Riconosciuta la qualifica di ‘restauratore’

di redazione

Nell’ambito del forum mondiale dell’Unesco, a Firenze, sulla cultura e le industrie culturali, è stato organizzato dalla CNA fiorentina un convegno dedicato ai restauratori,

un momento di incontro per illustrare il bando nazionale per l’acquisizione della qualifica, di recente pubblicato dal Ministero per l’acquisizione della qualifica, focalizzando la situazione dei restauratori, sia a livello nazionale che locale.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha pubblicato, lo scorso 12 settembre, al termine di un confuso e articolato percorso legislativo, il bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali – tecnico del restauro, per individuare l’ambito delle figure professionali che intervengono nelle attività conservative dei beni culturali, al fine di assicurare l’ottimale esecuzione dei relativi interventi. Una svolta in un limbo che dura da molto tempo, a cui dovrebbe seguire un successivo bando per ottenere la qualifica di restauratore.

Al bando per diventare tecnico del restauro  possono partecipare i laureati in diverse classi di conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico, i diplomati in restauro presso accademie di belle arti e quelli che hanno seguito un corso in una scuola di restauro statale o regionale, i dipendenti di amministrazioni pubbliche preposte alla tutela di beni culturali inquadrati come assistente tecnico restauratore e infine tutti i professionisti che abbiano svolto attività di restauro per non meno di quattro anni con regolare esecuzione certificata. 

L’attività è dimostrata tramite la dichiarazione del datore di lavoro oppure con l’autocertificazione. La presentazione della domanda per collaboratore restauratore non pregiudica in alcun modo la successiva partecipazione alla procedura per il conseguimento della qualifica di Restauratore.

Da dieci anni i professionisti del restauro – ha dichiarato il ministro per i beni culturali Dario Franceschini – attendevano il pieno riconoscimento della propria qualifica, così come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il bando risponde finalmente a questa esigenza e valorizza così una delle eccellenze tecniche italiane più apprezzate nel mondo”.

Ci sarebbe da aggiungere che, nelle more dell’emanazione del bando, in via transitoria, tutte le amministrazioni incaricate della tutela dei beni Culturali sono state e sono tenute ad affidare i lavori di restauro specialistico a restauratori con comprovata (vale a dire certificata ) esperienza (ex rt. 182), cosa che non sempre è avvenuto.

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