Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota inviataci dal Sindacato tassisti CNA di Ragusa come rettifica in relazione alla lettera al direttore di un lettore, pervenuta e pubblicata in data 9 agosto 2017, con il titolo: “Lettera al Direttore: occorrerebbe fare luce sulle ombre del servizio taxi”
al direttore del sito web ragusa libera
sig. Cesare Pluchino
cesarepluchino@gmail.com
ragusalibera@gmail.com
p.c. al Sindaco del Comune di Ragusa
sindaco@comune.ragusa.gov.it
p.c. al Comandante della Polizia Municipale di Ragusa
polizia.municipale@comune.ragusa.gov.it
Oggetto: articolo apparso online sul sito ragusalibera.it il giorno 9 agosto 2017
egregio Direttore,
abbiamo letto con vivo sconcerto la lettera pubblicata sul sito “ragusa libera”, che fa capo alla associazione culturale omonima da lei presieduta.
Una anonima utente del servizio taxi di Ragusa, residente nel nord Italia ma trovatasi in quei giorni nella ns. città, ha rivolto una raffica di infamanti accuse alla ns. categoria, sostenendo:
1. che il ns. collega che l’ha accompagnata dall’hotel alla stazione degli autobus, da dove avrebbe preso un mezzo della Etna trasporti per recarsi in aeroporto a Catania, avrebbe tentato di convincerla a continuare in taxi fino alla meta finale, perché altrimenti avrebbe rischiato di perdere l’aereo;
2. che l’autista del bus, evidentemente in combutta con il ns. collega e con altri tassisti presenti in zona, avrebbe comunicato ai passeggeri un ritardo della partenza, sostenendo di essere “troppo stanco”;
3. che altri passeggeri già a bordo del bus e diretti all’aeroporto di Catania sarebbero quindi sta-ti costretti ad utilizzare per tale tragitto 3 taxi ed avrebbero sborsato 120 euro ciascuno…!;
4. che il bus sarebbe poi comunque partito ugualmente proprio in coincidenza con la partenza dei taxi.
Al cospetto di una tale sequenza di accuse, rivolte indistintamente alla intera categoria dei tassisti ragusani oltre che al dipendente della Etna trasporti, sarebbe stata opportuna quanto meno una verifica, dato il contenuto palesemente e gravemente diffamatorio della lettera.
Lei stesso ha affermato infatti che i contorni della vicenda “andrebbero attentamente verificati”, ma ha scelto di pubblicare ugualmente la lettera, senza procedere ad alcun preventivo riscontro, e senza nemmeno provare a sentire la versione dei diretti interessati: la sua scelta di dare in pasto alla opinione pubblica una notizia che offende la dignità, la professionalità ed il decoro di una intera categoria di lavoratori, senza procedere alle necessarie verifiche, non può rimanere senza conseguenze.
La signora che ha rivolto ai tassisti ragusani tali accuse, non può ignorare che ogni vettura impiegata per il servizio taxi ha una sigla distintiva: le sarebbe bastato memorizzare quella del proprio taxi e procedere con una denuncia individuale, anziché sparare selvaggiamente nel mucchio.
Allo stesso modo, risulta del tutto incredibile che altri passeggeri abbiano accettato di sborsare la somma di 120 euro ciascuno per la tratta fino all’aeroporto di Catania, anziché pagare la tariffa prevista di 110 euro a vettura: a nessuno di loro è venuto in mente di memorizzare la sigla dei taxi e di sporgere denuncia?
Siamo con ogni evidenza al cospetto di una notizia chiaramente falsa ed inattendibile. E gli indizi in tal senso erano molteplici: è davvero credibile che un autista di pullman comunichi ai passeggeri il ritardo della partenza rispetto all’ora programmata per essere “troppo stanco”? Sapendo di correre il rischio in tal caso di essere licenziato? E se anche ciò fosse accaduto, è credibile che nessuno di tali passeggeri abbia denunciato l’accaduto?
Spiace, egregio direttore, che lei abbia potuto dar credito a fandonie del genere, che gettano discredito su una categoria composta da tante persone per bene e padri di famiglia. E spiace anche che lei stesso abbia riportato falsamente che i taxi ragusani sarebbero sprovvisti di tassametro e di listino prezzi deliberato dal comune: le sarebbe bastato una volta salire su uno dei ns. mezzi per sincerarsi del contrario.
Chiediamo pertanto, in applicazione della vigente disciplina che regolamenta la materia, che la presente lettera sia pubblicata online e ad essa sia dato lo stesso spazio e risalto concesso alla lettera.
Chiediamo che ci fornisca, ovviamente in via riservata, copia della lettera in questione con la firma della sua autrice: in mancanza, ne chiederemo la consegna tramite denuncia/ricorso all’autorità giudiziaria competente.
Ci riserviamo infine ogni altra azione a tutela delle ns. ragioni.
Ragusa 6 settembre 2017
Sindacato tassisti CNA Ragusa
il Presidente sig. Giuseppe Cassarino
