A ben guardare, e leggendo qualche comunicato, ci accorgiamo che, a Ragusa hanno vinto tutti. In particolare nel capoluogo si registrano risultati che fanno intravedere pochi sconfitti.
In attesa di conoscere i dati definitivi provinciali, analizziamo il voto del capoluogo, quello più direttamente interessato per le prossime consultazioni amministrative.
Cominciamo dalle espressioni di voto per i candidati Presidente: stravincono i 5 Stelle di Ragusa con 11.718 voti, pari al 39,38 %, una affermazione che può vantare il meetup ufficiale di Ragusa, con il sindaco Piccitto la cui amministrazione, evidentemente, riscuote la fiducia di buona parte della città.
È il crollo delle tesi delle opposizioni che hanno cantato, per anni, un presunto disastro nella gestione della città che, evidentemente non è avvertito dalla popolazione.
Si confermano le impressioni, anche di chi scrive, di un sentire comune vicino ai 5 Stelle, pur con qualche deficit di amministrazione che viene considerato peccato veniale nel contesto di politiche di risanamento e di fondamentale sviluppo.
È il totale fallimento delle strategie di opposizione che hanno elargito fango e offese sui componenti la giunta e i consiglieri comunali.
Una difficoltà non da poco per quanti, più o meno apertamente, ambiscono a sostituire il primo cittadino sulla poltrona di palazzo dell’Aquila.
Con una percentuale superiore al 30 %, il 31,67, si affermano anche la destra e il centro destra, come numero di consensi per il Presidente eletto.
Non certo esaltante il risultato del centro sinistra, ma la rielezione dell’on.le Dipasquale consente una qualificata presenza sullo scenario politico locale.
IL PD può vantare di essere il secondo partito della città, pur con una distanza notevole dai 5 Stelle, 5.497 voti contro i 9216 dei pentastellati che non lasciano adito a valutazioni di sorta.
Forza Italia, per quanto ostinatamente senza struttura in città e affidata ad una comunicazione che fa rabbrividire, resta il primo partito della coalizione di centro destra.
Uno sguardo alle preferenze, in città, per i candidati all’assemblea regionale conferma un quadro di sostanziale successo generale:
Stefania Campo, eletta per i 5 Stelle, rientra in scena, dopo che gli stessi vertici regionali del Movimento avevano caldeggiato il suo allontanamento dalla giunta Piccitto per una questione di conflitto di interessi. Uno di quei misteri che ruotano attorno alla figura del mancato presidente della regione che ha ripescato la Campo consentendole anche di bruciare la deputata uscente di Acate, Vanessa Ferreri, superata per pochi voti.
I grillini di Ragusa concorrono a dare alla città un secondo parlamentare regionale e riaffermano il ruolo centrale nella politica cittadina, sempre in barba alle farneticazioni delle opposizioni.
Per pochi voti non ha prevalso il senatore Giovanni Mauro, superato nella corsa a palazzo dei Normanni dal candidato di Scicli, nuova entrata nel partito di Berlusconi, forte del consenso nella nostra città che molti fanno derivare da un impegno del redivivo Ciccio Barone, pare anche lui riavvicinatosi, secondo i beni informati, al partito di Berlusconi dopo il lumghissimo corteggiamento al leghista Salvini.
Evidentemente chi ha influenza sui vertici di Forza Italia, leggi il parlamentare nazionale di Modica, anche lui da poco rientrato nella rinata Forza Italia, ha preferito non appoggiare ciecamente Mauro, che di Forza Italia, a Ragusa, è il padre putativo e, da sempre, la bandiera indiscutibilmente riconosciuta, che mai ha abbandonato il partito per becere strategie di piccolo potere.
Un film del quale conoscevamo la trama che viene riproposto come i film di Natale e che non porterà nulla di buono per il partito di Berlusconi, se saranno rispolverate ridicole contrapposizioni del passato che già portarono al disfacimento di Forza Italia in provincia.
Al seguito del consenso per il candidato Musumeci, ritorna a Palermo anche l’on.le Giorgio Assenza che, anche da Ragusa riceve un sostegno, già vantato da qualcuno, per quanto inferiore alle aspettative.
1.731 voti sono pochi considerando la base naturale del candidato, anche nel capoluogo, per la sua professione di avvocato e di parlamentare regionale.
Nei 1.731 voti sarebbero compresi i consensi personali, i voti dei moderati di destra e di Fratelli d’Italia, i consensi della lista #diventeràbellissima, il sostegno dei consiglieri del gruppo misto facenti capo a Maurizio Tumino e al movimento civico Insieme, nonché quello del Movimento Civico Ibleo dell’on.le ing. Franco Antoci.
Si sa che il carro del vincitore, talvolta, mostra spazi limitati, non tutti si possono attribuire meriti che non ci sono.
Infine, il vero vincitore della città, colui che ha dimostrato le doti giuste per muoversi, agevolmente, sulle sabbie mobili della politica.
Nello Dipasquale, ancora una volta, consegue un risultato personale che lo eleva al di sopra di tutti, nel panorama della politica locale.
3.747 voti rappresentano un consenso enorme nel contesto di un partito che, in Sicilia, non ha mai avuto numeri esaltanti. In una coalizione a sostegno di un candidato dato già perdente in partenza, Dipasquale ha dimostrato di essere leader, anche a livello provinciale, spodestando uno dei ras della sinistra ipparina.
Un successo, quello suo, che è anche il successo della città che porta a Palermo un politico esperto e che tanto ha fatto per il suo territorio, presenza parlamentare autorevole e di prestigio che potrebbe anche risollevare, con la già ottima sperimentata collaborazione di Peppe Calabrese, le sorti del PD in provincia.
In altra parte del giornale affronteremo le posizioni dei consiglieri comunali che già nel pomeriggio di martedì 7 novembre avranno modo di esternare le valutazioni sul voto nel corso della seduta del civico consesso.
