di redazione
Ancora una volta gravi carenze per la fruizione del patrimonio museale
Un rilievo importante per le ricadute negative in fatto di turismo è sollevato dal consigliere Gian Luca Morando.
Da diversi giorni, a Ragusa, il museo civico “L’Italia in Africa” apre a singhiozzo.
Per diversi giorni il portone è rimasto chiuso. Mercoledì pare che qualcuno abbia aperto i battenti, ma non ci sarebbero garanzie per un’apertura regolare.
“Il museo – dice Morando – rappresenta una delle attrazioni per i visitatori che arrivano nella nostra città, vorremmo capire le ragioni per cui, al momento, è gestito in questo modo. Mi sono accorto della chiusura, qualche giorno fa, anche perché ho trovato diversi turisti davanti alla porta i quali cercavano di capire le motivazioni del mancato accesso.”
Fatto grave per la mancanza di appositi avvisi, ci si chiede se ci sono lavori in corso o ci sono progetti diversi, di trasferimento o di chiusura, tutte cose ammantate da una coltre di mistero che mal si adatta alla tanto decantata trasparenza grillina.
Morando ha cercato di capire, per suo conto cosa sta accadendo e, da indiscrezioni ricevute, è arrivato alla conclusione che anche in questo caso emerge l’incapacità di gestione del personale che assilla le strutture che dipendono dall’assessore Stefano Martorana.
Una situazione ormai diventata pesante, con grosse criticità per gli uffici turistici, per il Castello di Donnafugata, ora anche per il Museo ‘’Italia in Africa’’, tutti punti di riferimento importanti della nostra città, evidentemente non apprezzati e non considerati adeguatamente da chi gestisce il turismo al Comune di Ragusa.
