Ragusa Centro: la situazione precipita ma sarà l’occasione per intervenire

Nell’incontro di fine anno con la città il Sindaco ha dimostrato di aver idee chiare per possibili soluzioni sulla crisi del centro storico superiore.
Sono tutte ipotesi potenzialmente assai valide ma, in ogni caso, servono anni, prima per la burocrazia e la definizione delle scelte operate, poi per adattare le strutture all’utilizzo per cui saranno destinate.
I progetti di acquisizione del palazzo Tumino, di acquisizione dello Scalo Merci, di verifica di accordi per la riapertura dei cinema La Licata e 2000, sono quelli per riportare la gente in centro.
Spostare il Tribunale e gli uffici giudiziari, spostare al palazzo Tumino gli uffici finanziari, presupporrebbe annullare anche le scelte che hanno portato in periferia molti uffici comunali, non si vede perché i comunali non dovrebbero dare l’esempio, ma occorrono decisioni repentine anche per l’edificio scolastico del Carmine, per la ex Biblioteca comunale, per l’ex tribunale di via Matteotti, per l’ex Cinema Marino
Servono anche precise garanzie per un utilizzo oculato della struttura dell’ospedale Civile.
Troppo tempo si è perso, troppe parole si sono spese, tutti hanno indugiato, anche per fini elettorali, su dissertazioni da salotto per il recupero del centro storico, le responsabilità affondano le radici negli anni, complice anche l’inadeguatezza della classe politica locale che ha avuto scarse capacità di governare bene.
Le idee di Peppe Cassì confortano perché si mostrano come idee chiare, di chi sa quali sono gli obiettivi da raggiungere e vuole fare presto.
Come, del resto, hanno avuto le idee chiare quei poteri forti che hanno provocato, prima, lo svuotamento del centro storico, passando poi ad acquisire, per quattro soldi, il degrado urbanistico, le case abbandonate, per sfruttarli a fini edilizi, favoriti, per coincidenza, dalle nuove e recenti norme edilizie fatte apposta per i centri storici.
In questo sta la differenza fra i politici inadeguati e gli imprenditori che nemmeno a arriveranno a godere, per questioni anagrafiche, dei proventi dei loro progetti che si potranno concretizzare, completamente, fra molti anni.
I primi hanno dimostrato di essere ladri di polli, hanno portato avanti politiche di piccolo cabotaggio, con uomini di scarsa levatura, per un potere spicciolo, immediato, senza visioni lungimiranti, con orizzonti limitati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Basta pensare alla residenza per anziani e disabili, o alla pista di pattinaggio, o al porto turistico con i fondali non adeguati a barche di grosse dimensioni, per non parlare di questioni come la Ragusa-Catania, l’autostrada, la Camera di Commercio, l’Università o l’aeroporto che hanno visto Ragusa solo come una insignificante Cenerentola rappresentata dal nulla politico e, spesso, anche di persone.
I secondi hanno dimostrato di recitare il ruolo classico dell’imprenditoria, hanno operato nel settore dell’edilizia privata, nell’assenza di quella pubblica, da sempre settore trainante dell’economia locale.
Anche i centri commerciali rientrano nel disegno più generale di un nuovo volto della città, ma questi poteri non sono la sola causa dello svuotamento del centro storico, iniziato molti anni prima, né della crisi del commercio, addebitabile più alle innovazioni tecnologiche che alla chiusura dei piccoli esercizi.
Anche i costruttori e i centri commerciali non intravedono un futuro prospero, ma riescono a marciare fra le intemperie con sufficiente lucidità, forti di quello che, comunque, hanno già guadagnato.
I processi in atto sono processi a lungo termine, ci vorrà del tempo per riportare la gente in centro, ma non è detto che si riesca nell’intento, perché, intanto, le sedi di lavoro e le scuole, i supermercati, gli impianti sportivi, sono tutti decentrati, per riportare la gente ad abitare occorrono incentivi seri, altrimenti non conviene abitare in centro per poi doversi spostare, di continuo, senza mezzi pubblici adeguati.
Intanto la situazione precipita ed è l’occasione per intervenire: continuano a chiudere i battenti i locali storici del centro: prima Dipasquale, poi il Caffè Trieste, dal 1° gennaio è chiuso lo storico Talmone, il Caffè del Viale, pare, ma non è ufficialmente confermato, che chiuderà il Ristorante Orfeo, storico ristorante di Ragusa, qualche bar di via Roma sarebbe in procinto di abbassare le saracinesche.
Queste chiusure incidono negativamente sull’accoglienza ai turisti, in centro, eccezion fatta per il Caffè Italia, restano solo locali serali e notturni, la situazione venutasi a creare imporrà interventi concreti.
Inutile trastullarsi con i mercatini per vendere caciocavallo, iniziativa, peraltro, fallimentare a detta degli stessi organizzatori, non è tempo di poesia o di passerelle, serve intervenire in maniera incisiva per favorire l’apertura di nuovi locali con una offerta degna di questo nome.
Locali che devono restare aperti nei giorni festivi, che debbono regolamentare le ferie estive, che debbano assicurare orari di apertura decenti, perché è vero che qualche locale chiude per la crisi, ma è anche verificato che molti la crisi la chiamano, con una offerta di prodotti non sempre all’altezza, con personale professionalmente non eccellente, con orari di apertura del tutto opinabili, con gestioni che non sono al passo con i tempi.
A Ragusa non si riesce ad avere nemmeno turni di chiusura funzionali, anche a Ibla, in certi periodi dell’anno, in giorni come il lunedì, almeno in passato, è stato un problema trovare anche un bar aperto come lo è, in estate, a Ragusa, nei fine settimana. E poi parlano di turismo, quando un turista che arriva in un primo pomeriggio di domenica o in tarda serata, non trova un locale aperto.
E’ chiaro che gli amministratori non hanno la bacchetta magica, molte cose non possono essere imposte, come, per esempio, calmierare gli affitti, ma si può rendere la vita difficile ai proprietari imponendo il decoro dei locali chiusi e uno sconto sui tributi per quelli aperti e funzionanti.
Attendere nelle decisioni e negli interventi significherà rendere più difficile il recupero del centro.
Vogliamo anche sottolineare che ci saranno, di certo, idee migliori delle nostre, ma è opportuno che vengano fuori, vengano messe in atto e si faccia, comunque, qualcosa di produttivo, e subito..
Se si continua solo a favorire il nascere di piccoli esercizi, di pub e di locali comunque ‘serali’, si continuerà a favorire solo questa categoria lasciando attorno il deserto.

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