A Ragusa il calcio…nel pallone

Dalle 15.28 alle 15.47 di oggi sabato 9 settembre le redazioni giornalistiche ricevono 4 versioni dello steso comunicato dalla società di calcio locale ASD Città di Ragusa.
Nel primo comunicato delle ore 15.28 si annuncia l’esordio nel campionato di eccellenza, girone B, della squadra ragusana, per domenica 10 settembre, alle ore 15.30, allo stadio “Aldo Campo” di contrada Selvaggio, contro il ‘Città di Rosolini’.
Il comunicato esordisce con “Tutto pronto”.
Tralasciando i commenti tecnici sulla partita e sulle squadre, che ci asteniamo dal pubblicare fino a quando non sarà chiarita all’opinione pubblica la reale situazione societaria, ancora oggi non venuta fuori, anche dopo le smentite di qualche autorevole personaggio cittadino che era stato indicato, in un cominciato della società, come componente della stessa, il comunicato conclude con la specifica del costo del biglietto di ingresso.

Alle ore 15.31, dopo tre minuti, arriva un secondo comunicato nel quale si porta a conoscenza che la partita sarà giocata a porte chiuse, “per inagibilità dell’impianto sportivo, come da comunicazione della Questura appena arrivata in società.”
La società asserisce che “sono state inoltrate una serie di richieste avanzate, già da qualche giorno, dagli uffici competenti di pubblica sicurezza all’indirizzo del Comune di Ragusa, proprietario dell’impianto, per fare in modo che le problematiche sollevate potessero essere sanate, le stesse non sono state ancora prese in considerazione nella maniera dovuta e ciò ha fatto decidere i funzionari della Questura ad adottare la pesante decisione” dopo che per l’incontro di Coppa Italia con il Caltagirone, tenutosi sempre all’Aldo Campo, era stata concessa dalla Questura al Comune un’autorizzazione in deroga nelle more che alle istanze di cui sopra si ottemperasse nei tempi dovuti.
C’è poi una dichiarazione del direttore sportivo della società, forse in mancanza di dirigenti dei quali sarebbe stato più appropriato l’intervento, che esprime il rammarico per l’intoppo burocratico che capita alla partita di esordio in campionato, precisando che, “nel corso degli ultimi giorni la società ha sollecitato più volte il Comune ad ovviare a tutte le richieste provenienti dalla Questura”.

Alle ore 15.42, viene inviato lo stesso comunicato, particolare che si può ascrivere ad una svista, mentre alle ore 15.47, arriva il quarto, stesso titolo, stesso nome del file come i precedenti, con una aggiunta relativa alla questione abbonamenti, non una notizia ma un avviso bello e buono, sull’onda della consuetudine, diffusa, di propinare avvisi alle testate giornalistiche sotto la veste di comunicati stampa, invece di procedere ad una apposita campagna di comunicazione, a pagamento, per comunicazioni e avvisi, naturalmente su quelle testate che per numero e seguito di lettori possano assicurare una idonea diffusione del messaggio.

Dall’assessorato allo sport si hanno chiarimenti sulla situazione reale per la quale la presunta condizione di inagibilità dell’impianto sportivo appare eccessiva e riconducibile, esclusivamente, al linguaggio burocratico per il quale lo stesso, indipendentemente dai motivi è considerato, comunque, inagibile.
Non si può fare a meno di rilevare come, in quattro e quattr’otto, vengono sollevate critiche all’indirizzo dell’amministrazione e degli uffici notoriamente e tradizionalmente particolarmente efficienti per tutte le esigenze del settore.
L’assessorato allo sport ha seguito tutto l’iter, complicato dalle recentissime normative subentrate dopo i fatti di Torino.
Per l’ ‘Aldo Campo’, impianto fra i più funzionali e a norma di tutta la Sicilia, c’è solo un problema di verifica della rispondenza dell’impianto elettrico di messa a terra, per una certificazione che risale al 2012.
Non sono mutate le condizioni, l’impianto non è stato oggetto di manutenzioni straordinarie per le quali sarebbe stata necessaria una nuova certificazione.
Dopo cinque anni dal rilascio, comunque, il Questore ha la facoltà, e in questo caso sono passati 5 anni, di richiedere la commissione pubblico spettacolo per la verifica.
Se l’impianto fosse inagibile non si potrebbe giocare nemmeno a porte chiuse.
Il Comune ha ottemperato nei tempi dovuti, mentre si presentava un altro problema, della caduta di calcinacci dalla pensilina sovrastante l’ingresso dell’impianto, per il cui intervento immediato si è dovuto posticipare, per ovvi motivi, il sopralluogo della commissione pubblici spettacoli.
Una questione puramente tecnica che sarà risolta nel più breve tempo possibile.

A questo punto si ritiene che si è voluto sollevare un polverone, per quanto provocato dalla delusione per il contrattempo alla prima di campionato.
Sembra legittimo sollevare, nel contempo, alcuni interrogativi:
Perché la società ha abbandonato il vecchio stadio ENAL che, se ben ricordiamo, era stato affidato in gestione?
Perché, per questo tipo di autorizzazioni si arriva sempre a poche ore prima della partita? Non dovrebbero essere tutto sotto controllo almeno da una settimana prima?
Se la società non usufruisce del campo ex ENAL per le partite ufficiali di campionato, a chi si deve ascrivere la gestione dei pannelli pubblicitari che coprono la ringhiera di recinzione su via Archimede e che erano stati installati per evitare che il pubblico assistesse alla partita esternamente all’impianto senza pagare il biglietto?
Quando sarà possibile conoscere i quadri dirigenziali della società, anche per evitare che, come in questi casi, problematiche non sportive vengano affrontate dal direttore sportivo?

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