I problemi, in città, sono numerosi ed enormi, solo per citarne uno, simbolo dell’inadeguatezza di taluni assessorati, quello per cui, ieri, domenica 21 dicembre, poche gocce d’acqua ma costanti per tutto il giorno hanno trasformato il tratto di strada dal bivio di Chiaramonte al centro commerciale Ibleo in un percorso da safari africano: dappertutto pericolose conche d’acqua, alcuni punti letteralmente allagati, soprattutto sulle corsie laterali, dove non si interviene da anni.
Parlare di segnaletica orizzontale e di strisce pedonali invisibili è solo perdita di tempo, i consiglieri si crogiolano con l’Ucraina e con il discobus e si canta vittoria per l’ordinaria amministrazione proiettata sempre nel futuro della programmazione, come per il sottopassaggio di viale Colajanni, oppure si lascia a fantascientifici programmi di naturalizzazione e deimpermeabilizzazione il degrado sottostante al cavalcavia in via Epicarmo.
In questo stato di cose che potremmo allargare a tante altre criticità, a qualcuno il problema del randagismo potrà sembrare poca cosa.
Ma è uno degli aspetti simbolo di una città malamente amministrata, perché se ci sono problemi, per i rifiuti, per il verde pubblico, per tante opere pubbliche incomplete, per un centro storico ormai diventato un Bronx, per i parchi urbani per cui ci sono solo parole, senza parlare dei lavori infiniti per il nuovo Museo Archeologico, del silenzio sul parcheggio interrato di Ibla, sul flop per la gestione del Castello di Donnafugata, sul grave tentativo in atto di svuotamento dell’ospedale, qualche cosa non deve funzionare come dovrebbe.
Da tempo, ormai, si attende un ampliamento del canile rifugio sanitario che potrebbe approfittare dell’adiacente inutilizzata area dell’ex macello, alla zona industriale.
La struttura attualmente versa in condizioni critiche, da alcuni giudicate disastrose ma senza adeguate documentazioni fotografiche che comprovino i rilievi.
Ci sarebbero condizioni igienico sanitarie carenti, si minacciano denunce ai competenti servizi sanitari, ma le denunce prima si fanno e poi si rendono note.
Si parla di fatti gravi, di cani che vanno e ritornano dal canile di Piazza Armerina, i cui rapporti con l’ente sarebbero tutti da verificare, si parla di cani in condizioni pietose, malati e visibilmente denutriti.
Ci sono le eterne polemiche sulle catture, sulle sterilizzazioni e sulle riammissioni, ora si aggiungono quelle sui recinti trappole che non sarebbero controllate e dove i cani rischiano di restare prigionieri, senza cibo e senza acqua anche per giorni, anche sotto la pioggia, perché non ci sarebbero addetti al controllo, né sensori di monitoraggio.
Che qualcuno cerchi solo visibilità politica e faccia solo propaganda si evince solo dalla domanda rivolta all’assessore al ramo su quali siano le strategie per affrontare il problema del randagismo.
Dopo il nulla assoluto di sette anni, porre una domanda simile fa dubitare delle facoltà mentali di chi la pone.
L’assessore al ramo glissa sull’argomento e pensa di archiviare denunce mediatiche rifiutando l’idea che qualcuno si sia introdotto nel canile per verificare ka situazione, denuncia l’esposizione di foto di un cane risalenti ad un anno prima e liquida il tutto con una amenità, spiegando che la sua attività sarebbe rendicontata in una relazione annuale che viene presentata al Consiglio Comunale, della quale non si è mai avuta notizia.
Solo per una affermazione simile un sindaco dovrebbe revocare la delega.
Sull’argomento, preferiamo pubblicare una riflessione di Franca Schininà:
Ho preferito non rispondere al precedente post di Andrea Distefano (assessore al “benessere” e “tutela” (?) dei randagi) per il timore di coinvolgere persone per cui ho nutrito, e nutro, stima e amicizia (dott Lumiera, dott. Raniolo, dott Emmolo) e con i quali abbiamo sempre lavorato insieme per il reale benessere dei poveri randagi e per cercare di debellare il randagismo…
Leggo, però, nel post precedente dell’assessore:
Il rispetto per gli animali passa dai fatti, non dagli slogan…
BANDO, quindi, ALL’INCOMPETENZA, PRETENDO “IO” CHIAREZZA, NON SOLO SUL FATTO AVVENUTO, MA SU TUTTO IL PERCORSO PRECEDENTE CHE HA DETERMINATO UN COMPORTAMENTO CHE, IN TERMINE LEGALE, SI POTREBBE DEFINIRE “MALTRATTAMENTO”…
Come tutti sanno, e ripeto “tutti”, mi occupo di animali, ma nel caso specifico, di cani da quando ero bambina… mia madre era presidente della PROTEZIONE ANIMALI ed è stato naturale, per me e mio fratello, seguirla.
Mi sono, quindi, SEMPRE, occupata di loro con un amore immenso, mettendo da parte, quando occorreva, GIORNO o NOTTE, qualsiasi impegno, anche il lavoro, e lottando SEMPRE, con volontà e coraggio contro chiunque volesse loro fare del male o impedirmi di prendermene cura, acquisendo, in decenni, grande esperienza…
Da tantissimi anni seguo la difficilissima situazione di Zona artigiani, con tante promesse, ma poche realtà… Cani nati e cresciuti in quella zona, una volta campagna, ora abitata da Cupolette in poi, verso la città, e vissuta invece dai randagi da piazza Cupolette in su, verso le aziende…
Mai avrei immaginato, però, un simile disastro da un assessore che di tutto si è occupato fuorché del benessere di poveri randagi venuti al mondo per nostra responsabilità in un luogo consono alla loro vita… prati, campagna, vecchie rotaie… e anziché decidere di agire col rispetto che meritavano, si è preferito BUTTARLI FUORI di brutto…
1) Sgomberare, in pieno inverno, le cucce fatte da noi per attutire il freddo e il vento gelido di quella zona molto aperta…
2) Con l’aiuto di una ruspa “bonificare” (termine usato dall’assessore) il terreno buttando via contenitori per il cibo e l’acqua…
3) Chiudere ermeticamente con pali e reti per impedire l’accesso ai cani… I quali IMPROVVISAMENTE si sono ritrovati a rifugiarsi nelle campagne accanto, senza cibo, senza acqua, senza rifugio, ma SOPRATTUTTO SENZA ESSERE STERILIZZATI, ed accoppiandosi e riproducendosi in zone distanti…
NATURALMENTE, le mie proposte rivolte all’Assessore erano ben diverse: Procedere al più presto a:
1) STERILIZZAZIONI A TAPPETO, e non una ogni tanto…
2) Procedere, nel più breve tempo possibile a luoghi, fuori dai centri abitati, dove reimmetterli, posizionando i conosciutissimi e comodissimi DISPENSER CON ACQUA e CIBO, con grandi tabelle per comunicare alla cittadinanza che i cani erano sterilizzati e video controllati dal Comune, così come esistono in tante città e paesi, e con GRANDE RISPARMIO del Comune che ATTUALMENTE mantiene a PIAZZA ARMERINA una quantità immensa di randagi PROGIONIERI A VITA PERCHÈ SEMI SELVATICI… cioè NON ADOTTABILI…
Naturalmente i miei consigli si sono persi nel vuoto, e per ultimo hanno montato tra 2 recinzioni (per impedirci l’accesso) una GABBIA TRAPPOLA, SENZA COSTANTE CONTROLLO…
Significa che, se un cane entra, resta chiuso dentro, anche sotto la pioggia, fino al prossimo controllo, come è già avvenuto ad un maschio sterilizzato tempo fa da noi volontari, ad una vecchia femmina sterilizzata, a Patata che piangeva disperata e cercando di arrampicarsi per uscire, si è fratturata il menisco… persino ad un grosso gatto…
La legge dice che è VIETATO LASCIARE LA GABBIA APERTA SENZA UN RESPONSABILE PRESENTE…
Ma la lista è ancora lunga… la mamma catturata che ha lasciato 3 cuccioli di circa 3 mesi nascosti, FORSE, ai lati dei binari (e cercati, inutilmente) … che l’Assessore SOSTIENE VADANO DA SOLI, a sfamarsi, NELLE TRATTORIE VICINE… a quest’ora, dopo parecchi giorni, saranno già morti…
Ieri sera tardi, un gruppo di cani era lì nella piazza DISPERATI… AVEVANO FAME… ma L’ASSESSORE AL BENESSERE E ALLA TUTELA DEI RANDAGI, MI TRANQUILLIZZA: IL CIBO LO TROVANO… (DOVE?) E L’ACQUA? – chiedo… QUANDO PIOVE POSSONO BERE…
W LA CIVILTÀ … W L’AMORE PER GLI ANIMALI… W RAGUSA E CHI NON LI AMA…
ATTENZIONE, PERÒ… Questo comportamento potrebbe definirsi MALTRATTAMENTO, e quindi può scattare una DENUNCIA…
