La comunicazione, piaga del Movimento 5 Stelle

Da molto tempo avevamo avvertito come la comunicazione fosse il punto debole del Movimento 5 Stelle.
Punto debole non tanto per le uscite spesso avventate, a tutti i livelli, delle gerarchie pentastellate, quanto, piuttosto, per la conclamata incapacità dei leader di tenere sotto controllo l’esuberanza retorica di eletti e attivisti.
Ad un certo punto, sul blog di Grillo, si leggeva che potevano ‘parlare’ solo gli eletti, previo controllo e autorizzazione dei responsabili della comunicazione di Camera e Senato, ma si capì subito che era una trovata comica del capo o di qualche suo collaboratore.
Che la comunicazione  sia totalmente da rivedere lo conferma Virginia Raggi e lo sancisce Beppe Grillo, che ricordano come, forse, secondo loro, non sia stato messo bene in evidenza quanto di buono fatto a Roma nei primi mesi di amministrazione.
Ma non sono mancati altri esempi di assoluta confusione per un Movimento che, forse, ha fatto troppo affidamento sul web e sui social.
A poche ore dall’ammissione della Raggi, uno dei suoi numi tutelari sembra sforzarsi di darle ragione: Luigi DiMaio, leader eternamente in pectore dei grillini, presunto potenziale futuro Presidente del Consiglio, va in trasmissione su La 7 e la spara grossa su Ragusa, dicendo che la città amministrata dai grillini è all’avanguardia per i trasporti.
Certo non si può sempre fare la prima colazione con le delicatezze del Caffè Borghese di Comiso, chissà cosa avrà mangiato prima di andare in trasmissione per spararla così grossa.
Qualcuno, per eccesso di zelo, gli avrà parlato del bus cabriolet o dei miraggi del collegamento fra la città e il Castello di Donnafugata, delle colonnine per il rifornimento elettrico, del servizio radiotaxi, del car sharing approvato in comunale, della pista ciclabile, verosimilmente il buon DiMaio pensava anche alla metropolitana di superficie, ma quando si parla di trasporti la gente pensa ai bus urbani, ai collegamenti su gomma e su rotaia con i maggiori centri dell’isola, alle comunicazioni intra e interprovinciali, tutti settori che ci vedono al medioevo dei trasporti e come tali in netto contrasto con una città all’avanguardia.
Naturalmente è stata l’occasione, e lo sarà maggiormente nel prossimo consiglio comunale di mercoledì, per dare sfogo alle opposizioni che si nutrono, in mancanza di solide basi politiche, di queste boutade per fare sterile propaganda, tipica di evanescenti figure di piccole inesistenti formazioni politiche locali.
La sparata di DiMaio è talmente paradossale, e fuori da ogni logica, che risulta squalificante degnarla di attenzione.

Non si perde occasione, nemmeno in città, per enfatizzare la nota della Corte dei Conti della Regione Siciliana sul rendiconto di gestione 2014 e sul bilancio di previsione 2015, la consueta comunicazione della conclusine della istruttoria annuale del competente ufficio Controllo di Gestione degli Enti Locali.
Enfasi che, già, denota l’apprensione che esisteva per i tanti rilievi sollevati sulla gestione finanziaria dell’ente, soprattutto per l’utilizzo delle royalties e dei relativi esposti, annunciati dall’on.le Dipasquale, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.
Un entusiasmo, per il ricevimento della relazione esagerato, come si rileva da una nota riservata di anonimo autore inviata ai consiglieri per catechizzarli su come commentare la stessa, relazione che è stata, come spesso avviene, anticipata al giornalista amico, in maniera del tutto legittima ma inopportuna considerata la materia, per dei contenuti che non hanno, di certo, fatto rilevare eccezioni sul rendiconto e sul previsionale, ma non hanno chiarito del tutto aspetti particolari come l’utilizzo delle royalties, per le quali, leggendo bene, la posizione del Comune non è poi così cristallina come si vorrebbe fare apparire.
In ogni caso, la relazione non è la risposta agli esposti dell’on.le Dipasquale, se sono stati inoltrati ai competenti uffici.
Innegabile che la Corte dei Conti considera chiusa l’istruttoria, senza necessità di ulteriori approfondimenti, nulla da eccepire sul rendiconto 2014 e sul previsionale 2015, solo criticità da rilevare e sottolineare, molte delle quali superate nei successivi bilanci.
Ma tutto si incentra sulla capacità di gestione degli uffici finanziari, e per questo va dato merito alle scelte dell’assessore Martorana, ma, più ancora, alle capacità e alla magna professionalità del dirigente, il dott. Cannata che, a questo punto, si erge a dominus del settore che fa ben sperare per l’esito di altre questioni sollevate dalle opposizioni, sempre in tema di bilancio e relative pertinenze.
I rilievi sono tutti di poco conto e provocano solo degli inviti a perfezionare, ulteriormente, l’adeguamento alle norme che, in ogni caso, non è contestato.
Per l’allocazione e gli utilizzi delle royalties, che vengono citate espressamente ma non in riferimento agli esposti annunciati, la Corte dei Conti rileva che “ non risultano evidenze contabili per cui si possa individuare il finanziamento di una specifica tipologia di spesa corrente. Si deve invitare l’ente a dare adeguata evidenza contabile ai vincoli di destinazione, siano essi specifici o generici, anche ai fini della corretta ricostituzione delle poste che incidono sul risultato di amministrazione, non potendosi, in ogni caso, trattare le risorse vincolate come entrate libere. L’ente dovrà, pertanto, verificare puntualmente e quindi assicurare il più corretto utilizzo di tale peculiare fonte di entrata in aderenza alle destinazioni impresse dalle norme di riferimento, tra cui le intrinseche finalità compensative del disagio ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni (compensare lo sfruttamento con un arricchimento del patrimonio della collettività, in termini di sviluppo occupazionale e di attività economiche,  di incremento industriale e miglioramento ambientale) essendo evidente che un utilizzo diverso e indiscriminato, oltre a frustrare le suddette finalità, può alterare la reale portata degli equilibri di bilancio.”
In definitiva tante parole che non condannano, per nulla, l’amministrazione Piccitto e, segnatamente, l’assessore al Bilancio, Martorana. Solo l’auspicio del rientro delle criticità nei parametri normativi, un quadro che riduce, di molto, la portata delle argomentazioni delle opposizioni che vengono fortemente ridimensionate. Perché, come in altre occasioni, le autorità preposte fanno capire che non è perfettamente rispettata la norma ma, come per le cinture di sicurezza o i pneumatici consumati, si può chiudere un occhio.
Perché finalità compensative del disagio ambientale non ne sono state seguite ma chissà che la certezza dell’asilo nido o di altri servizi sociali non abbia lenito il disagio per la perforazione.
Al quarto anno di assessorato, in definitiva, una conferma del successo dell’assessore al Bilancio, inutilmente bersaglio delle opposizioni, una politica finanziaria severa ma foriera di stabilità, un risanamento delle condizioni economiche dell’ente, con il raggiungimento di autonomia finanziaria che rende indipendente dai trasferimenti di Stato e regione, sempre più ridotti e insicuri, opposizioni che si confermano vuote di contenuti seri e competenti, a cominciare dai dubbi sugli equilibri di bilancio e sul rispetto del patto di stabilità.
Una vittoria di Pirro per l’assessore Martorana, forse anche tardiva, perché non muta il giudizio degli avversari politici ma non modifica nemmeno lo scarso gradimento di buona parte dei consiglieri comunali che costituiscono l’ossatura del Movimento in città e già, in vista delle prossime amministrative, pongono come condizione assoluta, per continuare l’esperienza pentastellata, con o senza Piccitto, la conclusione dell’esperienza amministrativa dell’assessore al Bilancio.

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