo opportuni adeguamenti, per buona parte superate da misure dei successivi bilanci.
Per onestà intellettuale, va detto che il nodo centrale della questione destinazione delle royalties non è risolto, perché se la Corte dei Conti nulla rileva sull’appostamento delle dette risorse come spesa corrente, suggerisce solo, di contro, di dare adeguata evidenza contabile ai vincoli di destinazione, siano essi specifici o generici.
Si sollecita un uso delle risorse in aderenza alle destinazioni impresse dalle norme di riferimento, ponendo al centro le finalità di risanamento ambientale per compensazione del disagio subito, ma nulla di più, né, tantomeno, con rilievi su quanto adempiuto.
Nessun riferimento ai temuti disastri che molti, sia personaggi autorevoli per il ruolo che la semplice manovalanza della politica, davano per scontati, niente ‘cosacchi in piazza San Pietro o disastri nucleari’ come, con buona dose di spirito, recitava una riflessione riservata del mattino.
Gli squilibri finanziari, la violazione del patto di stabilità, nemmeno messi in discussione come invece hanno tentato di insinuare, più volte, le opposizioni che, ormai da tempo, hanno fatto intravedere la carenza strutturale di strategie e argomentazioni.
A questo punto, se non arriveranno risposte diverse agli esposti presentati alla stessa Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, per come annunciati dal parlamentare regionale del Partito democratico, l’on.le Nello Dipasquale, per tutte le opposizioni non resterà che una ritirata dignitosa in attesa di future campagne elettorali per ritentare un’ascesa al potere che, considerati questi esiti, si presenta costellata di intrinseche difficoltà.
Perché sui punti strettamente attinenti al bilancio, alcuni consiglieri, che hanno avuto modo di confrontarsi con l’amministrazione e con gli uffici, sui rilievi sollevati, hanno sottolineato come molte criticità sono state già sanate nel Rendiconto 2015 e nel Bilancio di Previsione 2016, per i quali, peraltro, il Comune non è stato convocato per chiarimenti, come avvenuto, invece, negli anni passati.
Si è fatto notare, inoltre, che il ritardo nell’approvazione del Rendiconto è legato all’avvio della nuova contabilità armonizzata, che ha richiesto riaccertamento straordinario e altre attività non previste negli anni scorsi; in ordine ai residui passivi, con il riaccertamento ordinario e straordinario, sul Rendiconto 2015 è stata registrata la cancellazione di residui passivi per € 21.625.926,62 (una somma mai riportata prima); per i debiti fuori bilancio si tratta di oneri scaturiti da attività delle precedenti amministrazioni, mentre il progetto di anagrafe immobiliare ha inviato già accertamenti tributari per oltre 13 mln di euro, nel quadro del monitoraggio e recupero dell’evasione.
Va notato come sui residui attivi, è stata riportata la cancellazione di ben € 29.117.566,38, anche qui, dato mai registrato prima e ottenuto nel rendiconto 2015, la spesa di personale non deve superare il 38% mentre, attualmente, si attesta intorno al 30%, quindi il dato va monitorato ma non è fuori dalla soglia prevista, anche tenendo conto che vanno considerati i numerosi pensionamenti di questi anni, cui non è seguito un adeguato turn-over.

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