Di certo, la città ne avrebbe enorme beneficio eleggendola sindaco, a patto che non si chiuda nella sua stanza e non riesca ad andare in giro per la città come ora.
La consigliera Caruso, mentre fa sopralluoghi nel plesso Diodoro Siculo, dove emergono le bugie che ‘assessore Pasta ha cercato di propinare, a piccole dosi, come vedremo in altra parte del giornale, trova il tempo di recepire la segnalazione di alcuni abitanti di una zona periferica di Marina di Ragusa che ha dell’incredibile.
In zona Gaddimeli, via Rimembranza a Marina di Ragusa, in zona adiacente ai numeri civici dal 50 al 54, insisterebbe, pare su area privata un grosso traliccio di azienda di telefonia mobile, con attrezzature nella base recintata, il tutto alimentato da un grosso gruppo elettrogeno che risulterebbe, da tempo, in funzione, ininterrottamente 24 ore su 24.
I residenti della zona lamentano il rumore e le emissioni di fumo dell’apparecchiatura che, se non per periodi emergenziali, dovrebbe essere soggetto a specifiche autorizzazioni antincendio e fiscali per la produzione di energia elettrica.
L’Arpa, interpellata in merito, ha precisato che i controlli li deve fare la Polizia Locale, la stessa, dopo un sopralluogo, nei mesi scorsi, non ha fornito nessun riscontro alla segnalazione
In una seconda comunicazione, Arpa Sicilia ha chiarito che, in base alla Legge 447/1995, la competenza sul controllo dei limiti di immissione del rumore spetta al Comune di Ragusa, non all’Arpa.
L’Agenzia ha comunque garantito la propria disponibilità a fornire supporto tecnico per gli accertamenti congiunti, una volta ricevuta formale richiesta dalla polizia locale.
È una situazione del tutto strana e anomala, sarebbe d’uopo che il Comune risponda alla segnalazione dei cittadini, tramite la consigliera e verificasse se tutto è in regola, se ci sono le autorizzazioni necessarie e se vengono rispettate le limitazioni di emissioni sonore e di scarico dei fumi.
Ci potrebbero essere profili di irregolarità, certo non è normale avere sotto casa un gruppo elettrogeno, non silenziato, sotto casa, in funzione 24 ore su 24.
Il fatto che ci sia già stato un sopralluogo della Polizia Locale, nei mesi scorsi, e che non ci siano risposte ai cittadini, nemmeno per dire che tutto è in regola, è la cartina al tornasole dell’attenzione di questa amministrazione nei loro confronti.
Si evince anche come, per avere semplici risposte ci devono essere scambi di missive con l’ARPA, e non si possa avere contezza della situazione tramite un cartello dove siano specificate autorizzazioni e oggetto dell’installazione. Le periferie e le contrade terra di nessuno. Dov’è l’assessore competente?
