Refezione scolastica: specchio della realtà

di Vilnius Nastavnic
Impreparazione, incapacità, mancanza di adeguati controlli, atavici e permanenti difetti di comunicazione fanno da sfondo ad uno scenario di sottosviluppo.

Basta accedere al sito del Comune di Ragusa per capire come siamo indietro: in un sito istituzionale quanto mai datato, per grafica e disposizione dei contenuti, tutti da verificare, alla voce ‘refezione scolastica’ c’è tutto un fiorire di capitolati, gare d’appalto, regolamenti, ticket, fasce d’esenzione, frutto delle elucubrazioni mentali di solerti dirigenti ed improvvisati esperti.
Di quello che mangiano i bambini nemmeno l’ombra, di tabelle nutrizionali nemmeno, solo l’arido linguaggio del capitolato, ma i bambini non mangiano determine dirigenziali. Il brutto è che cambiano gli assessori, ma a nessuno viene in mente di fare piazza pulita del vecchio e dell’inutile e mettere mano al cambiamento.
Nessuno si aspettava che, come per esempio nel sito del Comune di Torino, ci fosse il programma di un seminario su “Sostenibilità ed eco-innovazione nella ristorazione scolastica” o che si trovasse il calendario delle visite guidate ai centri di cottura dei cibi, ma nell’era dei profeti del web si potrebbe pensare che dopo 17 mesi d’amministrazione grillina, almeno si fosse messo mano al sito web.
Noi restiamo alle prese con la chiave inglese nel piatto della minestra e con il ferro in filo, fornito, forse, come ricostituente, ma senza adeguata preparazione farmacologica. Oppure potrebbe essere un atto di sabotaggio, tanto nel bailamme esistente, nessuno ci ha fatto caso.
Una ditta che poteva salire agli onori della cronaca, donando agli indigenti e ai disagiati economici le mozzarelle avanzate da un imprevisto giorno di vacanza scolastica, è caduta, ingenuamente, per risparmiare, nel calderone della contestazione dove si mescolano incapacità gestionali, politiche ostruzionistiche d’opposizione, giuste attenzioni dei genitori e patate troppo farinose.
Una ditta che, per quello che riferiscono alcuni consiglieri comunali, sembra più indaffarata a cambiare ragione sociale che i pannelli del controsoffitto, come sarebbe stato acclarato dai NAS, una ditta che, per come riferito da mamme, nella doppia veste di consigliere di maggioranza e genitore di utente della mensa, pare, ma è tutto da verificare, non rispetti pienamente il capitolato, per la mancanza di bicchieri in confezione monouso, frutta e pane adeguatamente confezionati.
Assessore e dirigente parlano della ricerca di esperti controllori, di controlli sempre avvenuti, di allerta al massimo livello, ma non parlano di controlli su quanto dichiarato ufficialmente in Consiglio Comunale e d’eventuali contestazioni ufficiali.
Certe cose accadono solo nei film, ma sono i grandi attori che affascinano l’opinione pubblica: gli amministratori sono indaffarati nelle perpetue conferenze stampa e nei metodici comunicati, impegnati a produrre atti, talora incompleti per tempestive convocazioni di commissioni, propedeutiche a portare gli atti in Consiglio. Solo aridi burocrati, omaggiati dalla servile accondiscendenza dei consiglieri comunali della propria parte politica, illusi da chissà quali carriere.
Consiglieri attivi ad inseguire l’assessore per cambiare la lampadina al civico 37 della via tal dei tali o a coprire il buco nella via della zia acquisita, non si sa mai se lo ricordasse nel testamento.
Avete visto mai, sindaco, assessori, consiglieri, in ordine sparso, piombare all’improvviso, all’ora di pranzo, in asili e scuole elementari e sedersi con i bambini a mangiare, loro per primi, quello che viene distribuito ?
Qualcuno è andato in qualche scuola, più per fare passerella che per mangiare, ma, in ogni caso, una rondine non fa primavera.
Qualcuno dirà, “ma le porzioni in più non ci saranno?”, provate a far arrivare l’Happy Meal di Mc Donald o, meglio ancora una bella mafalda con provola locale semi stagionata, con la quale siamo cresciuti benissimo, senza tabelle nutrizionali, e vedrete quanti pasti avanzeranno.
Dietro ai tavoli del Comune, con le carte in mano del capitolato e delle tabelle nutrizionali, nessun esperto potrà risolvere nulla.
Si è cincischiato con riunioni, convocazioni di dirigenti scolastici a cui si deve insegnare come prelevare un campione di mozzarella amara piuttosto che buttare tutto nel cestino, senza dire delle preoccupazioni dell’Assessore Zanotto, per eventuali mancate osservanze della differenziata.
Vedremo, faremo, aspettiamo, abbiamo controllato, controlleremo, più preoccupati del consenso popolare che decisi a stroncare uno stato d’allarme procurato e forse anche, strumentalizzato.
La storia della refezione scolastica, compatibilmente alle poche realtà aziendali presenti sul territorio, non ha mai fatto riscontrare inefficienze non rimediabili. Si è andato avanti, per anni, senza casi gravi d’intossicazioni alimentari, come hanno detto molti ci si doveva sollevare, quando sono stati stanziati solo 3 euro per dar da mangiare ai bambini nelle mense scolastiche.
D’altra parte, quando un sistema amministrativo perverso porta a scegliere la ditta sulla base del maggiore ribasso è normale che vada a finire così, quando si tratta di servizi si risparmia sul momento, i grattacapi vengono dopo.
Ci vorrebbe coraggio e autorevolezza di chi governa e serietà dell’opposizione che, concordemente, dovrebbero scegliere il meglio nel contesto di cifre di mercato e, prima di tutto, possibili per le casse comunali, così come politici e genitori fanno quando devono scegliere il ristorante dove andare a mangiare la domenica. Chi non se lo può permettere, chi non gradisce la cucina, chi non ritiene all’altezza il ristoratore, che non trova adeguata soddisfazione in zona, resta a casa e si cucina quello che vuole, al limite un panino con la provola.

 

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