Situazione che si andrà, via via ad appesantire quella che riguarda la quarantena, obbligatoria o volontaria che sia. Il ritorno, inevitabile, di molta gente dal nord, aumenterà a dismisura il numero di persone obbligate all’isolamento e che dovranno essere controllate più volte lungo l’arco dei 14 giorni previsti.
Dilagano le polemiche sull’ulteriore flusso di meridionali che cercano di tornare a casa e che hanno suscitato le proteste veementi di autorità e cittadini per gli scarsi controlli nello stretto di Messina.
A netto di quanti sono tornati per necessità, gente in giro per lavoro, senza domicilio e con ridotte possibilità economiche, la chiusura quasi totale di fabbriche e uffici ha indotto tanti a derogare alle prescrizioni, sul filo delle ordinanze e dei decreti annunciati ma non firmati.
Un po’ la replica di un primo annuncio serale del governo per restrizioni che provocarono, fra le tante, l’invasione della stazione centrale di Milano con gente che cercava gli ultimi treni per scendere al sud.
C’è da sperare che tutto questo flusso di persone si sia regolarmente autodenunciato e osservi la quarantena.
A proposito di quarantena una ragionevole proposta del Sindaco di Pozzallo per contribuire a limitare la diffusione del Covid-19 sul nostro territorio.
Il primo cittadino del comune costiero ragusano evidenzia la situazione particolare del suo territorio, con la forte peculiarità di cittadini che lavorano in ogni parte del globo.
Basti pensare a quanti lavorano sulle navi della marina mercantile o da crociera, a chi presta la propria opera nei cantieri navali sparsi in ogni angolo della terra o ai tecnici che garantiscono il funzionamento di importanti imprese.
Secondo il sindaco di Pozzallo, la città si trova coinvolta, più di altre, dal ritorno di questi concittadini al luogo di residenza, tant’è che si è già raggiunta una cifra attorno alle 400 persone in isolamento volontario e certamente non si è ancora esaurito il flusso.
Per questa situazione, che potrebbe verificarsi anche in altri comuni del territorio, avanza l’idea di reperire strutture ricettive, di diversa grandezza, per destinarle a luoghi dove ospitare i rientranti senza mettere a rischio la salute delle loro famiglie e dei cittadini tutti.
È di ieri la richiesta accorata, solo per fare uno dei tanti esempi, di un gruppo di lavoratori pozzallesi che, a causa del blocco delle navi da crociera, sono rimasti a Miami e a Cadice e saranno riportati in patria dalla Farnesina giorno 24 marzo.
Aggiunge il Sindaco Ammatuna: “Chiedono la stessa cosa che chiedo da giorni: di rientrare nel paese di origine senza mettere a rischio la salute dei propri cari e dei loro concittadini.
Molti di loro non possiedono una seconda casa dove potersi isolare con tranquillità ed il più delle volte la loro unica abitazione non possiede le caratteristiche per garantire le prescrizioni previste.
Aggiungo, inoltre, che un luogo comune destinato all’isolamento di queste persone garantirebbe certamente un controllo più semplice alle forze dell’ordine.”
Pe tutto questo, il Sindaco ha rivolto istanza alle autorità competenti di verificare la possibilità di intervenire con la requisizione di strutture ricettive capaci di ospitare in sicurezza chi rientra nella propria residenza, in modo da contribuire alla sicurezza di tutti.
